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Ninfa dormiente - Ilaria Tuti - copertina

Ninfa dormiente

Ilaria Tuti

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Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2019
Pagine: 380 p., Rilegato
  • EAN: 9788830451551

82° nella classifica Bestseller di IBS Libri Gialli, thriller, horror - Gialli - Narrativa gialla

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Dopo Fiori sopra l'inferno torna la straordinaria Teresa Battaglia: un carattere fiero e indomito, a tratti brusco, sempre compassionevole. Torna l'ambientazione piena di suggestioni, una natura fatta di boschi e cime montuose, di valli isolate e di bellezze insospettabili.

«Ilaria Tuti ha creato non un personaggio, ma una persona vera. Teresa Battaglia è più di una protagonista: è una luce piena di ombre, uno spazio dentro il nostro cuore. È già indimenticabile» - Donato Carrisi

«Ilaria Tuti sa conquistare e mantenere l'alta l'attenzione dei lettori» - La Repubblica

«Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Questa potrebbe essere l'ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa»

Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d'improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l'inferno, ogni giorno l'inferno mi abita e mi divora. Perchè c'è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l'ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa. Dopo Fiori sopra l'inferno - l'esordio italiano del 2018 più amato dai lettori - torna la straordinaria Teresa Battaglia: un carattere fiero e indomito, a tratti brusco, sempre compassionevole. Torna l'ambientazione piena di suggestioni, una natura fatta di boschi e cime montuose, di valli isolate e di bellezze insospettabili. Tornano soprattutto il talento, l'immaginazione e la scrittura piena di grazia di una grande autrice.
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    Lorena

    17/05/2021 08:43:27

    Non all'altezza degli altri romanzi (ho adorato Fiore di Roccia). L'intrigo è bello ma in alcuni punti il libro è prolisso, con descrizioni lunghe che appesantiscono la lettura. Il commissario Battaglia resta comunque un personaggio estremamente piacevole da leggere e da ascoltare.

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    ST360

    30/04/2021 19:43:49

    Rispetto al primo romanzo sempre con il commissario Teresa Battaglia, l´ho apprezzato di meno dal punto di vista narrativo e della storia ma comunque una piacevole lettura. La caratterizzazione della protagonista e dei suoi aiutanti, Parisi e De Carli, la trova azzeccata. Non sono i soliti belloni(e), super donne/uomini ma essere umani come tutti noi. Personaggi riusciti.

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    Manuela

    22/04/2021 20:41:57

    Forse a tratti un po' pesante, ma è molto bello

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    fabiana

    21/04/2021 23:17:07

    Ho apprezzato moltissimo questo libro, è forse il mio preferito per quanto riguarda questa autrice. Trovo che lei abbia una capacità rara soprattutto ai giorni nostri, è infatti in grado di creare atmosfere, immagini e sensazioni con delle parole che sono frutto di ricerche approfondite ma che allo stesso tempo risultano leggere e intense. Questa storia ti accompagna per tutta la durata della lettura e oltre, offre spunti di riflessione molto interessanti, permette al lettore di viaggiare all’interno non soltanto della Val Resia ma anche all’interno di se stesso. Questo libro è stato uno dei viaggi più piacevoli che io abbia mai fatto. Passato a pieni voti.

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    Giorgia

    16/04/2021 09:41:04

    Prolisso, troppo descrittivo, noioso. L'ho letto sei mesi fa e praticamente non mi ricordo niente; penso che questo la dica lunga su quanto la lettura sia coinvolgente. Bocciato per me.

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    Attilio Alessandro Bollini

    14/04/2021 05:40:43

    Bello ma angosciante, lento, interminabile e con un finale non all'altezza di tutta la narrazione.

