Nel segno della pecora

Haruki Murakami

Traduttore: A. Pastore
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2010
Pagine: 298 p.
  • EAN: 9788806193362
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Recensioni dei clienti

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    Fabio

    12/10/2017 10:54:33

    Libro strano da decifrare, la poetica di Murakami è già chiara ma ancora un po' tarpata, sembra che cerchi la sua strada a tentoni. Mi sono chiesto cosa rappresenti questa pecora (falicità? spiritualità?) ma forse, col senno di poi, è la sua stessa ispirazione a essere inseguita. Esploderà nella "Fine del mondo", "Kafka" e poi anche in "1Q84", ma in questo caso siamo ancora troppo in alto mare per poter dare un giudizio del tutto positivo, secondo me. Lo stile è già impeccabile, però

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    alinghi

    15/02/2017 08:11:04

    In pieno stile Murakami, coinvolgente fino all'ultima pagina. Ovviamente onirico, si vedono spunti che porteranno a 1q84; consiglio di leggerlo dopo aver letto Vento e Flipper in cui si conoscono meglio barista e Ratto...non certo il migliore di Murakami, ma sicuramente un libro godibilissimo e simpatico

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    PROT

    08/10/2015 18:00:46

    Purtroppo l'ho letto dopo "Dance, dance, dance", (a mio parere uno dei migliori libri di Murakami assieme a "L'uccello che girava le viti del mondo")e in effetti ho trovato molti richiami al contrario... anche qui il mio giudizio è alto, il libro mi è piaciuto tantissimo, interessante fino all'epilogo... bello!

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    Simone

    14/02/2015 15:24:24

    romanzo interdetto e che lascia insoliti e strani, la storia scorre placida e tranquilla e la prosa la accompagna e si dipana verso un mondo diverso da quello da noi propriamente conosciuto (un universo vermicolare). Non si capisce lo sbocco eppure affascina, che poi i mentori di Murakami Haruki siano Carver e Salinger merita da parte mia l'approfondimento dovuto e la lettura di altre cose dell'autore.

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    Daniele

    02/10/2013 12:44:37

    E' il primo libro di Murakami che leggo, spero che le sue opere successive siano migliori; l'autore immerge il lettore in una favola dalle tinte sempre più dark, e il finale dà un senso a un libro che di senso ne ha proprio poco. Comunque, le descrizioni degli ambienti sono notevoli e per nulla scontate, i dialoghi impagabili. Solo la trama resta del tutto inconsistente.

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    arinroses

    19/09/2012 20:21:38

    carino ma molto al di sotto degli standard di Murakami. Niente a che vedere con capolavori come Kafka sulla spiaggia

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    Michael Moretta

    29/08/2012 14:11:02

    Dopo aver letto tutti i recenti romanzi di Murakami ora sto tornando alle sue origini. Questo è il suo primo romanzo, scritto nel 1982, e lo trovo davvero squisito, delizioso. In esso troviamo già tutti gli elementi che incontreremo nei successivi romanzi di Murakami. La musica, tanto cara all'autore, che accompagna e fa da sottofondo a vari momenti e scene del libro; l'incrociarsi continuo del mondo reale con un mondo irreale, qui rappresentato dalla pecora; la maestria nel tratteggiare i personaggi ed i paesaggi, che rende la lettura così piacevole e rende possibile immergersi totalmente nel libro, e viaggiare con i personaggi stessi all'interno della storia. I libri di Murakami non sono mai banali, al contrario li trovo molto profondi e toccanti, ma hanno anche la capacità di portarti in un altro mondo, dove il confine tra realtà e irrealtà si assottiglia sempre di più e dove un'intelligenza solamente razionale si trova per forza di cose a disagio. Bello infine vedere come da questo primo romanzo all'ultimo, 1Q84, ci sia stata da parte di Murakami una continua ed univoca tensione a costruire, per i suoi personaggi, un mondo alternativo all'interno del quale muoversi. Mondo così ben rappresentato in 1Q84 dalle due lune. Concludendo.....un romanzo sicuramente bellissimo che racchiude già al suo interno tutto il Murakami futuro.

