Nell'ombra e nella luce

Giancarlo De Cataldo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Pagine: 218 p., Brossura
  • EAN: 9788806221843
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    CIRO D'ONOFRIO

    27/08/2015 16:49:01

    Nell'ombra e nella luce non è il miglior romanzo di De Cataldo ma anche qui si riconosce la sua raffinata mano di giallista.Una storia avvincente,che tiene alta la suspence e che si addentra con maestria in una Torino albertina, misteriosa, fumosa e gotica intrecciando un giallo che stimola curiosità. Originale la partecipazione nella storia come "cammei" di personaggi storici come re Carlo Alberto ed il conte Cavour.Una lettura che non dà e non richiede grandi pretese con un finale come suo punto di debolezza: troppo raffazzonato e precipitoso.

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    Giusi

    10/03/2015 14:53:25

    Un petit divertissement per l'autore e per i vecchi torinesi. Grazioso e niente di più. Adesso però mi aspetto qualcosa di altrettanto grandioso quanto "I traditori".

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    mariella P

    13/02/2015 14:04:08

    Il'ambientazione nella Torino di Carlo Alberto e i vari riferimenti storici hanno arricchito un pò la trama fiacca. I momenti d'azione raffazzonati e lo svolgimento spesso prolisso. Un libro da evitare se si stima De Cataldo.

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    cesare

    04/12/2014 16:20:37

    Un romanzo ambientato nella Torino del 1848, il nostro eroe alla ricerca del diavolo. Un assassino seriale rappresentante della conservazione reazionaria ai moti del '48. Modesto e deludente.

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    marcello

    25/10/2014 14:27:41

    Non male ma un po' lento ed a tratti noiosetto, assai prevedibile la natura del Diaul. Tuttavia piacevole a leggersi,ma anche a dimenticarsi

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    LucaMilano

    13/10/2014 19:28:00

    Suggestivo e imperfetto questo esercizio di stile di De Cataldo, la ricostruzione storica è accattivante e coinvolgente, la storia invece in certi momenti difetta di approfondimento, così come alcuni caratteri. non indimenticabile ma comunque un gradevole e stiloso intrattenimento, come la Torino dell'ottocento

Vedi tutte le 6 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Vi viene in mente qualcosa che possa fare più paura di una figura nera che nella penombra si avvicini minacciosa col volto coperto da un cappuccio scuro che, solo per un attimo, si apra leggermente mostrando un becco argenteo e lineamenti non umani?
Cosa pensereste o come reagireste se un essere demoniaco come questo vi si parasse di fronte nella notte dopo aver appena ucciso e sventrato una donna, una prostituta che giace poco lontano? Come minimo credereste di essere di fronte a un demone, al Diaul, come si definisce in piemontese.
Emiliano di Saint-Just, il protagonista di questo romanzo, si trova proprio in questa situazione. Siamo nella Torino preunitaria, nel 1846, quando “la capitale più noiosa d’Europa” è ancora un piccola città che si affaccia sul Po, capitale sì ma solo del Regno di Sardegna, in fermento politico e militare, ma ignara della guerra che di lì a poco sarebbe scoppiata con l’Austria.
Il vento della storia accompagna tutta la narrazione senza appesantirla: ogni tanto fischia tra le pagine per ricordarci dove siamo e quando, poi sparisce, lasciando spazio alla vicenda complessa e appassionante delle indagini. Sì, perché il nostro Emiliano è un giovane ufficiale dei Carabinieri Reali, ed essendo stato testimone di questo omicidio, avendo egli stesso rischiato di essere ucciso, viene incaricato di capire chi sia questo assassino, trovarlo e assicurarlo alla giustizia, con tutti i mezzi. Non è un delinquente comune, lo sa bene Emiliano: l’ha sentito parlare con voce educata e sa (non sveliamo come) che indossava un raffinato mantello di kashmir.
E se anche le indagini vengono indirizzate ufficialmente verso gli ambienti più popolari, a partire dal famigerato e paludoso quartiere Vanchiglia affogato nella Dora e nei liquami, Emiliano è consapevole che si nasconde ben altro dietro quella maschera animale che colpirà ancora.
Al suo fianco l’amante, Naide Malarò un’attrice di successo in grado di rivaleggiare con Adelaide Ristori, “una donna preziosa, l’avanguardia di una nuova specie eletta” e soprattutto il medico Gualtiero Lancefroid, perspicace indagatore scientifico oltre che grande conoscitore della città e di chi la abita e dei gravi pericoli che possono nascondersi tra i palazzi e i colonnati come nei cortili del ghetto, con i loro grandi cancelli in ferro battuto serrati al calar della sera.
La storia non si fermerà nel 1846, i rapporti tra i protagonisti si complicheranno e il Diaul si dimostrerà insidioso e temibile come un vero demone, ma questo il lettore lo sa immediatamente perché il libro si apre due anni dopo - nella primavera del 1848, subito dopo la battaglia di Pastrengo dove Emiliano combatte -, svelando subito l’imprevista presenza in una terra lontana da Torino di quella creatura malefica che dovrebbe essere rinchiusa nel regio manicomio e che invece incrocia un'altra volta il suo cammino. "Non è ancora tempo di morire, signor Saint-Just - queste le parole di minaccia pronunciate dal Diaul con la sua voce calda e profonda - Sarò io a decidere quando".
A fare da corollario alla vicenda Cavour, Carlo Alberto e Vittorio Emanuele (con tutti i potenti dell’epoca Emiliano ha necessità di interagire), schizzati dall’autore in modo vagamente stereotipato, ma efficace. Siamo alcuni decenni prima delle gesta terribili di Jack lo squartatore, ma le strade della Torino della prima metà dell’Ottocento, tra il Valentino, il Po e la Dora, ricordano nel racconto dello scrittore quelle grigie e sporche di Whitechapel, le sponde del Tamigi e i suoi abitanti, mentre il Diaul ha qualcosa della genialità diabolica di Moriarty.
C’è poco del De Cataldo di Romanzo criminale in questa storia, che vira più al noir esoterico, quasi all’horror e che ci cattura come un’indagine di Sherlock Holmes (il binomio investigatore-medico si ripropone, anche se è Gualtiero a ricordarci il genio inglese). Nessuna nostalgia quindi per la banda della Magliana perché l'autore pugliese si rivela altrettanto bravo nel narrare l'ambiente aristocratico e popolare di quella Torino ottocentesca tra ombra e luce, criptica e ricca di fascino.

A cura di wuz.it