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    Cri

    07/04/2021 10:26:27

    Il commissario Teresa Battaglia sta combattendo ogni giorno non solo nel suo lavoro, ma anche nella sua vita privata, contro la malattia che avanza e sembra svuotarla. Anche perché Teresa non vuole far sapere a nessuno del suo male e il motivo è che non vuole dargli più peso di quanto ne abbia. Nonostante tutto, Teresa si accorge del conflitto del suo sottoposto Marini e vorrebbe aiutarlo. Tuttavia, non ha tempo per pensarci perché sono chiamati a indagare su un caso particolare: è ricomparso un dipinto, sparito anni prima e su cui nessuno aveva mai posato gli occhi prima, ma la cosa più sorprendente è che stato dipinto col sangue! E quel dipinto porta pure una data: 20 aprile 1945. È il secondo libro di quest'autrice che leggo ed è anche il secondo con la stessa protagonista: il commissario Teresa Battaglia. È essenzialmente una donna forte, dal passato tormentato, ma sopratutto una donna che si è dedicata con tutta se stessa al lavoro e non solo. Perché in questo libro scopriamo anche stralci del suo passato, del perché è diventata così brava, del motivo per cui Parisi e De Carli le sono così affezionati così come Teresa contraccambia, esattamente come si è affezionata a Marini e ha tutte le intenzioni di salvarlo da se stesso e dal suo passato. Molto commovente e incalzante il ritmo, con i tratti che si alternano e si intrecciano in un turbinio senza fine fino all'ultima pagina. Se con Fiori sopra l'inferno, Ilaria Tuti mi aveva lasciato sorpresa e con la voglia di continuare a leggere qualcos'altro di suo, con questo libro mi ha trasportata per mano e coinvolta peggio del primo. Mi sono proprio innamorata del suo mondo e della protagonista! Tra l'altro ho apprezzato molto l'ironia velata e non della Battaglia 😂

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    Federica

    29/03/2021 12:02:48

    Sono affascinata da Teresa. Ho letto tutti i suoi libri ma questo libro in particolare l'ho divorato in 2 giorni senza sosta, per la complessità della storia e l'intreccio tra passato e presente condito con il chiaro/scuro dei personaggi lo rende veramente eccezionale !

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    Rosanna

    07/03/2021 09:16:12

    Romanzo non all'altezza del primo, anche se ispirato a situazioni reali e originale a suo modo, per l'ambientazione e la scelta dei personaggi. Non proprio scorrevole per la trama troppo complessa e il numero alto di personaggi. C'è troppo in questo romanzo, troppi dettagli e talvolta ripetizioni che lo rendono a tratti prolisso e faticoso.

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    DONATELLA

    22/02/2021 15:58:22

    Questo libro è stato un regalo di compleanno ... letto il primo capitolo, non mi ha catturato l'ho accantonato. Passati 5 mesi l'ho ripreso in mano e l'ho letto tutto d'un fiato. La quinta stella non l'ho data solo per la difficoltà a volte di ricordare i tanti nomi proposti. Limite mio.

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    cris

    27/01/2021 13:05:22

    Ben scritto, un po' prolisso e decisamente meno intrigante del primo. Spesso mi sono persa perché non ricordavo alcuni passaggi, segno dello scarso interesse che ha suscitato in me. Spero nel prossimo.

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    Carmela

    24/01/2021 15:28:31

    Bel romanzo, ben costruito, ricco di suspense, tiene attaccati alle pagine. Molto ben sviluppato il periodo storico della fine del conflitto mondiale,così come molto ben descritte le ambientazioni nella Val Resia.I personaggi sono molto veri, ognuno col suo dramma personale che si porta dietro. Non do 5 stelle solo per il finale, forse un po affrettato.

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    Giorgio

    24/01/2021 08:24:28

    Dopo "Fiori sopra l'inferno" le mie attese per questo secondo libro dell'autrice erano molto alte. Di quest'opera ho apprezzato l'ambientazione e i personaggi, meno intrigante a mio gusto personale l'intreccio e soprattutto il finale.

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    cri

    18/01/2021 15:58:09

    secondo libro che leggo di questa scrittrice, mi sono avvicinata a lei perchè friulana come me ! ero curiosa di leggere storie ambientate in posti che conosco e che ho visitato e così ho iniziato con fiori sopra l'inferno , mi è piaciuto ed ho acquistato anche ninfa dormiente. sono a tre quarti del libro e la storia mi rapisce ed a tratti mi inquieta , oramai sono Teresa Battaglia addicted !!

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    Daisy

    13/01/2021 22:45:31

    Ho letto "Ninfa dormiente" dopo aver letto "Fiori sopra l' inferno" che mi era piaciuto molto, ma sono rimasta delusa. Poca suspense, trama inconcludente come pure il finale, a tratti noioso e poco coinvolgente. Non credo leggerò altro della scrittrice.

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    moreno63

    21/12/2020 08:52:02

    Buona scrittura. Trama ben articolata ma, in alcuni passaggi, un pò ridondante. Finale, forse, un pò compresso.

