La nipote del signor Linh

Philippe Claudel

Traduttore: F. Bruno
Collana: Romanzi
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 29 settembre 2005
Pagine: 116 p., Brossura
  • EAN: 9788879287517
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Recensioni dei clienti

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    Carla

    12/07/2017 11:17:57

    Bravo Philippe! Sei riuscito a farmi commuovere

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    jane

    10/07/2012 15:52:43

    Non un romanzo, piuttosto un racconto, non ben definito nel tempo e nello spazio come si addice alle favole, pieno di buoni sentimenti, scritto in un francese semplice ma non banale.

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    Andrea

    31/10/2010 12:43:26

    Un bel racconto, che si ferma un po' verso metà libro ma poi riparte, e se ad un certo punto volevo mollarlo perchè mi sembrava banale alla fine ho cambiato idea e l'ho trovato nuovo, diverso, non impregnato dei soliti sentimenti. Certo, non è il seguito del rapporto o delle anime grigie ma è comunque un libro piacevole che non può oggettivamente meritare voti di 1 o 2 su 5.

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    nini11

    29/07/2010 14:55:47

    Ho letto questo lungo racconto in tedesco e ammetto che se l'avessi invece letto nella versione italiana probabilmente l'avrei trovato stucchevole e ridondante nel linguaggio. Poichè l'approccio a una lingua straniera che non si conosce al cento per cento conferisce alla letttura sfumature diverse e forse più soggettive, l'ho apprezzato, e mi ha permesso di centellinare sentimenti e sensazioni dei protagonisti che altrimenti avrei quasi sorvolato. Consiglio di leggere o far leggere questo racconto in una lingua che si sta imparando: è un ottimo esercizio, perchè il liguaggio è semplice e la storia lineare, e nel contempo vale come spunto per momenti di riflessione.

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    Ale

    16/05/2007 15:56:43

    Mi era stato consigliato, ma ne sono rimasta profondamente delusa. A parte la trama, risolta a pare mio con un inutile colpo di scena, la scrittura è deludente (almeno lo è la traduzione). Scontata, ridondante, ma soprattutto stucchevole. No, non mi è piaciuto.

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    ^_^

    08/03/2007 02:57:56

    Commovente e poetico nella sua semplicità. Purtroppo però lo trovato leggermente scontanto e il finale mi ha lasciato un po' perplesso.

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    Tere

    17/05/2006 07:55:43

    Concordo in tutto con il commmento di Albys. Una storiella che m'è sembrata durare un'eternità, sebbene le pagine siano poco più che un centinaio.... Prosa elementare e scialba. A mio parere, da consigliare alle mamme come fiaba alternativa -e altamente soporifera- da leggere ai propri bimbi prima della nanna. Ciò che salvo del racconto sono le forti tematiche di fondo -già citate più volte dagli altri rispettabili recensori- che però, ahimè, non bastano a tenere in piedi un romanzo.

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    claudio arzani (arzy)

    15/01/2006 02:03:54

    Tutto vero: leggermente scontato, con finale intuibile. Non un romanzo, meglio definirlo un raccontone e magari, perché no, una fiaba. Emozione, coinvolgimento sentimentale, innamoramento per i due anzi i tre personaggi. E soprattutto decisa condanna per chi esporta guerra provocando morti innocenti. Ovvero, alla meno peggio, innocenti profughi. Per questo, per il messaggio di fondo che Claudel vuole lasciarci, meglio anche delle Anime grigie.

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    Massimo

    30/11/2005 17:14:49

    Un buon racconto, sincero e genuino, che però non tocca i vertici quasi inarrivabili di "Le anime grigie". Si legge in due sere e, anche se l'epilogo è facilmente intuibile ben prima di aver girato l'ultima pagina, riesce ad incuriosire e coinvolgere, pur senza troppe pretese. Aspetto con una certa curiosità la prossima uscita, sperando che si ponga ai livelli del primo romanzo. Certamente non un brutto libro, specie se diamo una (penosa) occhiata alla media di molte altre uscite.

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    Albys

    20/11/2005 10:35:23

    Beh, inutile negare che c'è stata un po' di delusione, quando ho girato l'ultima pagina. D'altro canto mi era stato chiaro sin da pagina 20 che non mi stavo trovando di fronte a un'opera a livello del SONTUOSO Le Anime Grigie, romanzo che continuo a definire fra i migliori degli ultimi anni. Questo nuovo Claudel è un racconto lungo e non un romanzo, chiariamolo subito. Lo si può assolutamente comparare con Seta di Baricco, sia per dimensioni che per una certa componente emozionale (tra l'altro la storia parla di due orientali e di una città francese, quindi...) Purtroppo, però, non possiede un geniale ed emozionante colpo di scena come quello che Baricco escogitò per il suo libro. C'è una rivelazione finale che sì, dà un certo tono al tutto, ma siamo lontani anni luce. Claudel, tra l'altro, in questa storia minimalista usa tutt'altro stile rispetto al libro precedente: al bando le stupefacenti metafore e similitudini, via l'elegantissima prosa, addio ai vari piani temporali narrativi. Qui tutto è liscio, lento, piano. Anche troppo. Delicato, semplicino, scontato. Una storia per cuori puri, quasi fiaba, usando un vecchio profugo e la nipotina infante (due personaggi che farebbero tenerezza anche a Bin Laden, peraltro...). Nessun guizzo, insomma. Si fa leggere, ma come tante cose. Da uno come Claudel voglio ben altro.

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    gianluca guidomei

    09/10/2005 19:44:19

    Philippe Claudel si conferma scrittore di grande spessore dopo lo splendido "Le anime grigie". La storia del signor Linh è esemplare per decisione nella scrittura ed estremamente efficace per il modo con cui arriva a disturbare l'animo del lettore, che si trova inevitabilmente coinvolto nella disperazione di un vecchio vietnamita fuggito in Francia per l'unica ragione di vita rimastagli, dopo l'annientamento della sua famiglia sotto le bombe della guerra: la nipotina Sang diù, che nella lingua del suo paese significa "dolce aurora". Lo smarrimento totale di chi si sente ormai estraneo al mondo è solo il prologo per un colpo tremendo che attende il lettore.

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