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    Gae Stancanelli

    06/05/2012 14:28:25

    Sono al terzo. Ho cominciato quasi per caso con 1Q84, ho continuato con Norwegian Blues (ne ho già scritto), e temo che sia difficile smettere. Non ho la autorevolezza critica per esprimere una opinione che pretenda di essere obiettiva. Ma una cosa è certa: mi piace leggere Haruki. Purtroppo l'opera in oggetto è preceduta da altri due romanzi non ancora editi in Italia per cui forse non riesco ad inserirla nel giusto contesto. Magari riscriverò queste mie impressioni dopo aver letto i due precedenti e il resto dell'opera dell'autore come mi accingo a fare. Ma già così ne sono catturato: ho impiegato meno di 5 ore a leggere il romanzo, senza alcuna stanchezza e con un certo disagio alla fine. Ovviamente non voglio e non posso dire nulla che ne sveli la trama ma mi si passi questa riflessione:la parte dei giorni passati dall'Io narrante anonimo in alta montagna, in cerca della "Pecora", è uno de passi più intensi che abbia mai letto ruguardo la solitudine dell'Essere Umano. Il protagosista si perde dentro sè stesso. Qualcosa mi rimanda al "Paese dei Gatti", narrato in 1Q84. Qualcosa di terribile, minaccioso, che si nasconde dentro di noi; qualcosa che può emergere all'improvviso e farci fuori, come una droga pesante, una sostanza che ci trascini sull'orlo di un abisso oltre il quale si vede chiaramente l'orrore della Solitudine: Del morire in Solitudine. Ma niente paura: Haruki ha una grazia innata nel narrare senza ammorbare l'anima: certe cose si provano oppure no. Dipende dalla singola sensibilità. Concludo: queste trecento pagine VANNO lette. Anche per il solo piacere di farlo. Adesso parto con Dance Dance DAnce.

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    Emiliano

    03/02/2012 14:41:24

    Dovessi descriverlo in una parola sola direi: inconsistente! Che poi forse non è un giudizio differente da chi parla sotto di atmosfere metafisiche ecc., solo che nel mio caso la valutazione tende al negativo. Ci sono cose buone nel libro, prima fra tutti la trama eccentrica e alcune trovate come la ragazza dalle belle orecchie. Ci sono tematiche sociali, legate alla musica, al ricordo, al potere, all'amicizia. Ma arrivi in fondo e quando lo chiudi tutto svapora come una nuvoletta. Ammetto che forse sono io che non riesco ad entrare in queste letture "orientali", così ricche di introspezione e cibi (quante parole dedicate a cosa sta mangiando o bevendo qualcuno!). Del resto non è il primo libro che leggo di questo autore e i personaggi non sanno catturarmi (diafane creature del romanzo, a due dimensioni), mentre le sue storie lo fanno solo raramente.

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    Dave

    28/01/2011 14:09:17

    Libro surreale per chi come me non conosceva l'autore prima. Anche se non è di facile comprensione ritengo che lasci "qualcosa" dentro. Che sia una pecora?

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    rain

    30/11/2010 16:05:19

    Mi mancava da leggere solo questa prima opera del grande Murakami, per un pò fuori stampa. Che dire, storia 8come sempre) originale, personaggi mai scontati e sempre trasognati in un Giappone al limite tra passato e futuro, congegni del destino (o libero arbitrio?) che arrivano improvvisamente a sconvolgere tutto. Ci sono tutti gli ingredienti dello stile inconfondibile di Murakami, sicuramente da leggere per gli appassionati. Rain

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    LaMelaMarcia

    05/10/2010 11:44:36

    Quando la vita sembra essere giunta ad un punto morto, quando hai perso tutto e niente sembra avere più senso. Poi. L'accadimento banale, quasi insignificante. L'incontro paradossale. E ancora. Solitudine, monti, foreste, case ai confini mondo, profondissimi pozzi, paesaggi mozzafiato. L'uomo solo con se stesso. Infine. La rinascita, la resurrezione ad una vita nuova. Questo è MURAKAMI HARUKI, a parer mio, uno dei più grandi autori contemporanei. Riproposto qui da Einaudi in una delle sue prime opere. Leggetelo sempre.

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    Luciano

    27/07/2010 12:31:32

    Libro piacevole, storia interessante e molto originale.Non conoscevo l'autore e devo dire che mi ha favorevolmente impressionato. La sua rappresentazione della società, le sue analisi profonde sul quotidiano vivere, sul senso di frustrazione che ti prende e sull'incapacità di adattarsi ai mutamenti sempre più incomprensibili, rendono la sua scrittura fonte di profonda meditazione.

