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Il nome della rosa

Umberto Eco

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Editore: Bompiani
Anno edizione: 2019
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 febbraio 2018
Pagine: 624 p., Brossura
  • EAN: 9788845296833
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Da questo romanzo la serie evento RAI diretta da Giacomo Battiato con John Turturro, Rupert Everett e Damian Hardung.

Ultima settimana del novembre 1327. Il novizio Adso da Melk accompagna in un'abbazia dell'alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, amico di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo si trova a dover dipanare una serie di misteriosi delitti (sette in sette giorni, perpetrati nel chiuso della cinta abbaziale) che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile. Per risolvere il caso, Guglielmo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere. La soluzione arriverà, forse troppo tardi, in termini di giorni, forse troppo presto, in termini di secoli.
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    Sarah

    02/05/2021 13:29:50

    un libro che non si può affrontare a cuor leggero, ma in grado di dare grandi soddisfazioni. Un capolavoro del novecento, un pilastro della letteratura italiana assolutamente meritevole di tanta fama.

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    giuseppe giovannini

    27/04/2021 10:43:41

    Thriller coinvolgente seppur ci siano troppe digressioni su temi "borghesi". Ciò che mi ha fatto particolarmente riflettere è stata la dinamica del nascondimento che ha ferito e fatto cadere il monastero.

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    Mattia

    23/01/2021 06:15:44

    Un'opera che, attraverso la vicenda narrata, aiuta a conoscere aspetti reali del medioevo, dai movimenti ereticali alle dispute teologiche tra ordini monastici. Eco non si rifiuta lo spazio, poi, per delle lunghe parentesi descrittive, coltissime, che a qualcuno potranno non piacere, ma personalmente considero gradevolissime. A tutta la descrizione dell'universo medievale si unisce, inoltre, l'avvincente trama, che fa de "Il Nome della Rosa" un capolavoro dei nostri tempi. Più che consigliato.

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    Giacomo Jacques Ardito

    30/12/2020 13:13:42

    CAPOLAVORO STRAORDINARIO, ASSOLUTO uno dei massimi capolavori della Letteratura italiana contemporanea, che tratta però di un evo lontano dai lidi del presente. IL grandissimo Eco crea una vera summa, una vera epitome del Medioevo occidentale e dei suoi valori (o in certi casi sub-valori, prodotti di un certo cristianesimo [se pensiamo a come gli Inquisitori manipolavano il prossimo per accrescere la propria fama e potere; o all’incessante scontro tra i due capita, le due sommità della società “romana”: impero e papato] ) … la cosa importante e apprezzabile del libro è l’impasto linguistico. IL grande filosofo medievista e semiologo sa come parlare ad un pubblico di oggi senza trascurare la funzione mimetica della lingua. Sembra che vi sia stata una selezione delle parole, che abbia portato ad escludere quelle nate dopo il 1327. Ma sorprendente è la sovrapposizione di livelli o dei temi: si può leggere il romanzo come una spy-story dal sapore “gotico” in terra d’Italia oppure, scavando in profondità, si può leggere in chiave teologica la onnipresente tensione tra ortodossia-eresia (forse anch’essa derivata dallo scarto o prodotto di giuochi di potere, in seno alla società allo scorcio del Trecento). Io trovo di altissimo livello la visione/ il sogno di Adso da Melk, in chiesa, un giorno dopo il terribile processo, quando il giovane monaco vede personaggi veterotestamentari e del cristianesimo in una teoria parodica che culmina nell’umiliazione dei medesimi e nella beffa … tipica dell’anima carnascialesca che animava il Medioevo nelle sue componenti energiche sotterranee (cfr. il riferimento ai quadri del pittore fiammingo Geronimo Bosch e al suo “giardino delle delizie” è d’obbligo). Eco non dimentica e non tralascia nessuna pulsione, nessun afflato, nessuna componente della società trecentesca. UN CAPOLAVORO ASSOLUTO CON CUI SI PUÒ STUDIARE IL BASSO-MEDIOEVO SENZA APRIRE UN MANUALE DI STORIA

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    Prolisso

    26/11/2020 15:35:29

    Un libro abbastanza impegnativo, la trama può sembrare avvincente, ma si allenta in modo quasi esasperante durante tutto lo svolgimento della storia. Per brevi tratti il libro è molto coinvolgente, ma subito dopo Eco si riperde in pagine e pagine di particolari e storie che uccidono il ritmo. Peccato!

