Niente di nuovo sul fronte occidentale

Erich Maria Remarque

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Traduttore: Stefano Jacini
Editore: Neri Pozza
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 2,95 MB
Pagine della versione a stampa: 207 p.
  • EAN: 9788854512979
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Gaia la libraia

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Kantorek è il professore di Bäumer, Kropp, Müller e Leer, diciottenni tedeschi quando la voce dei cannoni della Grande Guerra tuona già da un capo allaltro dellEuropa. Ometto severo, vestito di grigio, con un muso da topo, dovrebbe essere una guida alletà virile, al mondo del lavoro, alla cultura e al progresso. Nelle ore di ginnastica, invece, fulmina i ragazzi con lo sguardo e tiene così tanti discorsi sulla patria in pericolo e sulla grandezza del servire lo Stato che lintera classe, sotto la sua guida, si reca compatta al comando di presidio ad arruolarsi come volontari. Una volta al fronte, gli allievi di Kantorek da Albert Kropp, il più intelligente della scuola a Paul Bäumer, il poeta che vorrebbe scrivere drammi non tardano a capire di non essere affatto «la gioventù di ferro» chiamata a difendere la Germania in pericolo. La scoperta che il terrore della morte è più forte della grandezza del servire lo Stato li sorprende il giorno in cui, durante un assalto, Josef Behm un ragazzotto grasso e tranquillo della scuola, arruolatosi per non rendersi ridicolo , viene colpito agli occhi e, impazzito dal dolore, vaga tra le trincee prima di essere abbattuto a fucilate. Nel breve volgere di qualche mese, i ragazzi di Kantorek si sentiranno «gente vecchia», spettri, privati non soltanto della gioventù ma di ogni radice, sogno, speranza. Pubblicato per la prima volta nel 1929, e da allora oggetto di innumerevoli edizioni, Niente di nuovo sul fronte occidentale viene considerato uno dei più grandi libri mai scritti sulla carneficina della Prima guerra mondiale, il tentativo, perfettamente riuscito, di «raccontare una generazione che anche se sfuggì alle granate venne distrutta dalla guerra» (E. M. Remarque). «Commuovere il lettore con la forza delle parole, e destarne insieme cuore e mente, è il dono straordinario di Remarque». The New York Times «Uno di quegli scrittori che risvegliano un senso di gratitudine: perché ci offrono una seconda patria». Domenico Quirico
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    Simone

    01/07/2019 08:48:34

    Si capisce di più cosa sia la guerra dalla lettura di romanzi e diari che dai libri di storia. Un romanzo narrato da un ragazzo di 18 anni, strappato ai banchi di scuola e gettato in prima linea. Le brutture, gli umori e gli odori di quegli anni raccontati in maniera magistrale

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    Giovanna

    19/03/2019 13:33:52

    Terribilmente toccante.

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    Matteo

    11/03/2019 19:51:07

    Pubblicato undici anni dalla fine del conflitto, raggiunse un successo di pubblico per il messaggio pacifista ma fu osteggiato da chi faceva leva sul diffuso malumore su cui si alimentarono il nazionalsocialismo in Germania e il fascismo in Italia.Dire che nel 1933 finì al rogo pare quasi superfluo. E oggi? Che effetto fa , leggere oggi, quest’opera? Il 24 maggio ricorrerà il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia e spesso ho pensato alla dialettica tra interventisti e neutralisti che animò il nostro contesto storico. Sapere quali ragioni ci portarono al conflitto non è di gran conforto. Visitare i luoghi che oggi sono sormontati da sacrari, campane della pace, lapidi siglate da cronologie troppo brevi, montagne dilaniate dalla presenza bellica, permette di toccare con mano. Leggere l’esperienza dei nostri dalla penna di Lussu significa scoprire le drammatiche condizioni dei soldati-bambini, dei soldati-contadini, dei ragazzi del ’99 e dell’inefficienza siglata Italia. Leggere Erich Maria Remarque significa elevarsi a una visione trans- frontaliera. Siamo sul fronte occidentale non in quello italiano dell’altopiano di Asiago narrato da Lussu. Se Lussu non si abbandona mai alla denuncia, Remarque invece scrive con l’ottica del reduce, di chi è consapevole che la guerra è stata solo un grande bluff.

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    Vero

    09/03/2019 09:24:58

    Un libro attualissimo, crudo e diretto, in cui l’autore cerca di farci comprendere la drammatica situazione mondiale del Novecento e la drammatica concezione umana di questo secolo. Un libro che narra in prima persona la vicenda di un soldato tedesco e dei suoi compagni mandati al fronte. L’autore non si limita alla pura descrizione razionale dei fatti; la realtà viene filtrata dal protagonista e in queste pagine vengono riportate le sue riflessioni sull’uomo, bestia assetata di sangue e sulla guerra.

