Nessuno può sfrattarci dalle stelle

Diego Cugia

Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2015
Pagine: 142 p., Brossura
  • EAN: 9788804655763
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    nini1111

    02/01/2016 23:10:25

    Non che non mi sia piaciuto, ma l'ho trovato un po' confuso, almeno a tratti, di non troppo facile lettura. Poetico, comunque, simpatico, positivo, augurale.

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    Iannozzi Giuseppe

    18/10/2015 12:07:48

    Dell'umano cammino non v'è certezza alcuna, così potremmo dire. E però per tutti ci sono le stelle: non costano nulla, appartengono al cielo, agli occhi che le vogliono guardare con entusiasmo pascoliano, e in non pochi casi sono una sorta di coperta di Linus. Nessuno può sfrattarci dalle stelle (Mondadori, collana Omnibus, Euro 17,00) è l'ultimo romanzo di Diego Cugia. E' questo un lavoro atipico per Diego Cugia, che per forza di cose o per stanchezza, ha dimenticato il suo alter ego Jack Folla. Nessuno può sfrattarci dalle stelle opera abile commistione di realtà e finzione per dar corpo a una favola moderna, a tratti drammatica, comica e irriverente. Diego Cugia, in qualsiasi genere letterario si cimenti, lascia ben impressa la sua genialità non imitabile.

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    middlemarch

    03/09/2015 08:39:51

    Lo spunto per la storia di questa notte è lo sfratto da una casa, in realtà lo sfratto vero, quello più temuto è lo sfratto dalla vita: 'la morte ci sfratta dagli occhi.', e il narratore cerca di dare scacco matto alla morte con un parto, o un mezzo parto, quando il bambino, improvvisamente comparso nella sua vita e che è l'anello di congiunzione tra lui, quelli che l'hanno preceduto e quelli che verranno dopo di lui, deluso dalla sua mancanza di perspicacia, si sente male e inizia a svanire. E insieme alla morte c'è anche il concetto di immortalità, rappresentato dal bambino-cinciallegra, che ricongiunge il protagonista con i suoi antenati durante una notte di passione (passione come sofferenza), ma anche con un progetto di vita (il figlio del figlio del protagonista). A un certo punto il bambino dice, riferendosi al fuoco: ''si è ripreso, se non c'ero io si sarebbe spento.' , suggerendo un senso di continuità nella vita di un uomo che ha perso tutti i punti di riferimento. In questa idea di continuità si inserisce anche l'affermazione.: 'Non si inquina il latte.', cioè non si compiono azioni estreme che verranno trasmesse come germi alle generazioni successive. C'è un filo conduttore che unisce la cinciallegra, Pecora, la pecora che il protagonista ha curato e allevato, e il narratore: la cinciallegra descritta dal bambino non vola in formazione, quindi si differenzia ed è giudicata male dalle altre; come Pecora che, essendo l'animale dominante tra i tre che vivono nel casale, viene punita dai cani Valzer e Twist che le mordono l'orecchio per vendetta; il protagonista, a sua volta, è una voce fuori dal coro, e come tale viene eliminato. Lui è Custer e Toro Seduto insieme, ha finito per 'isolarsi e circondarsi da solo', andando fuori dal mondo. La difficoltà è capire come andare fuori da fuori del mondo quando lo sfratto diventa esecutivo: e qui, di nuovo, lo sfratto da una casa e quello definitivo, dall'esistenza, si confondono.

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