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    Davide De Vincentiis

    18/11/2020 21:33:35

    Libro bellissimo che mi ha appassionato alla cultura medioevale, a volte un po' pesante ma da cuore in gola. Consigliato vivamente!

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    Ester D.

    18/09/2020 22:18:55

    Appassionante, soprattutto dopo aver visto il film con Sean Connery. Alcune pagine di fitte descrizioni sui pensieri dei personaggi sono molto diluite e c'è il rischio di tentazioni alla scorciatoia, perché l'interesse non regge sempre. Ma la curiosità è ancora una volta indispensabile e il romanzo è un classico giallo storico indimenticabile.

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    Michela

    24/08/2020 09:16:45

    Un colosso della nostra letteratura, a volte eccessivamente descrittivo ma davvero ben scritto. La trama è interessante, anche se forse il finale mi ha lasciato un leggere amaro in bocca. Assolutamente da leggere ed avere in libreria comunque.

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    Matteo

    17/05/2020 20:57:37

    Non rientra nella casistica dei libri che adoro, tuttavia ispirato dalla critica e dalla fiction ho deciso di leggerlo e devo ammettere che l’ho particolarmente gradito, è all’altezza della sua fama.

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    David

    17/05/2020 19:05:17

    Uno dei romanzi storici più belli che abbia letto. Se lo stereotipo del thriller ambientato nell'abbazia o nella chiesa di turno oggi risulta abusato fino alla nausea, in Eco trova il proprio modello. Si tratta di un romanzo eccellente perché unisce due elementi che raramente accoppiati a questi livelli nella letteratura "d'evasione": da una parte, la trama è quella di un thriller puro, con indizi, misteri, congetture e un'atmosfera in piena regola, ed uno sviluppo degli avvenimenti che aumenta gradualmente la suspance così come deve accadere; dall'altra, lo sfondo storico del romanzo è accuratissimo e anche nei dialoghi all'apparenza più semplici si celano rimandi a filosofia, teologia, politica, storia, scienze, letteratura e via discorrendo (la cultura sterminata di Eco è nota), il che permette al "Nome della rosa" di articolarsi come un romanzo dove si intrecciano più piani di lettura. Insomma, un thriller storico...come Dio comanda!

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    Gin

    17/05/2020 17:48:09

    Un libro a tratti complesso nella lettura (parti in latino) ma che arricchiscono l'atmosfera creata dallo scrittore. Eco è un Maestro e in questo romanzo ci accompagna per mano raccontandoci la vita nel Medioevo. Il tutto arricchito da suspence e mistero.

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    enzo60

    16/05/2020 17:55:50

    Il libro è stato molto interessante grazie alla suspense creata dalle indagini di Guglielmo e dal fatto che viene offerta al lettore la possibilità di individuare gli indizi presenti per risolvere il caso. Mi è piaciuto molto anche il realismo storico del racconto e il finale inaspettato che indica un successo parziale sia per l’assassino che per il detective, il quale anche senza poter condannare il colpevole ne svela il movente.

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    Giulia

    16/05/2020 14:24:40

    Ho letto questo libro parecchi anni fa e mi aveva lasciato già un'ottima impressione. L'ho piacevolmente riscoperto in seguito alla riproposizione televisiva con Turturro. Per questo ho deciso di acquistare una nuova copia (quella originale non sapevo più che fine aveva fatto) per avere sempre a portata di mano questo super-classico di Eco.

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    Seba

    16/05/2020 11:46:39

    Abituarsi al linguaggio inizialmente può essere complicato, ma d'altra parte proprio questa scelta contribuisce ad immergere il lettore all'interno della storia. Ovviamente, nettamente superiore a qualsiasi trasposizione cinematografica e televisiva. Un classico.

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    Francesca

    15/05/2020 11:29:16

    Libro molto bello, ben scritto e con una trama avvincente. Umberto Eco è un pilastro della letteratura italiana e questo romanzo è un classico da leggere.