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    LORENZO

    11/02/2019 21:37:30

    Un ragazzo di un secolo fa. Un ragazzo che dalla scuola, dalla sua camera con i suoi libri ed i suoi ritagli di giornale, decide di arruolarsi come volontario nell'esercito. Il suo professore Kantorek e gli altri adulti considerano lui ed i suoi compagni di classe la gioventù di ferro, e loro giungono al fronte pieni di ideali, ma si infrangono contro la realtà cruda della guerra. Una guerra di trincea fatta di bombardamenti, proiettili, schegge e lotte corpo a corpo. Presto si rendono conto di aver letteralmente "sparato" contro la propria giovinezza. Tutto si confonde, vita, morte, amicizia e tutto si riordina secondo le rigide regole del fronte, i commilitoni diventano la famiglia, un'oca arrosto è un tesoro prezioso e portare a casa la pelle è davvero l'unica cosa che conta. Queste pagine raccontano la guerra vista con gli occhi semplici di un ragazzo, semplicemente spietata.

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    clara

    26/01/2019 22:40:01

    un libro intenso, che lascia l'amaro in bocca. La guerra vista dagli occhi di chi l'ha vissuta.

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    Sara

    24/01/2019 14:49:49

    Questo racconto rispecchia perfettamente i tratti che mi aspettavo avesse: una spietata verità sulla guerra che l'autore non ha paura di dipingerci nelle sue sfumature più cruente. Mi ha completamente rapito, è un libro abbastanza breve ma anche se fossero state 500 pagine ci avrei messo comunque pochi giorni a finirlo. La parte più difficile da buttar giù è l'indifferenza delle persone di fronte a ragazzi giovanissimi e demoliti da una realtà troppo più grande di loro come la guerra.. Consigliato a chi ha voglia di riflettere.

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    Serena

    23/11/2018 16:52:38

    Un libro, molto forte. Consigliato

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    Giulia

    05/10/2018 13:32:35

    Un libro molto commovente, crudo, senza peli sulla lingua che descrive la realtà di quel tempo e l'atrocità della guerra. Consigliatissimo, soprattutto a chi è amante della storia e di tutte le sue sfaccettature.

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    Il Fino

    22/09/2018 07:39:52

    Libro che racconta la cruda realtà della guerra e gli stati d'animo di chi è obbligato a subirla, senza tralasciare alcun particolare. Libro che emoziona e ti arricchisce, ma che ti lascia dentro, alla fine della lettura, un profondo senso di tristezza. Consigliato per meglio approfondire quegli aspetti prettamente umani, che spesso i libri di storia trascurano.

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    vt

    21/09/2018 19:01:54

    Un capolavoro senza tempo. Un libro che coinvolge, appassiona, colpisce, commuove, fa riflettere, cambia per sempre chi lo legge. Un manifesto sull'inutilità della guerra e su come essa finisce per distruggere le vite non solo di coloro che muoiono, ma anche di quanti sopravvivono, nel corpo e soprattutto nell'anima. Ma anche un messaggio di speranza, perché anche nelle condizioni più disperanti ed insopportabili possono sbocciare come fiori nel deserto sentimenti di pietà, solidarietà, amicizia. Da far leggere nelle scuole e a coloro che reggono le sorti del mondo.

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    Roberta

    18/09/2018 19:51:00

    Un libro che non può mancare nella collezione degli appassionati della Grande Guerra. Un libro a tratti crudo, che Vi farà riflettere ed anche commuovere. Un libro per non dimenticare.

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    Andrea

    17/09/2018 22:31:20

    L’esperienza tedesca durante la prima guerra mondiale è qui documentata e descritta da chi vi ha preso parte direttamente e riesce a portare su carta tutte le illusioni di chi, convinto dall’amore per la patria e soprattutto da chi incitava i giovani a combattere per essa, ha creduto di poter cambiare il mondo arruolandosi. Ma soprattutto l’autore descrive passo per passo, pagina per pagina, la disfatta di queste illusioni e di chi se ne faceva portatore. La verità colpisce come un pugno nello stomaco, ma non si può fare a meno di leggerla e rileggerla, ancora una volta.

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    Teresa

    17/09/2018 22:14:41

    Paul Bäumer e compagni, influenzati da un professore, decidono di lasciare la scuola e arruolarsi come volontari per la Germania nella prima guerra mondiale, convinti che ciò che li aspetta sia solo gloria e onore. Ma ben presto, di fronte a morte e massacri, tra il dolore e il sentirsi vuoti, capiranno l’errore commesso, la grande bugia tedesca e cercheranno febbrilmente – ma inutilmente – una ragione alla loro generazione, costretta a sparare alla vita, nel momento in cui avevano cominciato a scoprirla e amarla. Le 205 pagine di questo romanzo sono attraversate da angoscia, ansia e nostalgia e, con un tono a tratti crudo e altri semplice, Remarque cerca di far toccare con mano il grande senso di perdita della sua generazione; una perdita che da qualsiasi angolazione si decide di guardare, non corrisponde a nessun’altra vittoria.