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    sam

    16/11/2020 11:10:46

    Inizio un po' lento, imputabile al linguaggio un po' barocco per i miei gusti, anche se comunque é un libro nel suo insieme, ben scritto. Quando la storia inizia a dipanarsi tra presente e passato le cose si fanno più interessanti, suggestiva e ben caratterizzata l'ambientazione, bei personaggi, vengono scandagliati a fondo, sembrano reali bilanciando cosi gli eventi più improbabili della vicenda. Interessanti i rimandi a culture esistenti non molto conosciute.

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    Renzo Montagnoli

    06/11/2020 13:41:35

    Il primo romanzo di Ilaria Tuti che ho letto è stato l’ultima opera di questa narratrice friulana e si tratta di Fiore di roccia, un riuscito omaggio al duro e pericoloso lavoro delle portatrici nel corso della Grande Guerra. L’impressione che ne ho ricavato è stata positiva, tanto che l’ho giudicato buono e non un capolavoro a causa di una certa discontinuità logica, presente in tutte le parti, meno in quella finale. Poi, come i gamberi sono andato a ritroso e ho letto Ninfa dormiente, lavoro di tutt’altra natura, un thriller per intenderci dove si trova di tutto: dal bellissimo disegno di una ninfa addormentata realizzato con il sangue a una valle, per certi versi misteriosa, la Val Resia, abitata da popolazioni di origini slave in cui si svolge buona parte del romanzo, il tutto avvolto da un alone di mistero e condito da scomparse e uccisioni di esseri umani in modo decisamente sanguinario. E’ un’indagine difficile e pericolosa quella che conducono il commissario Teresa Battaglia e il suo aiutante l’ispettore Massimo Marini, in un ambiente paradisiaco quale può essere una valle alpina, ma anche ostile, teso a conservare un segreto con qualsiasi mezzo; a ciò si aggiungono le problematiche personali dei due poliziotti e che occupano una parte non trascurabile del romanzo che, se da un lato procede con la giusta tensione che si richiede per un thriller, dall’altro s’ingarbuglia sempre di più con l’introduzione di riti sciamanici e di cerimonie sacrificali con aspirazioni anche esoteriche, però mai concretizzate. Inoltre, mano a mano che si procede diventa sempre più difficile districarsi fra realtà e turbe psicologiche, tanto più che l’origine del tutto risale al 20 aprile 1945 e si perpetua negli anni successivi in un guazzabuglio di morti ammazzati perché non parlino e di altri che invece spariscono perfino dalle tombe del cimitero. Francamente, mi aspettavo di meglio.

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    debora

    03/11/2020 21:22:05

    Solo 5 stelle perché non ce ne sono di più. Semplicemente meraviglioso. Un romanzo che racconta una terra, una storia, la storia partigiana, una e più donne, che descrive fatti volti profumi sapori e immagini con i cinque sensi...una scrittura semplice eppure curata.un intreccio mai banale che sposta e disorienta l’attenzione catturandola su nuove storie muovi dettagli che non appesantiscono ma arricchiscono, alzano l’interesse e il desiderio di approfondire quegli spin off di ricerca, tengono appiccicati fino all’ultima pagina. Da leggere assolutamente

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    paola

    27/09/2020 14:33:31

    Mi è piaciuto molto come libro. Ricco di storia italiana e geografia. Descrizioni pazzesche sembra di stare nel romanzo. Sono stata Attirata dalla copertina e dal commissario che " lotta contro se stessa e la malattia" È stata una scommessa vinta. Ilaria Tuti .Ottima autrice di thriller!

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    Bibi

    25/09/2020 16:59:14

    Opera decisamente inferiore rispetto al primo volume: l’autrice persegue una strada che cerca di evitare il giallo “facile”, dedicandosi ad una trama complessa, dai molti risvolti e dai molti piani sia temporali che interpretativi. Purtroppo qui esce dal seminato, intrecciando una storia eccessivamente contorta (in cui la trama principale si perde nei troppi vissuti dei personaggi), che sfocia in un finale deludente dal punto di vista delle motivazioni per il delitto. Apprezzabili comunque l’approfondimento delle tematiche scelte come sfondo all’azione e il taglio stilistico della scrittura

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    simona

    09/08/2020 16:27:35

    Si legge tutto d'un fiato. Mi è piaciuto anche più del primo. libro senz'altro consigliato per qualche ora di relax

