Non avevo capito niente

Diego De Silva

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 312 p., Brossura
  • EAN: 9788806197674
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Recensioni dei clienti

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    Laura

    02/08/2016 16:02:36

    L'avvocato Malinconico è un personaggio sgualcito dalla vita: una ex moglie di cui è ancora innamorato; una figlia che incontra di nascosto in un fast food all'aeroporto; un figlio strano che non comprende fino in fondo; un lavoro che non gli dà nessuna soddisfazione e poco guadagno. De Silva dà vita ad un personaggio che, purtroppo, è molto ma molto reale, le sue peripezie giudiziarie, il suo ufficio arredato con mobili Ikea, i clienti che hanno preso l'avvocato per uno psicanalista gratuito, non sono, ahimè, frutto di fantasia. Le sue riflessioni su argomenti vari e il suo spaesamento sono quelli di una generazione in agonia... Unica pecca lo stile a volte un po' faticoso da leggere e le continue digressioni che appesantiscono il discorso. Attuale

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    Alessandro Claudio Orefice

    13/06/2016 19:41:51

    La Scrittura ricca di intelligenza e cultura, umanità, umorismo e dosi massicce di auto osservazione del protagonista in combutta fra loro, impegnato questi com'è a rendere prima di tutto a se stesso credibile l'affannarsi a ridisegnare connotati di senso alla propria vita, rendono la storia simpatica, consentendo finanche di fare entrare il lettore in empatia con il protagonista. Riuscito il romanzo: la narrazione è assai piacevole, i personaggi sono ben azzeccati e anche il colpo di scena finale è ben assestato rispetto a psicologia e contesto, nonché coerente riguardo alla sorte che incombe sul personaggio avvocato Malinconico, un po'- ma non troppo - sfigato nella sua storia professionale e nella vita. Dipinto, per le peripezie da criminal mind in cui è coinvolto, con tratti che richiamano alla memoria Marlowe de "Il lungo addio"-un omaggio al suo nume in versione partenopea? - film noir del 1973, interpretato da Elliott Gould e diretto dal regista Robert Altman, tratto dall'omonimo romanzo di Raymond Chandler. Sensazioni da lettore finito il romanzo: compiacimento soddisfatto.

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    Anna

    13/11/2015 15:53:50

    L'inizio un po' incerto...ma poi si è fatto leggere ed alla fine mi è pure piaciuto.Ho fatto anche qualche risata.

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    Gino1

    01/08/2015 12:46:01

    Ho trovato il libro molto divertente e piacevole. Nulla di impegnativo, ma allo stesso tempo nemmeno così superficiale. L'Avv. Malinconico rappresenta uno spaccato della società contemporanea italiana e il suo umorismo è abbastanza tagliente.

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    laguby

    13/07/2015 14:37:19

    Protagonista l'avvocato Vincenzo Malinconico: pasticcione e beffardo, stropicciato e sornione, perdente (ma non troppo): un personaggio simpatico al quale molto si perdona anche per il suo "problema" con la sintassi. Lettura non sempre scorrevole, lo interrompo due volte, ne salto dei pezzi, volo alla fine, esercitando molti di quei "diritti del lettore" tanto cari a Pennac. Aprendo a caso a p. 196 ho la conferma di quel che penso da tempo: qualunque libro, anche non eccelso, ha almeno una pagina "geniale" per la quale valeva la pena di essere scritto, e di essere letto. Il passaggio "assolutorio" allora è questo, secondo me: "Che cos'è un giardino, se non l'stensione virtuale di uno spazio chiuso, un domicilio violabile, una proprietà priva di mura?[? ] Nega il concetto di casa, pur essendone al servizio. [? ] È un'alternativa architettonica alla claustrofobia della proprietà. Soddisfa un desiderio di esposizione." Geniale. E surreale, nel contesto del libro.

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    elena.bazz

    21/05/2015 21:21:08

    Dopo la seconda volta che ho interrotto la lettura per passare a libri più piacevoli ho deciso: basta!! Non ce la faccio a proseguire: il disturbo "morfosintattico" dell'autore rende il libro noioso, noioso, noioso... Qua e là ci sarebbero anche degli spunti simpatici e divertenti, però si perdono in un mare di parole, divagazioni, parentesi di opinioni lunghe e dispersive, digressioni inutili, che aumentano il numero di pagine riducendo la voglia di leggere! Inutilmente prolisso.

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    Daniele B.

    14/05/2015 12:18:13

    Spesso Malinconico si nasce, ancor più spesso ci si diventa. Narrazione assai piacevole e personaggi molto azzeccati, complimenti. Il capitolo successivo è il migliore della "trilogia", ma questo è un ottimo inizio.

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    Monica

    08/04/2015 18:38:48

    Mi è piaciuto e voglio quasi bene all'avvocato Malinconico, la verità.

