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Sylvain Tesson

Traduttore: R. Ferrara
Collana: Il contesto
Anno edizione: 2012
Pagine: 253 p. , Brossura
  • EAN: 9788838927485

Recensioni dei clienti

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    Bookworm

    16/07/2016 08.32.58

    Una lettura per liberare la mente dallo stress quotidiano e guidarla verso dissertazioni filosofiche. Citazioni a non finire che danno un senso di importanza alla narrazione, accompagnate da gesti quotidiani allo stesso tempo semplici e solenni. Non mancano ironia e riflessioni argute, spesso lugubri e pessimistiche. Farò certamente mia la lista di libri letti da Tesson durante la sua permanenza in Siberia.

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    Stefano

    25/04/2014 18.38.52

    Diario ricco di riflessioni profonde che indaga sull'uomo e sulla solitudine vista come un'occasione per riscoprire la propria interiorità amplificando la profondità di ogni esperienza, anche se fra le righe serpeggia il costante pericolo di ritrovarsi in uno stato di alienazione che alla lunga può condurre all'asocialità o peggio ancora all'alcolismo (ved. i continui riferimenti alle sbronze di vodka).Nel complesso un bel libro, sicuramente da leggere.

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    Alce67

    06/03/2014 16.26.02

    Il libro lancia il lettore in un'avventura estrema, coinvolgente. Onestamente la narrazione mi è parsa tuttavia modesta, così come le elucubrazioni filosofiche sulla solitudine.

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    simone vannetti

    20/02/2014 09.28.54

    Un libro stupendo che trascina il lettore nelle emozioni dell'autore. Sembra una dialogo a tu per tu con l'autore, sembra che scriva personalmente al lettore. Una realtà magnifica raccontata con occhi sognanti e con parole immense che rendono quasi quanto vivere l'avventura dello scrittore. Per chi ama la natura, il freddo, la sopravvivenza e le conseguenze della solitudine questo è il libro perfetto.

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    Alessio

    02/12/2013 18.51.50

    Semplicemente uno dei libri più belli che ho letto quest'anno. La cronaca delle giornate dell'autore nella taiga siberiana mettono tanta voglia di solitudine, sigari e vodka.

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    Agilulfo

    14/10/2013 16.31.01

    Perché ritornare nel mondo? E soprattutto: come possibile separarsi dai cani? Ben tornato nella "cittadella", Monsieur Tesson.

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    Stefano Taglioli

    04/09/2013 13.02.29

    Nel genere il più bel libro letto. L'unico difetto, se può dirsi TALE, è che quasi ad ogni pagina le riflessioni sulla solitudine, sul rapporto con l'ambiente naturale, sul distorto rapporto con la modernità vista dal remoto lago Bajkal, sono talmente coinvolgenti da divenire stordenti. Chi è rimasto profondamente deluso (come me, a dir poco!) dalla lettura di "Indian Creek" su solitudine e rapporto con la natura, legga "Nelle foreste siberiane" e riprenderà fiato e speranza.

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    Adriana

    28/02/2013 10.36.32

    Un'altra ottima dritta di Francesco v. che ringrazio. E' un racconto che oscilla dal muscolare all'intellettuale; dal primitivo al tecnologico; dalla lucida consapevolezza allo stordimento assoluto. Spesso puntellata coerentemente con citazioni, perle di saggezza e riflessioni filosofico-esistenziali a volte un po' naif, la storia appassiona, non annoia mai ma mi tocca profondamente per la sua sconcertante aderenza con un mio vissuto personale. Per chi vuole associare allo scritto le immagini, su internet, ne esiste la videocronaca girata da Tesson stesso: 6 moins de cabane au Baikal.

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    sergio colombo

    17/02/2013 08.29.25

    Diario di riflessioni e fatti di minimo vivere, dove il tempo liberamente disponibile è il protagonista di una vita finalmente senza alcun genere di legami. L'uomo si scioglie nella natura indifferente e va bene così. Mangiare, bere (vodka), dormire e guardare fuori dalla finestra, camminando, quando si può, nel bosco e in montagna. Possibile solo in un bosco Siberiano al gelo; forse sì. A volte presuntuoso ed autoreferente "alla francese"; belle le caratterizzazioni dei russi, come in "La tigre siberiana". Comunque un libro che non si dimentica.

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    Roby74

    17/01/2013 19.43.15

    Un libro autobiografico, una storia vera, una testimonianza che porta il lettore a seguire le vicissitudini del protagonista, ad immedesimarsi con la sua interiorità, i suoi pensieri e le sue riflessioni. Un libro che entra nei meandri della mente, con poca azione e sicuramente da leggere nel momento giusto, senza aspettarsi un particolare intreccio, ma esclusivamente un viaggio dentro se stessi...

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    Urizen

    08/01/2013 10.53.20

    E' dai tempi di Thoreau che la solitudine non veniva così meravigliosamente descritta ed esaltata. Reportage naturalistico, opera esistenziale, dissertazione letteraria. Questo libro è rivolto a chi non ha paura di confrontarsi con se stesso. Assolutamente da non perdere.

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    francesco v

    16/12/2012 10.16.16

    Un libro per gli amanti della lettura, dei libri, e della solitudine. Nelle prime 150 pagine, in cui non accade praticamente nulla, credo sia uno dei libri piu belli che io abbia mai letto. Nelle ultime 100 l'incantesimo un po' sparisce. L'ultima pagina e poi una secchiata di vernice nera su una parete bianca.

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