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    Sara

    15/05/2020 08:34:03

    L'incipit un po' pesante fa credere a un linguaggio articolato e impegnativo, tipico di Umberto Eco. Poi si entra nella storia vera e propria e il libro ti rapisce. L'autore ha fatto un lavoro epico, con mille argomenti ricercati al massimo e mai noiosi o banali, anzi un'ottima occasione per conoscere punti di vista su diversi argomenti storici. Ho trovato un po' noiose le parti scritte in latino senza una traduzione a pie' pagina, utile per chi come me non conosce il latino; ma come spiegato nella post fazione dell'autore, il senso di quelle frasi sono ben intuibili nelle righe successive ad esse. In generale è un romanzo stupendo, immenso. Assolutamente consigliato, soprattutto a chi ama l'ambientazione storica medievale, con argomenti chiesa e inquisizione.

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    Roberto

    14/05/2020 20:13:37

    “Il nome della rosa” è il romanzo storico più popolare di Umberto Eco. Il suo pregio più grande è di inserire dentro la cornice di un vero e proprio thriller degno dei migliori autori di gialli la storia di un monastero del Nord Italia nel Basso Medioevo. Sullo sfondo emergono temi storici e filosofici: il dibattito sulle tesi pauperistiche della Chiesa, la sua lotta contro le eresie, il ruolo che essa ha rivestito nel tramandare (selettivamente) la sapienza lungo I secoli. Libro consigliatissimo!

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    Santi

    14/05/2020 17:47:11

    Pochi libri entrano nel cuore come il capolavoro di Eco. Un appassionante viaggio che nasconde misteri, misfatti e che porta con sé il peso della scoperta di sé. Eccezionale.

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    Fabiana

    14/05/2020 06:18:10

    Un capolavoro della letteratura italiana, un romanzo storico ambientato nel Medioevo che intreccia vita quotidiana in abbazia, thriller, giallo e storia. Scritto da uno dei massimi medievisti e umanisti italiano, Eco crea una trama fitta, articolata, storicamente ineccepibile tanto che può essere definito un piccolo manuale per l'approfondimento di diverse tematice del 1300. Per gli amanti del Medioevo una pietra miliare, per tutti un modo di avvicinarsi a questo periodo storico in maniera entusiasmante.

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    enza

    14/05/2020 05:56:30

    Un capolavoro!

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    Debby

    14/05/2020 00:51:21

    Un romanzo immancabile per un vero lettore. Non è un libro leggero e richiede concentrazione, ma è stupendo! La scrittura e le atmosfere medievali sono molto evocative e la storia è coinvolgente! Lo consiglio ;)

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    Vale BN

    13/05/2020 00:28:31

    Tutti una volta nella vita dovremmo leggere Il nome della rosa, per poterci perdere tra i meandri del monastero durante le indagini di Guglielmo da Barkerville e del suo assistente Adso sulla morte uno dopo l'altro dei monaci che vi abitano. Scopriremo la storia dell'Inquisizione e di quanto la chiesa abbia voluto nascondere nel Medioevo per evitare di diffondere la cultura e perdere consensi. Scopriremo i segreti che si celano tra le mura del castello che ospita i monaci. Scopriremo una biblioteca ricca di testi banditi. Dal romanzo sono tratti un film con protagonista Sean Connery e una serie, recentemente trasmessa in chiaro.

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    mario

    12/05/2020 20:39:32

    Cosa si può dire di un libro del genere? Difficilmente riuscirò a trovare un romanzo storico così ben fatto e delineato nel suo contesto. Umberto Eco è un po’ come il Leonardo Da Vinci dei tempi moderni che butta dentro le sue opere tutte le sue conoscenze riguardo a botanica, filosofia, storia, teologia, architettura, astronomia e chi più ne ha più ne metta. Doveva arrivare lui per farmi rimpiangere di non aver studiato bene il latino. Da un lato avrei voluto vivere, anche solo per cinque minuti, dentro la sua testa al momento della redazione del romanzo per capire come gli sia venuta in mente una storia del genere. È impressionante come sia riuscito a creare e sviluppare una così complicata struttura della biblioteca per poi presentarla al lettore a quel modo. Molto interessante il personaggio di Guglielmo, il quale tra un discorso sull’eresia e l’altro mette a punto delle deduzioni che manderebbero Sherlock Holmes a nascondersi e, proprio come il detective inglese, così dotato d’astuzia, è affiancato da un aiutante un po’ ingenuo che arriva alla soluzione quasi per caso. Dopo questa lettura mi sento più ignorante che mai, ma non posso negare che sia stato un bel viaggio.