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    manu

    23/03/2014 16:37:27

    che delusione! mi immaginavo tutt'altro libro, non sono riuscita nemmeno a terminarlo

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    Vincenzo

    04/11/2013 19:03:52

    Un romanzo divertente non un giallo. C'è un avvocato ma ciò non significa che debba essere un legal thriller. Il personaggio di Malinconico è davvero affascinante come lo sono spesso i perdenti che sanno di esserlo ma continuano ad affrontare la vita a testa alta. Ho spesso riso ad alta voce e in alcuni tratti ho avuto parecchio da riflettere. Un bel romanzo di evasione.

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    leonardo de chanaz

    06/10/2013 22:43:54

    Frizzante, intelligente, divertentissimo! Solo un napoletano ha questo spirito. Mi ha fatto passare delle ore in vera allegria, con le sue uscite geniali. Grazie!

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    Ianì

    19/07/2013 23:26:33

    Molto carino, lettura poco impegnativa, si ride e si riflette; consigliato a chi, come me, si sente una frana in tutto e per tutto.

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    Mariflo

    05/05/2013 17:20:33

    Confesso: non sono riuscita a finire di leggerlo. Di norma, trovo non sia corretto esprimere un giudizio su un libro non terminato, ma stavolta non potevo astenermi. Mi sono dapprima fermata a pagina 80, ma per rispetto nei confronti della persona che me lo ha prestato, ho deciso di riprenderlo. Niente, più forte di me, abbandonato dopo altre 20 pagine. Noiosissimo, inutilmente prolisso, falsamente introspettivo, nemmeno divertente come le altre recensioni mi avevano fatto supporre. Si possono saltare interi capoversi prima di arrivare al sodo di una questione e, talvolta, nemmeno ci si arriva. Non lo consiglierei mai.

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    Simone

    19/03/2013 18:07:41

    Scoppiettante storia e grandissimo personaggio. Divertente, simpatico, assolutamente da leggere. Un po' scontato in alcuni punti della vicenda (la più bella del Tribunale che si innamora del personaggio, il figlio gay, etc. etc.). Compratelo!

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    lory

    19/12/2012 19:37:35

    simpaticissimo personaggio quello dello strampalato avvocato malinconico...forse ha sbagliato mestiere...poteva darsi alla filosofia anziché al diritto!consiglio a tutti i miei colleghi giuristi di farsi due risate con la lettura di questo libro!

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    simona proietti

    10/09/2012 13:55:01

    per le prime 3 pagg. ho temuto di aver comprato un libro verboso e sconclusionato, poi quando Malinconico confessa di soffrire di 'disturbo morfosintattico', ho capito che con questo autore sarei andata d'accordo. Da lì in poi il libro scorre. Vincenzo Malinconico è un uomo che vive al margine delle cose; non prende decisioni, attende che le prendano gli altri e lui si adegua. Subisce, continuando a glissare la vita. Poi la contingenza gli inanella una serie di novità che lo spiazzano, frantumano il guscio della sua inedia e lo costringono a modificare atteggiamento. Sarà il primo a stupirsene, però assaporerà un po' di vita vissuta e non più subita.

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    Partenope

    09/09/2012 21:25:48

    Allibito da alcune recensioni che leggo, in verità è un libro godibilissimo, intelligente, pieno di sviluppi interessanti e "scene di vita vissuta", sullo sfondo una Napoli (che non viene mai nominata) moderna, dinamica e assolutamente reale. Vincenzo è un personaggio-capolavoro.

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    Lucio

    19/06/2012 09:20:53

    Alcuni passaggi sono anche divertenti. A parte questo, però, il romanzo non si sottrae alla domanda delle domande: perchè scrivere una storia come questa? Contrariamente alla pretesa di "profondità" rincorsa dalle innumerevoli considerazioni con le quali l'autore infarcisce il racconto, al lettore non rimane altro che un retrogusto da telefilm di Italiauno: narrazione scorrevole, a tratti piacevole, ma nulla di più. Insomma, un buon prodotto di consumo. Per non dire, poi, dell'illogicità di alcuni fatti-chiave della narrazione (scelte della cupola camorrista, comportamento di Alessandra Persiano, ecc.). Leggetelo solo se volete ingannare il tempo, magari illudendovi di scandagliare un punto di vista che vorrebbe spacciarsi per alternativo, ma che rimane, tuttalpiù, pseudo-intellettuale.

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    Adriana

    17/06/2012 09:50:51

    All'inizio ero proprio avvilita, tutte quelle parentesi, le riflessioni e le opinioni piuttosto puerili continuamente rimarcate, senza parlare delle didascalie stile wikipedia, noiose e inutili. Il linguaggio anche se semplice e colloquiale, per niente scorrevole. Insomma una caricatura del Guerrieri di Carofiglio. Poi però, verso la fine, probabilmente quando ha ricominciato ad intrigare la moglie, ha intrigato pure me. Siamo 'vittime' degli stessi meccanismi, a quanto pare... Ed è per questo che non gli dò il minimo e che forse leggerò il seguito 'Mia suocera beve'.

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    anna

    22/04/2012 18:51:00

    un libro divertente. è vero che a tratti è un po' verboso, forse gli avrebbe giovato un po' di "sfrondatura", ma nell'insieme è scorrevole e godibile e, ogni tanto, dietro alle battute si intravede un po' più di profondità. un autore che vorrei conoscere meglio.

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