Nome d'arte Doris Brilli. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò

Andrea Vitali

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 22 febbraio 2018
Pagine: 272 p., Rilegato
  • EAN: 9788811601692

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Descrizione

Con Nome d’arte Doris Brilli, Andrea Vitali inaugura una serie di romanzi che hanno per protagonista uno dei personaggi più amati dal pubblico dei suoi lettori, il maresciallo Ernesto Maccadò.

«Non so quale sia il segreto. Sta di fatto che Andrea Vitali è un raro caso di narratore che mette d’accordo pubblico e critica.» - Antonio Gnoli, «Robinson – la Repubblica»

La notte del 6 maggio 1928, i carabinieri di Porta Ticinese a Milano fermano due persone per schiamazzi notturni e rissa. Uno è un trentacinquenne, studente universitario provvisto di tesserino da giornalista. Interrogato, snocciola una lista di conoscenze che arriva fino al direttore del «Popolo d’Italia», quel Mussolini fratello di…, per accreditare la sua versione, ovvero che è stato fatto oggetto di adescamento indesiderato. L’altra è una bella ragazza che, naturalmente, sostiene il contrario. Ma amicizie per farsi rispettare non ne ha, e soprattutto non ha con sé i documenti, per cui devono crederle sulla parola circa l’identità e la provenienza: Desolina Berilli, in arte, essendo cantante e ballerina, Doris Brilli, di Bellano. E dunque, la mattina dopo, la ragazza viene scortata al paese natio. Che se ne occupi il nuovo comandante, tale Ernesto Maccadò, giovane maresciallo di origini calabresi giunto sulle sponde del lago di Como da pochi mesi. E lui, il Maccadò, turbato per il clima infausto che ha spento l’allegria sul volto della fresca sposa Maristella, coglie al volo l’occasione per fare il suo mestiere, ignaro delle complicazioni e delle implicazioni che il caso Doris Brilli è potenzialmente in grado di scatenare.
Con Nome d’arte Doris Brilli, Andrea Vitali inaugura una serie di romanzi che hanno per protagonista uno dei personaggi più amati dal pubblico dei suoi lettori, il maresciallo Ernesto Maccadò, presente nelle storie di maggior successo come La signorina Tecla Manzi, Olive comprese, La mamma del sole, Galeotto fu il collier, Quattro sberle benedette, Le belle Cece, A cantare fu il cane, raccontando i suoi esordi alla caserma di Bellano, e il suo faticoso acclimatarsi, non solo per via del tempo meteorologico.

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Recensioni dei clienti

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    Gianpaolo

    22/09/2018 00:04:50

    Torna Vitali con una nuova storia e come sempre è al meglio di sé. Scrittore che non delude mai e porta finalmente 'sulle scene' il personaggio più amato dai suoi lettori. Quel maresciallo Maccadò, che con la sua umanità le sue debolezze e la sua forza, costituisce forse l'immagine più vera degli italiani di quel periodo. Libro che, come tutti gli altri del resto, ho letteralmente divorato rimanendo alla fine con un pò di nostalgia per il personaggio. Personaggio che spero di ritrovare al più presto.

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    Paola

    20/09/2018 08:59:47

    Il personaggio del Maresciallo diventa un istituzione nei suoi romanzi; sembra quasi di conoscerlo. Altro libro magistrale

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    ANDREA

    18/09/2018 17:39:04

    Ho letto tutti (ma proprio tutti) i libri di Vitali. E' una lettura che mi rilssa e mi fa stare bene. Forse la delicatezza e l'ironia che usa Vitali mi fanno stare bene. Questo ultimo libro comunque per essere sincero non è tra i migliori.

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    antoa

    20/07/2018 09:36:17

    Vitali ci riporta nella sua Bellano degli anni '20, dove un maresciallo di fresca nomina e ivi da poco trasferito, con la sua giovane sposa, si troverà a risolvere il primo caso, seguendo il suo istinto, non lasciandoci influenzare dai rumor, dalle dicerie della gente. Belle le descrizioni del paesaggio e dei personaggi. Un po' prevedibile il finale

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    danilo

    06/07/2018 08:21:26

    Niente di particolare,ho finito di leggerlo solo perchè non avevo altro sottomano

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    n.d.

    14/05/2018 13:34:35

    Se non mi sbaglio è uno dei primi scritti ed è senz'altro migliore degli ultimi.

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    Gianni F.