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    Anto

    12/05/2020 16:46:36

    Comincio col dire che non è il mio genere letterario. Nonostante ciò non si può non riconoscere la grandezza di Umberto Eco! Non lo definirei semplicemente un giallo perché ritengo sia molto di più. Comunque ha del giallo tutte le caratteristiche principali. Le vicende si svolgono all'interno di un monastero medievale. L'ambientazione è molto suggestiva e descritta benissimo. È qui che vengono alla luce intrighi, crimini passati e peccati. Personaggi interessanti, trama efficace, narrazione scorrevole.

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    Lilli

    12/05/2020 14:43:12

    Non per tutti i gusti. Non si tratta di un libro semplice, di una lettura leggera. Ma se si entra dentro la storia si riesce a coglierne tutta la bellezza

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    Danilo

    12/05/2020 08:57:53

    Una dei romanzi più belli che abbia mai letto. La storia è avvincente, la trama profondamente coinvolgente. Il tutto, inoltre, si svolge in una ambientazione fortemente realistica. Il tutto fa si che il lettore venga catapultato all'interno della storia. Magnifico.

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    Mattia

    11/05/2020 20:13:15

    è un libro profondamente nichilista. È apparentemente un libro sul mistero di un omicidio: un uomo, un monaco piuttosto, il fratello William, arriva con il suo assistente, Adso, in un'abbazia delle Alpi italiane. È stato commesso un omicidio e il fratello William applicherà la ragione e la logica - un Sherlock avant la lettre - per dedurre l'assassino. O lui? Scopre davvero il processo con cui muoiono le vittime. E c'è un cattivo. Il romanzo inizia, "In principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio". E poi procede allo smantellamento sistematico di tutte le parole - semplicemente significanti che portano ad altri significanti labirinto senza fine. Umberto Eco fissa l'abisso e l'abisso ride ridicolmente.

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    Ilaria

    11/05/2020 16:01:12

    Riletto ad anni di distanza non posso che confermare il giudizio positivo. Inutile aggiungere altro alle migliaia di parole scritte negli anni da lettori di ogni dove. Unico consiglio per chi non avesse fatto latino al liceo viene proprio da Eco, cioè di non preoccuparsi se non si comprende una frase e tanto meno cercare di capire il titolo del libro di cui si parla in un dato momento perché il punto è l'alienità per il lettore, del mondo medievale all'interno del quale si viene condotti dopo le forche caudine delle prime 100 pagine "penitenziali" (parole di Eco).

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    maxporc

    11/05/2020 13:29:45

    Probabilmente il romanzo italiano più famoso del XXI secolo, che con grande maestria riesce a mescolare horror, giallo, poliziesco, riflessioni filosofiche e contestualizzazioni storiche

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    leogaro

    18/04/2020 21:26:58

    Un intrigo avvincente, una serie di delitti in un monastero medievale che, tra l'altro, è sede di un incontro tra delegazioni religiose schierate su fronti decisamente opposti. Indagando, fra' Guglielmo e il fido Adso troveranno molti altri scheletri nell'armadio dei confratelli, che risalgono a decine di anni indietro e che, tra invidie, gelosie e peccati di gola e lussuria, sembrano avviare l'intero monastero verso la perdizione dell'Inferno. Trama piuttosto scorrevole, con alcuni capitoli che hanno delle lungaggini ma che derivano dai differenti piani di approfondimento che si trovano nel testo e che, di conseguenza, ne consentono anche molteplici chiavi di lettura. Ambiguo, misterioso, avvincente: Eco mescola stili, storie ed eventi, rendendo un affresco medievale piacevole e molto ben congegnato.

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  • Umberto Eco Cover

    Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale. A ventidue anni si è laureato all'Università di Torino con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d'Aquino. Dopo aver lavorato dal 1954 al 1959 come editore dei programmi culturali della Rai, negli anni Sessanta ha insegnato prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano, poi presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze. Infine presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Inoltre, ha fatto parte del Gruppo 63, rivelandosi un teorico acuto e brillante.Dal 1959 al 1975 ha lavorato presso la casa editrice Bompiani, come senior editor. Nel 1975 viene nominato professore di Semiotica all'Università di Bologna, dove... Approfondisci
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