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    Standbyme

    03/06/2010 18:23:58

    Quando si legge Murakami bisogna abbandonare la razionalità ed immergersi nel surreale e nella fantasia più sfrenata. Nessuno si stupisce quando, appena ci si sveglia, si ricordano sogni dove si sono vissute situazioni assurde e impossibili nella realtà. Sogni che possono suscitare sentimenti estremi: allegria, terrore, benessere, armonia, indifferenza, irrequietezza, turbamento, ansia, stupore e tanti altri ancora. Il ricordo del sogno, con il trascorrere delle ore, se non dei minuti, svanisce lasciando un’effimera sensazione. A differenza dei sogni i romanzi di Murakami possono essere presi in mano in qualsiasi momento, si rileggono alcune pagine e si rivive il sogno. Con il “Nel segno della pecora” il sogno è stato, rispetto a quelli fatti con le successive opere, un po’ deludente. Forse mi aspettavo, come opera prima, molto di più o più probabilmente, non sono riuscito a cogliere la vera essenza della storia. Forse, e sottolineo forse, se avessi conosciuto Murakami con questo romanzo non sarebbe diventato uno dei miei autori preferiti e avrei perso indimenticabili opere come “Tokyo blues” “Dance, dance, dance”, “A sud del confine a ovest del sole”.

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    gelsomina

    05/05/2010 21:24:15

    murakami si conferma per la sua genialita' e la capacita' di giocare con gli archetipi e i nostri sogni/incubi. Mi spiace solo aver letto questo libro dopo Dance Dance Dance di cui costituisce l'antefatto, con l'hotel delfino e la ragazza dalle bellissime orecchie.

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    Francesco

    30/04/2010 10:14:34

    lo stile Murakami non si smentisce..Anche in questo libro viviamo una realtà onirica che l'autore fa sembrare quasi vera, non all'altezza di altri suoi scritti, ma cmq. molto coinvolgente e bella! L'emozioni e gli stati d'animo che mi creano i libri di M. sono uniche..E' uno scrittore davvero particolare.

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    Alberto

    15/04/2010 23:14:11

    Che dire? Ad ogni libro si riapre lo scrigno magico; forse la parte onirica non è così fluida come nelle sue opere piu' mature ma la mano è già riconoscibile. Murakami rimane di gran lunga il mio scrittore moderno preferito.

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    gianni

    06/04/2010 09:45:20

    Finalmente torna in catalogo questo libro di Murakami. Finalmente riesco a leggerlo, dopo averlo cercato per tanto tempo. La lunga attesa fortunatamente non è stata delusa: anche questo libro è bellissimo. L’autore riesce a creare anche in questo romanzo l’atmosfera onirica e surreale tipica dei suoi romanzi. La trama è labile, appena accennata, basta un pretesto per partire (come spesso capita nelle sue opere) e poi parte la fantasia più sfrenata: il bello dei romanzi di Murakami è il modo in cui l’autore riesce a scrivere quello che succede, il modo in cui riesce a rendere plausibile anche l’inverosimile più spinto. Ecco che allora appare “normale” che una pecora (lo spirito della pecora) possa entrare in un uomo e manipolarlo secondo il suo volere ed i suoi piani; che l’”uomo pecora” appaia e scompaia dal rifugio in montagna, ma senza essere riflesso dallo specchio,……. Questo romanzo secondo il mio parere non è il migliore di Murakami ma è pur sempre di straordinario livello.

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    AGT

    04/04/2010 10:10:36

    Una lettura eccezionale,la scrittura è estremamente avvincente,la trama originale e geniale,i personaggi costruiti in maniera straordinaria:un capolavoro;stimola domande e sensazioni.Uno scrittore unico nel suo genere e mai scontato o banale

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    Roberto

    27/03/2010 19:22:46

    La scrittura di Murakami mantiene quella potenza onirica che fonde magistralmente il quotidiano con l'assurdo: niente di nuovo, si potrebbe pensare, Borges e Lovecraft, tanto per dire, hanno costruito mondi dell'onirico. Solo che Murakami non ha quasi nulla di metafisico, la sua prosaicità fatta del quotidiano, molto ordinario in cui vive il protagonista, un altrettanto "ordinary man" dipinge, con toni morbidi e puliti, una realtà dove l'assurdo ha una logica coerente e solida, a volte paranoica, a volte spalancata sull'introspezione così che i pensieri e l'azione sono a volte indistinti. Resta il fatto che Murakami è un Maestro, un autore tra i più grandi tra i contemporanei. Romanzo, questo, che ha un qualcosa di inquietante e volutamente inespresso. Imperdibile.

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