Traduttore: A. Traversi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2000
  • EAN: 9788806145668
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 7,02

€ 8,26

Risparmi € 1,24 (15%)

Venduto e spedito da IBS

7 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Lamu

    13/03/2011 18:01:46

    Bello come tutti i romanzi di Manchette. Noir fino all'osso,dalegegre.

  • User Icon

    APO

    19/03/2005 23:28:47

    Non male, ma sicuramente non è il miglior lavoro dell'autore. La lettera del poliziotto che scrive alla mamma, all'inizio del libro però è di un ironia inarrivabile. Solo per questo, il libro merita di essere letto.

  • User Icon

    Tommaso Bombassei

    25/10/2003 07:51:48

    Quando lo leggi ti trovi anche tu, spettatore privilegiato, dentro la storia; non è poco!

  • User Icon

    Giames

    29/11/2001 02:43:27

    Manchette scrive da dio, e basta. Quand'è che esce il prossimo?

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione


scheda di Manera, P. L'Indice del 2000, n. 10

Il mondo del noir, nelle sue infinite varianti e contaminazioni, ha conquistato negli ultimi anni la dovuta attenzione critica, ma soprattutto uno spazio considerevole nel panorama delle uscite editoriali - senza dimenticare gli ottimi risultati nelle classifiche di vendita. Nel moltiplicarsi di titoli e collane la qualit… risulta ovviamente discontinua, ma una conseguenza positiva dell'ampia offerta Š il recupero in corso di romanzi significativi finora irreperibili ai lettori italiani, e di norma pi— interessanti dei recenti best-seller del genere. Discorso valido per Nada, pubblicato da Gallimard nel 1972, adattato per gli schermi da Claude Chabrol nel 1973 (l'ingiustamente sottovalutato Sterminate "Gruppo Zero") e tradotto ora da Einaudi, che dello stesso autore aveva gi… in catalogo Posizione di tiro e Fatale, per "Stile libero noir", serie a cura di Luigi Bernardi e Carlo Lucarelli. Manchette conferma le sue doti di narratore incisivo e a tratti sapientemente brutale, concentrato sull'azione e su pochi tratti significativi, tracciando in poche pagine il vertiginoso procedere di eventi nei giorni prima, durante e dopo il progetto suicida messo in atto da un minuscolo gruppo anarchico: rapire l'ambasciatore americano a Parigi, approfittando di una sua sosta in una lussuosa casa di appuntamenti, e nasconderlo in un casolare di campagna, per scuotere le coscienze e uscire dall'interminabile stallo delle discussioni teoriche e delle divisioni tra movimenti antagonisti. Nel corso delle ore e dei giorni Manchette presenta i terroristi e le loro contraddizioni, tra slanci ideali, meschinit… quotidiane e dubbi laceranti; nel gruppo spiccano l'"intellettuale" Treuffais, che all'ultimo si sottrarr… all'azione rifiutando l'uso della violenza; l'"antropologicamente" ribelle Buenaventura Diaz, pronto a immolarsi per la causa; e il falso cinico Epaulard, "militante diventato canaglia, ex sicario, uomo vissuto, cinquant'anni superati da un pezzo". Intorno a loro si muove inesorabile l'azione dei corpi speciali di polizia, dei servizi segreti, di una burocrazia e di un potere politico che non esitano a servirsi di un commissario psicopatico per poi liquidarlo a fine servizio, quando la violenza delle misure repressive impressiona l'opinione pubblica e turba gli equilibri nazionali e internazionali. Manchette inscrive Nada dentro due brevi punti di vista stranianti, sopravvissuti a testimoniare (il poliziotto alla madre, giusto per vantarsi, l'anarchico a un'agenzia di stampa straniera, per provare a superare la mistificazione dei comunicati ufficiali) proprio per il loro essere ai margini degli eventi. Sembra un modo efficace di sottolineare quanto sia proprio del noir il raccontare-rivelare, giocare spavaldamente tra distacco e coinvolgimento (accettando il rischio di qualche banalit… romantica, del resto comune a molto noir francese), per affrontare attraverso l'incrociarsi delle storie la Storia dei nostri anni, denunciandone con passione il suo retroscena di sgradevole violenza.

Paolo Manera