Nelle vene dell'America

William C. Williams

Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 307 p., Brossura
  • EAN: 9788845929809
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Descrizione
"'Nelle vene dell'America', che William Carlos Williams, uno dei maggiori poeti americani del nostro secolo, compose circa quarant'anni or sono, è tra i libri più singolari che siano mai stati dedicati all'interpretazione di un paese e di una civiltà. Soccorso da una immaginazione vibratile, Williams discende nelle profonde vene dell'America: interroga gli eroi della sua storia, da Colombo fino a Lincoln: raccoglie documenti, brani di diario, frammenti di testimonianze e se ne appropria, come ori e gemme barbariche sul petto di un conquistatore: alterna splendidi poemi in prosa, autobiografie immaginarie di esploratori, bellissimi dialoghi, confessioni e violenti sarcasmi. Alla fine di questa interrogazione, i volti diversi si cancellano, i fatti storici si amalgamano, tutte le voci diventano le sfumature di una voce sola. L'America di William Carlos Williams è un unico, immenso corpo femminile, disteso tra due oceani, che possiede la drammatica inesauribilità delle figure mitiche." (Pietro Citati)

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    umberto rossi

    06/05/2006 18:17:58

    Libro immenso, alla radice di molta letteratura americana. Come non leggere Vollmann, tanto per fare un nome, quale di allievo di Williams? Non è un saggio, non è poesia. E' una strana forma di narrativa ragionata. Si comincia con la storia di Eric il Rosso, un paria, un perseguitato, che si rifugia in Groenlandia per trovare spazio. Eric è un violento, un uomo brutale; ma è anche animato da un coraggio senza limiti. Eric arriva all'America, che ovviamente non ha ancora nome. E come lui gli altri, personaggi che crediamo di conoscere come Colombo e Montezuma, e altri poco familiari a noi italiani, da De Soto a John Paul Jones, che formano una serie di ritratti folgoranti, in un'ansiosa ricerca delle radici dell'America. E in questa galleria di progenitori, molti dei quali inquietanti, da Cotton Mather pronto a bruciare le streghe allo spietato Cortez, Williams evidentemente cerca anche, in qualche modo, il proprio volto; che trova, man mano, in questa sbalorditiva genealogia poetica della mente Americana. E quel che ne esce non è la retorica a stelle e strisce di Dio patria e bandiera, bensì una perorazione a ritrovare le radici native, indiane, dell'America, e a comprendere quali connubi, quali meticciati, quali compromessi abbiano fatto gli Stati Uniti. Libro ingiustamente trascurato da noi, ma considerato oltreoceano un vero classico moderno, testo fondatore di un'identità culturale.

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