Noi

Evgenij Zamjátin

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Traduttore: Alessandro Niero
Editore: Voland
Formato: EPUB
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,08 MB
Pagine della versione a stampa: 282 p.
  • EAN: 9788862432467
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Gaia la libraia

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"... osserverei come, in tempi di internet, l'invasività dei mezzi di controllo preconizzata dallo scrittore nel 1919-20 rimanga - o torni prepotentemente attuale, specie se coniugata con la lobotomia - non dirò 'televisiva', ma più genericamente 'da schermo' - a cui tutti, chi più o chi meno, siamo sottoposti o ci sottoponiamo. (...) rimarcherei che Noi battezzato e ribattezzato più volte: antiutopia, utopia negativa, distopia o, addirittura, anti-antiutopia - conserva intatto il suo fascino di 'ritratto futuribile' anche qualora lo si svincoli dal contesto che gli era più cronologicamente prossimo - quello della neonata società comunista - e lo si riallacci, per esempio, a istanze di carattere fantascientifico, a noi relativamente vicine..." (Alessandro Niero)
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    09/03/2019 19:13:53

    Senza “noi”, è molto probabile che “1984” non avrebbe mai visto la luce. Stiamo parlando di un'opera che, per il periodo in cui è stata scritta, è praticamente futuristica, ricca di un modernismo e ancor oggi, purtroppo, tremendamente attuale. Lo stile è un po' pesante, rispecchia con forte evidenza il periodo storico e la formazione dell'autore, ma come non innamorarsene? Consiglio: leggete prima questo e poi “1984”!

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    Kavaluva

    09/03/2019 16:20:00

    Si dovrebbe poter valutare l'edizione dal testo separatamente. Per quanto riguarda l'edizione, faccio notare che il testo non è nemmeno giustificato e tutti i capitoli (appunti) sono messi alla rinfusa. Tuttavia nonostante questo, il lavoro di traduzione è stato condotto molto bene ed è stata fornita una postfazione ed un apparato di note in grado di contestualizzare e cogliere tutti i riferimenti culturali introdotti dall'autore. Per quanto riguarda la storia è impeccabile. Si tratta di una delle prime distopie moderne e l'autore inventa un genere che poi sarà fondamentale per la letteratura del '900. Lo Stato unico sorge dopo un conflitto mondiale ed è basato sul socialismo, sistema che, come emerge dal romanzo, viene giustificato dalla possibilità di garantire una felicità effettiva alla maggior parte della popolazione. Ciò viene raggiunto attraverso la socializzazione dei mezzi di produzione, il mettere in comune le donne (e questi sono due punti del marxismo) e la pianificazione della vita di ogni soggetto in base alle leggi dello Stato Unico (e ciò deriva dal taylorismo). Attraverso una rigida pianificazione della vita si raggiunge la felicità. Ma la libertà? Ed è proprio questo il tema centrale del romanzo: le forze della libertà si scontrano con quelle della felicità e il lettore, leggendo, dovrà necessariamente schierarsi in una delle due fazioni.

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    Filo

    09/03/2019 11:31:00

    Ho fatto il grande errore di leggere “noi” dopo “1984” ed è un passaggio che sconsiglio altamente. “Noi” è l'opera primigenia del filone distopico, un libro geniale per i suoi tempi, dal quale Orwell ha attinto a piene mani dandogli un tocco di verve in più ed occidentalizzadolo. Eppure, a “noi” che dovrebbe andare la vera fama e gli onori, mentre resta un libro quasi di nicchia e addirittura poco noto: un vero peccato!

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    Sara

    07/04/2016 13:35:30

    Io non capisco perché i libri della Voland sono tutti così tremendamente brutti a livello grafico! Questa è un'opera importantissima sia a livello stilistico sia a livello contenutistico eppure non sono riuscito a portarlo a termine per colpa dell'"oggetto" in sé... mi spiace, forse in casa editrice dovrebbero assumere un grafico vero o sostituire quello già operante. Do 1 al libro Voland e 5 al Noi (My) di Zamjatin.

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    MB

    24/01/2016 17:35:18

    Trasparente. Tale è, per Zamjatin, la visione del tempo. Il futuro ha un profilo nitido e aguzzo, in cui l'umanità è ridotta a un modello puramente teorico, così scheletrico da geometrizzare la fisicità e aritmetizzare l'identità. In un ambiente che ha annullato libertà e fantasia, la coscienza umana deve farsi strada come un esploratore avanza in una giungla, vincendo la cecità, imponendosi sull'ostile deserto della vita selvatica, obbediente solo alle leggi della Natura. Poco importa che qui il sovrano assoluto si chiami Benefattore e sia il personaggio di un'immaginaria mitologia politico-tecnologica. Il grande regolatore è il despota che garantisce la sopravvivenza della specie escludendo ogni altra autorità creatrice, scientifica o artistica. È l'avversario di D-503, il matematico poeta, il genio insicuro e imperfetto che procede attraverso un universo oscurato dalla tirannia con la fiammella clandestina di un pensiero originale e inquieto. La sua mente produce pagine di diario sparse, destinate agli antenati, documenti di un'evoluzione che ha privato l'uomo della sua autodeterminazione, consegnandolo agli automatismi di un'omologazione programmata istante per istante. La verità è scritta nei proclami del regime, è incisa nell'aria e nella luce del giorno, ma D-503 riesce a guardare negli spazi tra le parole, ricavandone brandelli di dubbio, spunti tragici e romantici, accenni di domande irrisolte. L'autore ci propone un collage di sensazioni tracciate sulla superficie scivolosa di un vetro, di emozioni stilizzate, di ipotesi logiche in attesa di sbocciare in un'inedita primavera dello spirito. Il suo linguaggio, imbrigliato negli schematismi tipici dell'epoca narrata, riesce ad adattarsi alla formulazione di concetti sfuggenti, di idee incompiute, di considerazioni interrotte. Il traduttore ce ne restituisce intatta la suggestione metallica e tagliente, pari allo stupore provato, davanti a un quadro astratto, dal rudimentale cervello di un robot.

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    ras

    28/12/2013 12:50:20

    libro incredibile e molto bello, precursore del genere distopico di Huxley e Orwell....scritto nel 1920 è di una attualità incredibile ottima traduzione ma l'edizione pocket non si confà ad un libro cosi.

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  • Evgenij Zamjátin Cover

    (Lebedjan, Lipeck, 1884 - Parigi 1937) scrittore russo. Ingegnere navale di professione, esordì con un libro di racconti, La vita in provincia (1911). Seguirono il romanzo breve In capo al mondo (1914), che gli costò un processo per «antimilitarismo e idee sovversive», e i racconti Gli isolani (1917) e Il pescatore di uomini (1921), la cui ambientazione riflette le esperienze di un suo soggiorno in Inghilterra subito dopo la rivoluzione. La scrittura di Z., di tipo espressionistico, esercitò un grande influsso sulla generazione narrativa degli anni Venti, soprattutto sui fratelli di Serapione, di cui Z., che svolse anche un’ampia attività teorica e critica, fu maestro e guida. La pubblicazione del romanzo Noi (che era già uscito in Inghilterra... Approfondisci
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