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G. Antonio Stella

Editore: Rizzoli
Collana: Saggi italiani
Anno edizione: 2009
Pagine: 331 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817037341
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«Questa idea di essere al centro del mondo, in realtà, l'abbiamo dentro tutti. Da sempre. Ed è in qualche modo alla base, quando viene stravolta e forzata, di ogni teoria xenofoba. Tutti hanno teorizzato la loro centralità. Tutti». Gian Antonio Stella, inviato del Corriere della Sera e autore con Sergio Rizzo del grande successo La casta, ha deciso di scrivere un saggio sul razzismo partendo da questa considerazione: la fissazione di essere il cuore della terra, si traduce spesso e quasi sempre in pretesa di egemonia, di «purezza» etnica, o di eccellenza razziale.
Che siano certi vecchi «venessiani de Venezia» a escludere i «foresti», o gli egiziani a sostenere che l'Egitto è «Um ad-Dunia» cioè «la madre del mondo», o gli indiani a credere che il cuore del pianeta sia il Gange, o gli ebrei a considerarsi «il popolo eletto», o gli africani occidentali a pensare che il Kilimanjaro sia l'ombelico del mondo, per capire la nuova ondata di intolleranza bisogna partire da qui. Secondo Stella questa ossessione feticista dell'identità, del «sangue puro» e della «zolla» di appartenenza determina oggi la deriva xenofoba alla quale assistiamo. Negli stadi, su internet, nelle spedizioni squadristiche, nell'avanzata dei partiti politici razzisti, il giornalista veneto ritrova quell'urlo («Andate tutti a 'fanculo: negri, froci, giudei & co.!») letto su un muro delle nostre città e scelto volutamente come titolo forte per questo suo saggio, proprio per rimarcare la gravità di quello sfregio e per segnalare il pericolo che incombe sulla nostra società.
Il viaggio dell'editorialista parte dall'Europa, dall'onda nera dei partiti etnici, delle milizie e dei giustizieri politici spuntati un po' dappertutto, dal Tamigi al Don, per dare la «caccia al diverso», all'immigrato, asiatico o rom che sia. Prosegue con il razzismo all'italiana, nelle sue varianti colonialista, in nome dei vecchi Savoia, antisemita e nostalgica in nome del Duce o, per arrivare ai nostri tempi, nella versione leghista con le uscite dei vari Borghezio, Boso, Bossi e Gentilini contro neri, zingari e clandestini. Il dilagare di questo «etnocentrismo esasperato e ridicolo» ha portato, proprio come al tempo degli antichi Romani che vedevano la loro capitale come caput mundi, al terrore delle orde barbariche che è entrato negli incubi degli occidentali, e oggi di nuovo si grida: «arrivano i barbari, feroci come belve!».
Stella rievoca le mattanze dei nazionalismi serbo e croato nelle guerre balcaniche, recupera dai libri di Tucidide l'odio tra attici e tebani, o dai dati dei cronisti dell'epoca i tanti morti per le guerre civili tra Siena e Firenze, due città entrambe toscane, italiane e cattoliche ma che si combatterono a lungo. Furono miriadi nei secoli le «pulizie etniche» nei confronti degli «altri», e questo odio si è costruito riscrivendo la storia su misura di certi pregiudizi, o di determinate paure. Il razzismo si alimenta di questa ignoranza e inventa leggende. Come quella di chi sostiene che ad Auschwitz ci fosse una piscina per i detenuti, o che papa Wojtyla fosse un «giudeo» infiltrato nella chiesa per un complotto sionista. O come la paura di oggi delle rapine nelle ville da parte degli albanesi, quando invece - ricorda Stella - a metà Ottocento sotto gli Austriaci si verificavano molti più crimini, stupri e omicidi per mano di veneti.
Un libro intenso, ricco di dati e di storie, che ci ricorda le radici di un disprezzo antico, e nuovissimo al tempo stesso. Un saggio che fa riflettere sulla stupidità e sugli spropositi deliranti di tutti i fanatici di ogni tempo e luogo.

Recensioni dei clienti

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    Emilio

    02/11/2010 16.20.05

    Libro di estremo interesse che illustra, raccogliendole tutte assieme, le molteplici e diversificate nefandezze che caratterizzano l'odio verso chi e' (apparentemente) diverso. La lettura scorre veloce. Incredibilmente, la validita' di quanto rappresenta Stella trova conferma anche in qualche delirante commento al libro stesso (vedi sotto) .......

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    Francesco

    11/09/2010 14.14.18

    Se il mio insegnante non mi avesse detto di leggerlo, non l'avrei mai comprato. E una volta comprato avrei letto solo l'introduzione: l'autore ha utilizzato il suo noto nome per pubblicare un'indagine che se fosse stata scritta da me sarebbe stata subisto cestinata. Centinaia di pagine occupate da dati e scorrevole come l'olio di vasellina.

