Nietzsche e la filosofia del Novecento

Maurizio Ferraris

Editore: Bompiani
Edizione: 3
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 17 aprile 1989
Pagine: 179 p., Brossura
  • EAN: 9788845214097
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Descrizione
Nei primi giorni del gennaio 1889 a Torino impazziva Friedrich Nietzsche. Nello stesso anno, a Messkirch, nel Baden-Wurttemberg, nasceva quello che per molti è il massimo interprete del suo pensiero, Martin Heidegger. Queste due circostanze, per quanto legate al ritmo esteriore del calendario, suggeriscono l'opportunità di un esame della filosofia nietzscheana e della sua imponente fortuna novecentesca. Nella prima parte del volume sono presentati la vita e il pensiero di Nietzsche, dagli esordi come filologo alle dimissioni dalla cattedra di Basilea e al passaggio alla filosofia. Segue l'esposizione di cent'anni di fortuna, dal primo Novecento all'inserzione di Nietzsche nella ideologia nazista (nel 1889 nasce anche Hitler) e tuttavia anche nelle principali filosofie del secolo, sino alla Nietzsche-Renaissance che dagli anni Sessanta ci porta all'oggi. Chiude un saggio conclusivo in cui Ferraris fornisce una reinterpretazione complessiva del significato di Nietzsche nella cultura contemporanea.

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scheda di Carchia, G., L'Indice 1989, n. 9

Destinato a un pubblico di non specialisti, il libro si raccomanda per la felicità della sintesi realizzata, per la chiarezza espositiva e per la completezza dell'informazione bibliografica. La prima delle due sezioni che articolano il volume è dedicata ad un'esposizione, succinta ma esaustiva, della vita e del pensiero di Nietzsche, dove largo spazio giustamente vien dato al periodo della formazione giovanile, al Nietzsche critico della cultura. Nel contempo, si nega qualunque carattere di scacco e di "tragedia" agli esiti della speculazione nietzscheana e si insiste sulla positività critico-estetica del suo superamento del nichilismo. La seconda sezione rielabora e approfondisce la storia delle interpretazioni nietzscheane inaugurata dall'appendice posta da Karl Löwith al suo libro del 1935. In generale la storia di questa ricezione novecentesca mostra che, tranne poche eccezioni, le interpretazioni non sono state all'altezza dello smascheramento nietzscheano, del suo impulso critico-distruttivo. Ciò anche e soprattutto perché, come da ultimo ha messo bene in luce Derrida, il superamento del nichilismo attuato da Nietzsche non può essere inteso come una realizzazione dottrinale affidata ad una logica dell'argomentazione, sia pure differente. Non meno che di un problema filosofico, si tratta qui di una questione di stile di una logica non dell'argomentazione, bensì dell'arte.