    07/05/2018 14:17:24

    Romanzetto insipido e spesso noioso. Dialoghi e descrizioni forzate e prive di ispirazione. Un romanzo che sa di scrittura forzata. Leggero miglioramento nella seconda parte, giusto per evitare il voto più basso.

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    Ombretta

    30/04/2018 12:20:07

    Niente di nuovo tranne l'argomento trattato e per un libro ambientato nel periodo fascista e letti tutti i precedenti di Vitali non l'ho trovato granché azzeccato.

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    Alinghi

    08/04/2018 13:41:24

    Carino, come quasi tutti i libri di Vitali. Molto simile ad altri, basati fondamentalmente su piccoli episodi di vita quotidiana. Rilassante, coinvolgente, scorre leggero. Buon libro, ma ormai troppo simile a tutti gli altri

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    Johnny

    03/04/2018 17:06:55

    La fascetta è una presa in giro, "maresciallo più amato dalla letteratura italiana" ma stiamo scherzando???? Estremamente superficiale, lacunoso e puerile. i colloqui fra i vari protagonisti sono criptici e ridicoli. Tra l'altro credo che anche chi ha curato l'editing abbia cannato diverse cose, tanto per cominciare non si capisce come in qualche anno Maccadò passa da fresca nomina di appuntato ad addirittura a quella di maresciallo, saltando a piè pari l'importante , impegnativo e lungo periodo con il grado di brigadiere. Incomincia ad essere un pò interessante dopo 200 pagine ma poi anche il finale è scialbo e insipido. Il peggior romanzo di Vitali che ho letto, e ne ho letto parecchi. Spero sia solo un'incidente di percorso.

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    Roberto

    27/03/2018 18:08:08

    Di Vitali ho letto tutto e mai ho avvertito una delusione. La sua capacità di raccontare le persone ed i fatti, anche quelli che sembrano (ma è mera apparenza) non avere alcun peso per lo sviluppo del racconto, è invidiabile. E quest’ultima opera, sotto questo punto di vista, è un gioiellino. Vitali è un vero talento nello scenario della letteratura.

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    Flavio

    24/03/2018 08:08:03

    Carino ma nulla più. Lontani i tempi di Olive comprese e la Modista. Comunque è sempre gradevole come lettura di svago. Ci vorrebbe un pò più di intrigo e di azione.

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    Giuseppe Distefano

    18/03/2018 16:29:45

    Come sempre è un piacere leggere un libro di Andrea Vitali: leggero, distensivo e divertente e.... di lunghezza opportunamente contenuta.

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    francesco

    14/03/2018 10:34:53

    L'ho letto d'un fiato, ma ne sono rimasto un po' deluso. Ho letto tutto di Vitali apprezzandone molto l'introspezione dei suoi personaggi espletata da fine psicologo. In questo romanzo, che pensavo segnasse una svolta da parte dell'Autore verso un soft-noir con primo attore il maresciallo Maccadò, invece è rimasta l'introspezione psicologica dei personaggi, ma ho notato lentezza nell'azione ed un po' di lungaggini tediose: questa la vedrei piuttosto opera da teatro e non di azione come pensavo. Coraggio Vitali: o ritorni alle tue storie con molto movimento o crei un Maccadò più investigatore oppure scrivi per il teatro. Noi aspettiamo con impazienza il tuo prossimo lavoro.

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    Claudio

    12/03/2018 07:20:21

    Già solo l'elenco di tutte le persone coinvolte in questo romanzo -elenco pubblicato i appendice-meriterebbe il massimo dei voti. C'è più del solito un'abbondanza di nomi che definir strani è poco. Il romanzo ruota invece attorno al maresciallo Maccadò, da poco sposo e da poco arrivato a Bellano. Deve dirimere come al solito faccende di poco conto ma che i pettegolezzi del paese dove tutti sanno tutto di tutti ingigantiscono fino ad arrivare sulla scrivania del comandante della locale stazione dei Regi carabinieri. In questo caso è una vecchia tabacchiera usata come porta pastiglie da una ragazza ventiquattrenne, figlia del vice direttore del Cotonificio, la principale azienda di Bellano. La tabacchiera testimonia un rapporto fra la sua proprietaria e la Doris Brilli, del titolo, che finirà in una maniera completamente diversa rispetto a quanto sognato dal vice direttore.

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    Nicoletta

    07/03/2018 12:39:44

    Come tutti i libri di Vitali, anche questo racconto permette di passare qualche ora con leggerezza. Non sono un critico letterario ma, anche se i contenuti sono diversi, nella lettura trovo lo stesso piacere di un libro di Guareschi o di una commedia del Goldoni (l'autore ha mai pensato di scrivere per il teatro?).