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    lilla.bracco

    07/07/2020 09:31:51

    Ho appena terminato “Ninfa dormiente”, sollecitata io ad acquistarlo dalla lettura di “Fiori sopra l’Inferno”. Il primo mi era piaciuto, Teresa Battaglia è un personaggio che non si può dimenticare. Ma il secondo mi ha delusa. Una storia inverosimile, che affoga in un ormai abusato flash back. Una coppia Battaglia (per caso dai capelli rossi? gravata da problemi fisici e psicologici) –Marini (devoto e protettivo) che ricorda tanto quella Vera Stanhope-Joe Ashworth, nata dalla penna di Ann Cleeves. Un argomento, ragazza scomparsa nel 1945, che fa il paio con un romanzo appena uscito su una ragazza scomparsa nel ’53. Una mania per le digressioni di ogni genere, soprattutto folkloristiche, anche se vere tradizioni, fino a sfiorare l’horror (voodoo all’italiana). Uno stile e un linguaggio che si avvalgono di parole rare, anche desuete, di un’aggettivazione ridondante, di un uso spropositato di figure retoriche (chiasmi, anafore e metafore, addirittura all’interno di un discorso già metaforico in sé) e che sfiorano un barocchismo poco apprezzabile. Si ha l’impressione che l’autrice quasi si sforzi di non essere compresa e soprattutto si compiaccia della propria bravura nell’uso di “concetti e concettini” di mariniana memoria. Giocare con la nostra bella lingua non vuol dire scrivere bene! Peccato! Voto 2.

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    Alfio

    28/06/2020 14:27:10

    Libro pesante e inconcludente Non ho capito bene forse i passaggi del motivo dell' omicidio ma la scrittrice forse non l'ha reso chiaro e comprensibile. Il commissario è ormai ora che si ritiri e lasci il posto al suo giovane collaboratore Non lo consiglio

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    paola

    18/06/2020 08:35:10

    Libro molto bello e con un ambientazione che conosco. Rispetto al primo l'ho trovato meno forte sotto alcuni punti di vista, ma sono 2 storie diverse e dobbiamo sempre ricordarcelo. A me è piaciuto molto e lo consiglio, inoltre utilizza termini che non si vedono spesso nei libri e questo le fa onore, la lingua italiana è meravigliosa!

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    Leo75

    08/06/2020 19:16:25

    Ho letto questo libro poco dopo avere apprezzato l'opera prima di questa scrittrice. La narrazione e la scrittura mi è parsa un po' meno fluida rispetto al primo libro forse per il tentativo di rendere Teresa Battaglia un po' più gradevole al pubblico. Ho percepito anche un po' di difficoltà nel raccontare la vita privata del suo collega (altro personaggio importante). Queste parti hanno forse rallentato la storia che comunque consiglio di leggere perché abbastanza intrigante e con una scrittura tutto sommato piacevole. Sicuramente sono curioso di leggere altri romanzi di Ilaria Tuti.

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    Laura

    18/05/2020 17:19:22

    Avevo letto recensioni non molto positive su questo secondo libro dell'autrice. Invece l'ho trovato migliore del precedente. Una storia affascinante e uno stile di scrittura più maturo. Bellissimo

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    Mauro

    18/05/2020 09:54:02

    Un bellissimo thriller, commovente il personaggio del commissario Teresa Battaglia, interessante il luogo dove si svolgono i fatti, luogo misterioso con personaggi misteriosi. Un romanzo che potrei definire anche esoterico, i personaggi sono ben descritti, pregni delle loro problematiche e dei loro segreti. Il racconto è avvincente e ti tiene col fiato sospeso dall'inizio alla fine. Pensando che è il secondo romanzo della Tuti mi sono meravigliato di trovarlo superiore al primo.

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    Erifla

    17/05/2020 08:53:04

    Incredibile! con Ninfa dormiente ha fatto due su due! Se possibile Ninfa dormiente mi è piaciuto anche più di Fiori sopra l'inferno! La storia non è noiosa, ma ricca di colpi di scena. A differenza del primo libro si comincia a scavare nella vita privata dei protagonisti e a conoscerli sempre più. Non vedo l'ora di poter leggere altri libri di Ilaria Tuti per scoprire altri dettagli! Lo consiglio!