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    Daniel

    03/09/2010 12.31.03

    Un libro...che dire...sublime...non ho altro da aggiungere...ripeto...sublime...

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    Nicola Morgantini

    21/05/2010 10.05.56

    È il classico libro scritto da una persona dabbene che non si spiega (e non spiega) le ragioni del razzismo che dilaga nel mondo. Be’, l’autore va capito: essendo uno stimato sacerdote dell’ideologia neoliberale centrosinistrorsa, ossia l’ideologia della mercificazione assoluta col bollino rosso, non ci si può attendere che egli attribuisca alla struttura economica, che tanti benefici gli porta, la causa di ciò che nel libro denuncia. E questo è anche la conferma che la coscienza infelice borghese non va più di moda. Stella, inoltre, sebbene scriva che una cosa è l’antisemitismo e altra cosa è la legittima critica alla politica israeliana, nel suo lunghissimo elenco di crimini nei confronti dei “diversi” si dimentica di parlare proprio di quelli commessi dalla politica israeliana, ossia della politica dell’unico stato ufficialmente razzista (lo stato degli ebrei). Stella, dunque, mi pare di capire che eserciti anche l’ufficio di sacerdote della religione olocaustica. Quella che definisce l’olocausto il male assoluto – dal che discende che il massacro degli indiani d’America o degli armeni (tanto per dirne due) sono mali relativi –, e che, applicando una sorta di principio di sussidiarietà, intende far espiare ai palestinesi la colpa dell’Occidente. Ovviamente, secondo Stella e dunque secondo i dettami delle due fedi religiose che egli professa e rappresenta, Milosevic era un pazzo furibondo e i serbi un popolo d’invasati (D’Alema lo ringrazierà per questo), Ahmadinejad è ugualmente pazzo e come lui ce ne sono tanti, troppi. Strano che questi pazzi siano anche coloro che rifiutano i dogmi di fede, che non si allineano, insomma. Ma forse è solo una coincidenza. Anzi, sono io che penso male. Unica nota positiva: il libro è scritto benissimo.

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    ant

    22/01/2010 18.35.38

    Testo senza sconti da parte di Stella, si fa molto apprezzare per: contenuti, brio,profondità,spunti, digressioni etc. Il libro si articola in vari capitoli, ognuno dei quali con un tema diverso, ma con un comune denominatore che è il razzismo. Il titolo dell'opera è emblematico, quindi non aspettatevi frasi a mezza bocca no no qui si trovano corpose accuse ,e ben precise, di razzismo sia a persone e partiti politici che ad ideologie e tradizioni. Senza dilungarmi troppo volevo porre all'attenzione il capitolo a riguardo delle formazioni xenofobe che attualmente hanno grossi consensi nel Centro Europa. Le "apparentemente tranquille" Ungheria e Slovacchia ad es hanno tra i leader più carismatici gente tipo Krisztina Morvai(x l'Ungheria capo del partito Jobbik) estrapolo qualche pensiero della Morvai: ..."i nemici che affamano il popolo sono: l'Europa,i comunisti, gli zingari e la finanza internazionale ebraica" leggerina la tipa eh? Scorrendo le pagine a riguardo dell'insofferenza verso l'altro non sono da meno nemmeno altri leader in: Boemia, Germania, Romania etc. I Borghezio etc quindi hanno degli alter ego insospettabili.. Stella poi nei capitoli successivi rimarca molto bene quello che è il problema di base nella nascita del sentimento dell'odio e cioè il sentirsi , per alcuni, il centro del mondo e non accettare mai gli stili di vita diversi proposti da altre genti, belli gli spunti a tal riguardo a partire dall'antica Grecia a finire ai giorni nostri. Da rimarcare poi sicuramente i pensieri a volte non sempre tolleranti provenienti da credi religiosi e tradizioni antiche, anche qua senza sconti x nessuno. Io sono andato proprio a descrivere il minimo ma c'è n'è di roba da leggere(insofferenza verso i giudei, omosessuali, rom, storpi, neri etc) dicevo discorsi molto ampi e libro valido x contenuti.

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    claudio

    04/01/2010 14.03.05

    Ennesimo libro di quel grande giornalista che è Gian Antonio Stella. E anche stavolta colpisce in pieno. Anche se si tratta in fondo di notizie quasi tutte conosciute, averle sotto mano su un libro fanno molto rumore. L'unica consolazione -se tale si può considerare- è che il razzismo non è di casa solo da noi. Anche questo libro dovrebbe essere obbligatorio in tante sezioni di quel partito che esprime il nostro ministro degli interni. Complementare a questo libro è l'intervista di Severgnini al priore di Bose a fine anno sul tema del crocifisso bandito come una clava da chi durante tutto il resto della vita non sa cosa farne.

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