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    Claudio Ti

    06/03/2018 16:47:48

    Il nuovo romanzo di Vitali è stato dotato (dall’editore?) di un sottotitolo: “I casi del maresciallo Ernesto Maccadò” che può far immaginare si tratti di un racconto poliziesco. Non lo è! Invece, è il solito intreccio di più storie e personaggi nella solita cittadina lacustre di Bellano, nel solito periodo a cavallo degli anni ’30 del secolo scorso. Da fedele lettore di Andrea Vitali, l’ho trovato gradevole e coinvolgente; il maresciallo Maccadò è fondamentale nel racconto, ma non ne è il vero protagonista (che però non dico). Un libro onesto e nella media dei romanzi dell’Autore. Ottimo per i suoi affezionati lettori: non tradisce le loro attese.

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    Berta

    23/02/2018 16:12:00

    Subito comprato: sono in attesa di leggerlo nel weekend! Come non essere curiosi di proseguire nella lunga narrazione di Vitali?

Vedi tutte le 18 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Gli amanti di Andrea Vitali, che sono tantissimi e sono stati viziati in questi anni con una vasta produzione di ambientazione lacustre, sanno benissimo chi è il maresciallo Ernesto Maccadò. È uno dei personaggi che hanno animato le storie più riuscite dello scrittore bellanese: La signorina Tecla Manzi, Olive comprese, La mamma del sole, Galeotto fu il collier, Quattro sberle benedette, Le belle Cece, A cantare fu il cane. Fermo restando il lago di Como, Andrea Vitali ama fare incursioni avanti e indietro nel tempo, ambientando le sue storie a volte durante il Ventennio, a volte nel Dopoguerra, fino a lambire gli anni Settanta. Il maresciallo Maccadò appare e scompare all’interno dei romanzi, a volte giovane, altre volte più anziano, come un buon ingrediente della cucina tradizionale, immancabile nell’arrosto ma talvolta quasi invisibile.

Chi può dire di conoscere davvero la storia del maresciallo Maccadò? Nessuno fino ad oggi, cioè fino a quando Andrea Vitali, capitolando di fronte alle insistenti richieste dei lettori, non decide di inaugurare una nuova serie poliziesca a lui dedicata. Il primo episodio della serie è questo Nome d’arte Doris Brilli, ambientato nel 1928, in piena epoca fascista.

Il maresciallo, insieme alla sua giovane e solare moglie Maristella, è giunto a Bellano da appena qualche mese, direttamente dall’entroterra calabro. A soffrire il clima umido e l’assenza di sole è soprattutto la giovane moglie, che pare abbia perso il suo proverbiale sorriso. È per questo che il maresciallo ci appare subito svagato, malinconico, distratto, con lo sguardo sempre rivolto alle nuvole in arrivo e la mente altrove… Ma altrove dove?

Proprio adesso che dovrebbe essere lucido e presente, per cogliere tutte le piccole sfumature di un discorso che l’appuntato Misfatti sta provando a riferirgli ma che lui - forse fatalmente - non coglie. Si tratta di una segnalazione arrivata da Milano il giorno prima: i colleghi carabinieri della stazione di Porta Ticinese hanno fermato una bella ragazza, di professione cantante e ballerina, nome d’arte Doris Brilli. La Brilli, nata Desolina Berilli, è in realtà una cittadina Bellanese che, trovata in strada in atteggiamenti ambigui, sta per essere rispedita a Bellano a casa dei suoi genitori.

Le ragioni della fuga, del rinvenimento e anche del rimpatrio della giovinetta sono misteriose. I fatti e i pettegolezzi come sempre in questi casi si confondono e si mescolano, rimbalzano da una finestra all’altra del paese, sospinti dalle voci del popolo e dal sospetto che minaccia quasi tutti. Apparentemente colui che comprende meno i dettagli della vicenda è proprio il maresciallo Maccadò. Ma sarà proprio così o dobbiamo aspettarci delle sorprese da questo personaggio?

Con una sferzata di vitalità tutta nuova, Andrea Vitali torna a raccontare la sua Bellano abbandonando in qualche modo la sua carta vincente, il racconto corale, per concentrarsi maggiormente su un personaggio. Una piccola rivoluzione che si farà apprezzare da chi ha amato leggere le sue storie, ma anche da chi sperava di poter approfondire le vicende di quei personaggi che, negli anni, hanno macchiato di colore la riva orientale del lago di Como.

Recensione di Annalisa Veraldi