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    Carmen

    16/05/2020 19:31:09

    La penna di llaria Tuti ha dato vita su carta a un personaggio che ho già adorato nel precedente libro, quello del commissario Teresa Battaglia. E' un personaggio davvero ben riuscito e, in questo secondo capitolo delle sue avventure, Il'ho ritrovata più agguerrita che mai anche se il suo stato di salute ogni tanto l'ha fatta vacillare. Proprio per questo motivo, in questa nuova indagine si è affidata al suo istinto e soprattutto alla sua squadra che si è arricchita di nuovi e interessanti personaggi. L'indagine ruota attorno al ritrovamento di un dipinto "La ninfa dormiente" che nasconde più di un segreto, arriva dal passato e raffigura una bellissima ragazza addormentata dipinta con il sangue proveniente da un cuore umano - immagine tanto inquietante quanto suggestiva - e da cui parte una difficile ricostruzione per dare un volto all'assassino. Il pittore che ha creato questo ritratto è Alessio Andrian, artista che ha terminato la sua carriera proprio con quest'opera. E che da dal 20 aprile del 1945 non parla più: ha scelto di chiudere la verità nel silenzio in cui vive da anni. L'ambientazione è quella della Val Resia, e quindi torniamo tra i boschi alla scoperta di nuovi scenari perfettamente descritti dall'abile penna di llaria, in una storia che si snoda a partire dalla seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri. I racconti popolari e la Storia del periodo della Resistenza, si amalgamano alla perfezione con I'indagine che porta a conoscenza del lettore lo stile di vita, i costumi, la lingua di un popolo singolare, i resiani, un popolo che ama profondamente la propria terra e le proprie tradizioni. llaria Tuti ha scritto ancora una volta una trama per nulla scontata e originale, confermando di avere uno stile che cattura. I suoi personaggi sono ricchi di spessore, sembra di vederli muoversi. In questo secondo romanzo Teresa Battaglia resta ancor più dentro al lettore, per la sua resistenza al male, per le sue lotte quotidiane, per la sua anima spezzata.

Vedi tutte le 148 recensioni cliente

La seconda volta è sempre ricca di aspettative, qualunque sia il contesto: se la prima è andata bene, ci aspettiamo che la seconda vada meglio.

Con questa speranza ci accostiamo alle seconde prove, con una domanda implicita: sarà bello come la prima volta oppure meglio?

Quando ho avuto tra le mani il secondo libro di Ilaria Tuti, mi sono chiesta proprio se sarebbe stato all’altezza del primo. L’ho aperto con la speranza che lo fosse, anche perché la copertina mi ha rassicurata: cambia il paesaggio e la stagione, cambia l’abbigliamento ma la figura al centro della copertina è sempre lei.

Una figura femminile, di spalle, con abiti comodi e gli inconfondibili capelli rossi: Teresa Battaglia.

Teresa torna e noi sappiamo già che non sarà mai la stessa, che non farà le stesse cose e non seguirà un “metodo” che connota il suo approccio investigativo.

Seguirà solo il suo istinto e prenderà appunti per non dimenticare, per non perdere i pezzi.

Al suo fianco la “sua” squadra e Martini, appena arrivato nel primo caso affrontato insieme e adesso parte integrante del gruppo.

Un nuovo caso, in realtà un “cold case”, una morte lontana nel tempo di cui Teresa deve trovare movente e mano omicida ai giorni nostri.

La bravura della scrittrice ha risposto subito alla mia domanda: il secondo libro si presenta meglio del primo. Una fine, un inizio e poi il via ad un ritmo pazzesco che intreccia: “il caso” vero e proprio, avvenimenti collaterali -che alterano gli equilibri faticosamente conquistati dopo l’arrivo di Massimo Martini- e le vicende personali di quest’ultimo raccolte da Teresa e anche lei pronta ad aprire il suo cuore e la sua memoria.

Siamo sempre in Friuli, ma questa volta Teresa ci fa attraversare il Ponte del Diavolo per arrivare nelle valli più nascoste, ritroviamo i boschi, ma questi boschi hanno visto la guerra e hanno custodito segreti, tradizioni e misteri.

Un caso da risolvere e la vita di tutti i giorni che segue; in ogni pagina veniamo coinvolti nella ricerca della verità, del movente e dell’assassino con colpi di scena inaspettati, ma allo stesso tempo ci vengono offerti spunti di riflessione su temi attualissimi che sono affrontati da Ilaria Tuti con un’arguzia e una sensibilità tutta al femminile. Un esempio fra tutti la disabilità: descritta ponendo l’accento sulla “diversa abilità” che prende il sopravvento in chi è determinato a vivere la propria vita comunque e calata in un personaggio indimenticabile.

Insomma… la Regina è tornata con un thriller da non perdere!