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    Emanuela

    17/09/2018 20:37:44

    Chi afferma che la narrativa di guerra è noiosa, cruda, senza nessun altro obiettivo se non quello di descrivere battaglie e morti, evidentemente non ha mai letto Remarque - e probabilmente nessun altro libro degno di nota in questo frangente. Questo libro è prima di tutto il racconto di un'esperienza personale, così traumatica che ha portato l'autore a volerne descrivere i frutti. L'animo umano ne esce distrutto e ovviamente disilluso, perché la propaganda ha saputo "vendere" bene il concetto di patria e nazionalismo, perché ha saputo giocare sui desideri nascosti dell'uomo e su ciò che gli stava a cuore. Se ne esce distrutti, giovani ma vecchi dentro, incapaci di ritrovare un punto d'appoggio e un obiettivo. E il processo che porta a tutto ciò è proprio quella battaglia in cui si credeva, imbottiti di quel finto patriottismo. "Niente di nuovo sul fronte occidentale" nasce dall'esperienza di un disilluso che riesce a raccontarci con mente lucida tanti aspetti secondari che è impossibile leggere nei libri di storia; e se poi volete conoscere anche meglio gli effetti dell'esperienza qui narrata ricordiamo anche "La via del ritorno".

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    FILIPPO

    10/06/2018 13:24:34

    Un capolavoro. Un libro che emoziona e svela, pagina dopo pagina, l'orrore di quella prima guerra e i percorsi psicologici che porteranno alla nascita dei movimenti nazifascisti.

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    Marta80

    22/11/2017 09:03:38

    Un resoconto duro e realistico sull'inutile carneficina che è stata la prima guerra mondiale. Il racconto di chi al fronte c'è stato e ha vissuto in prima persona gli orrori del conflitto. E' anche una storia che dà voce ad un'intera generazione di giovani europei neanche ventenni, chiamati ad uccidersi l'un l'altro in nome di un falso patriottismo inculcatogli da chi al fronte probabilmente non ci sarebbe neanche mai andato. Il protagonista fa parte dell'esercito tedesco, ma potrebbe essere francese, italiano o di qualsiasi altra nazionalità, perché il messaggio di questo romanzo è universale. Mi ha colpito anche il fatto che nonostante lo stato di precarietà in cui versano, i protagonisti non cedono mai all'individualismo, ma anzi, la coesione che e la solidarietà che riescono a mantenere, diventano ciò che dà loro la forza di andare avanti. Andrebbe sicuramente introdotto come libro di testo nelle scuole.

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    Marco Urraro

    19/07/2017 05:33:10

    Finalmente ho letto questo bellissimo libro, mi ha innanzitutto colpito il tono cadenzato della narrazione tra compassata ironia e atrocità: il passo cadenzato tra orribili ferite e la putrefazione dei corpi, l'angoscia di poter morire dettata ad ogni pagina. Una lucida denuncia della guerra da parte di chi l'ha veramente vissuta.

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    angelo

    04/10/2016 11:23:57

    Ingredienti: una generazione di adolescenti brutalmente invecchiati dalla prima guerra mondiale, una compagnia tedesca sterminata in pochi mesi di trincea, la vita da recluta in caserma, da soldato al fronte e da ferito in ospedale, l'incapacità di raccontare ai propri familiari le tragedie vissute. Consigliato: a chi (non) crede nel carattere idealistico e romantico delle guerre, a chi vuol provare il senso di fratellanza e debolezza camminando sul ciglio tra vita e morte.

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  • Erich Maria Remarque Cover

    Scrittore tedesco. Combattente nella prima guerra mondiale, fu più volte ferito. Giornalista a Berlino, lasciò la Germania all’avvento del nazismo e nel 1939 si stabilì a New York, dove prese la cittadinanza americana. Raggiunse un vasto successo con il romanzo Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues, 1929), radicale condanna della guerra e amara analisi delle sue spaventose distruzioni materiali e spirituali. Seguirono, sempre ispirati a ideali pacifisti e di solidarietà umana, Tre camerati (Drei Kameraden, 1938), Ama il prossimo tuo (Liebe deinen Nächsten, 1941), Arco di trionfo (Arc de Triomphe, 1947), Tempo di vivere, tempo di morire (Zeit zu leben und Zeit zu sterben, 1954), La notte di Lisbona (Die Nacht von Lissabon, 1963)... Approfondisci
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