La noia di Damiano Damiani - DVD

La noia

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Paese: Italia; Francia
Anno: 1963
Supporto: DVD
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Subordinato alla madre da un morboso rapporto, un giovane pittore con seri problemi di adattamento incontra un'affascinante ragazza che lo coinvolge sessualmente: il passato di lei, però, si rivela molto squallido ed il ragazzo lascia morire i propri sentimenti. Quando scopre che lei lo tradisce in lui nasce una furiosa gelosia e per tenere la ragazza legata a sé le propone il matrimonio. Al suo rifiuto, completamente sconvolto, il giovane tenta di togliersi la vita.
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    A. Lupinacci

    19/01/2019 23:12:33

    Tutta la trama ricalca in modo banale il romanzo da cui è tratto. Non ci sono idee nuove rispetto al libro, cosa che fa di Damiani un "volgare illustratore" (per dirla con le parole di Leonardo Sciascia). Sconsigliato

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Cecchi Gori Home Video, 2008
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 100 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 16:9
  • Area2
  • Contenuti: interviste: intervista a Damiano Damiani; foto; filmografie: biofilmografie del regista e degli interpreti principali; speciale: Moravia e il suo romanzo
  • Damiano Damiani Cover

    Regista italiano. Frequenta l'Accademia di Brera a Milano, dove studia pittura, ma si dedica quasi subito al teatro come scenografo, e successivamente al cinema, dove si misura anche con la sceneggiatura e come aiuto-regista. Passa dietro la macchina da presa nel 1946, girando il documentario La banda d'Affori. Dirige poi altri corti e mediometraggi, tra i quali Omaggio a una città (1951), Montecristo (1954), Bambini soli (1955). Nel 1960 dirige il suo primo lungometraggio a soggetto, Il rossetto, cui segue nello stesso anno Il sicario, opere che rivelano un certo gusto nella messa in scena di atmosfere giallo-poliziesche, che affina nel suo cinema successivo. Del 1962 è L'isola di Arturo (da E. Morante), opera di delicata introspezione psicologica. La noia (1963), tratto da A. Moravia, risulta... Approfondisci
  • Catherine Spaak Cover

    Attrice francese. Non ancora quindicenne esordisce sul grande schermo in una parte di sfondo nel cupo dramma carcerario Il buco (1960) di J. Becker, che le spalanca le porte del cinema. Nello stesso anno è chiamata da A. Lattuada, amico del padre (lo sceneggiatore Charles S.), per interpretare l’adolescente romantica protagonista dello «scandaloso» I dolci inganni (1960). Seguono pellicole che evidenziano il suo fascino acerbo e provocante grazie a ruoli a lei ben congeniali: è la ragazza sbarazzina che fa perdere la testa a un maturo U. Tognazzi nel satirico La voglia matta (1961) di L. Salce, la sedicenne fidanzata di un industriale attempato nel cinico Il sorpasso (1962) di D. Risi, la spregiudicata protagonista delusa dagli uomini nell’amaro La parmigiana (1963) di A. Pietrangeli, una... Approfondisci
  • Horst Buchholz Cover

    Nome d'arte di Henry Bookholt, attore tedesco. Ancora studente di recitazione, inizia a lavorare come doppiatore radiofonico e con piccole parti a teatro. J. Duvivier ne intuisce le grandi potenzialità e lo fa esordire nel cinema affidandogli un ruolo in Marianna della mia gioventù (1954) per il quale ottiene un riconoscimento al Festival di Cannes. Bruno e prestante, dopo vari film di successo viene chiamato a Hollywood, dove ottiene una clamorosa affermazione come uno dei pistoleri di I magnifici sette (1960) di J. Sturges. Il successo internazionale viene confermato dai ruoli di Otto Ludwig Piffl in Uno, due, tre! (1961) di B. Wilder e, in Francia, da quello di Marius in Fanny (1961) di J. Logan. Divenuto attore cosmopolita, lavora molto anche in Italia: è Dino in La noia di D. Damiani,... Approfondisci
  • Bette Davis Cover

    "Attrice statunitense. Approda a New York poco più che adolescente e presto riesce ad avere qualche parte importante a Broadway. Trasferitasi a Hollywood, sembra destinata a una carriera di comprimaria a causa del suo modesto aspetto fisico. Il volto leggermente grifagno, il corpo ben lontano dalla perfezione, possiede tuttavia due occhi che mandano lampi taglienti, e soprattutto un grande talento unito a una tenacia di ferro. Appare fugacemente in una quindicina di film, fino a quando trova un ruolo di rango in 20.000 anni a Sing Sing, girato nel 1933 da M. Curtiz, in cui recita a fianco di S. Tracy. L'anno successivo può finalmente dare prova della sua bravura in Schiavo d'amore (1934) di J. Cromwell, che la lancia definitivamente. Nel 1935 ottiene il primo Oscar con Paura d'amare di A.... Approfondisci
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