Recensione di Maria Jose Castelli

Teresa Battaglia, per chi non avesse letto il primo romanzo giallo di Ilaria Tuti, Fiori sopra l’inferno, è un commissario di Polizia esperto in profiling. Ha sessant’anni, un passato personale tormentato e infelice sebbene ricco di successi dal punto di vista professionale e sta precipitando lentamente nel gorgo senza memoria o speranza del morbo di Alzheimer. Eppure Teresa non si arrende. Sa di valere, di possedere qualità particolari di empatia e una sensibilità quasi paranormale, di essere in grado di sentire e percepire il male e i suoi autori anche quando la sua mente intaccata dal morbo vorrebbe ingannarla e cedere le armi. È una guerriera il che non la mette al riparo dalla paura o dal commettere sbagli. È un essere umano a tutto tondo, una donna che non teme le critiche rivolte a se stessa o quelle che ritiene si meritino i suoi sottoposti. Per combattere la demenza incipiente ha messo in atto una serie di ingegnosi stratagemmi che, a parer mio, la rendono ancora più simpatica e commovente nella sua lotta disperata contro una malattia che non lascia scampo a nessuno.

Il suo braccio destro si chiama Massimo Marini. È un giovane ispettore con tutte le carte in regola e in lotta, come il suo capo Teresa, con un cupo fantasma del proprio passato. Lo abbiamo incontrato in qualità di new entry nel primo libro e lo ritroviamo in questo. Preciso, perfettino come lo definisce Teresa, un po’ rigido e dogmatico forse, ma vivo e sanguigno quanto basta.

Il suo rapporto con Teresa, composto di battute secche e talvolta velenose, si è fatto più ricco e profondo. Si sfidano, si insultano, si contrastano, ma l’affetto e la stima che li legano sono palpabili e profondi.

Questa volta sarà un quadro bellissimo e misterioso, il suo pittore ormai novantenne e silenzioso e un nuovo delitto forse legato alla morte della donna raffigurata nel quadro, a trascinarli indietro di settant’anni nella Valle di Resia, in Friuli, un universo sconosciuto a molti e intrigante come pochi.

Seguendo quello che a buon diritto può definirsi un cold case, Ilaria Tuti ci invita a conoscere la storia di un’etnia, quella dei resiani appunto, che non ha uguali al mondo e le cui origini si perdono nella notte dei tempi e in terre lontanissime dall’Europa. Lingua, costumi e tradizioni di questo popolo, per errore assimilato agli slavi, sono uniche, come unico e riconoscibile è il loro DNA che ancora porta inscritta la loro provenienza dalle steppe dell’Asia Centrale.

Ilaria Tuti ha una scrittura immaginifica e molto particolare. I luoghi sono descritti più che per il loro aspetto, per le atmosfere che rappresentano e comunicano a protagonisti e comprimari. La natura ha un ruolo preponderante nella storia. Alberi, animali, forre, anfratti e esseri umani sembrano e sono legati a doppio filo e vivono insieme, con dolore, partecipazione, colori e mutamenti atmosferici lo svolgersi della vicenda. A questo si mescola l’indagine, complessa e ben articolata, e un corposo studio antropologico della comunità resiana a carattere decisamente matriarcale.

Nella sua indagine Teresa Battaglia troverà aiuto in Blanca e nel suo cane Smoky addestrato nella Human Remains Detection, sarà ostacolata dal nuovo questore Albert Lona, sua vecchia e non amata conoscenza, e dovrà infine salvare Massimo Marini dal fantasma che lo perseguita restituendolo a un futuro pieno di speranza.

Un libro ricco, bello e complesso che non mancherà di affascinare chi ama non solo un’ottima trama gialla, ma apprezza la possibilità che l’autrice ci offre di conoscere riti e culture straordinari e così vicini a noi.

 
  • Ilaria Tuti Cover

    Ilaria Tuti è nata a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Ha studiato Economia. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Nel 2014 ha vinto il Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Il thriller Fiori sopra l'inferno, edito da Longanesi nel 2018, è il suo libro d'esordio. Tra i suoi libri ricordiamo anche: Ninfa dormiente (Longanesi, 2019) e Fiore di roccia (Longanesi, 2020). Del 2021 il romanzo La luce della notte, il ritorno dell'amatissima Teresa Battaglia in un romanzo di rinascita e speranza. Nello stesso anno esce Figlia della cenere (Longanesi).Fonte immagine: credit P. Gurisatti. Approfondisci
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