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Herbert G. Wells

Traduttore: F. Salvatorelli
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2008
Pagine: 60 p., Brossura
  • EAN: 9788845923326

40° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza classica

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Recensioni dei clienti

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    kine

    02/05/2012 00.15.43

    Per nuñez entrare nel paese dei vecchi vuol dire essere il re, per gli abitanti del villaggio invece lui è solo inferiore.... Il meglio è tutto qui, il resto è discreto.... Voto 3,5

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    Denebola

    17/11/2009 10.35.19

    Sul significato di questo breve ma enigmatico racconto sono state fornite moltissime interpretazioni,alcune intellettualmente molto complesse o a dir poco ardite.La mia è molto semplice ma la valuto importantissima:possiamo sacrificare tutto per amore,ma non ciò che costituisce la nostra individualità,che dà un senso alla nostra esistenza;chi ci ama,se ci ama davvero,non può chiederci un tale sacrificio.

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    Americo Marconi

    11/11/2009 18.00.46

    In poche pagine si godrà di un capolavoro, la metafora del buio che riconduce al mito della caverna platonica. Per chi ama la montagna tra i libri più importanti.

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    OskarSchell

    31/08/2009 10.09.35

    "Nel paese dei ciechi il monocolo è Re"... Stupendo!

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    Alessandra

    02/08/2009 22.23.59

    In poche pagine c'è tutto quello che deve essere la Letteratura. Fa pensare, riflettere - e tanto - e si legge piacevolmente. DA NON PERDERE.

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    stefano

    04/07/2009 19.46.58

    magari in modo facile, magari pensieri già fatti e che appena elaborati si cancellano, ma fa pensare, con buon stile

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    gianluca guidomei

    09/11/2008 13.15.41

    Durante un escursione sulle Ande un giovane vagabondo precipita in una valle lontana e misteriosa. Si renderà conto molto presto di aver trovato il leggendario paese dei ciechi. Leggendo questo racconto di Wells si imparano tante, tantissime cose, si riflette, è inevitabile mettere in gioco le proprie certezze. E' un' opera che punta a destrutturare il pensiero del lettore, e visto che, secondo me, è proprio questo il compito della buona letteratura, considero "Nel paese dei ciechi" un libro indispensabile, c'è tutto e di più: il relativismo, l' evoluzione darwiniana, la dicotomia normalità/anormalità ( dove tutti sono ciechi il disabile è chi vede! ) e soprattutto l' idea centrale in Wells, il fatto che il processo di normalizzazione imbarbarisce l' uomo. Meravigliosa invenzione il finale in cui Nunez, il protagonista, sceglie di tornare al mondo, e la sua amata, Medina-sarotè, sente nei suoi passi le movenze di un' addio. Wells era un profeta, ma sapeva anche essere poeta.

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