Traduttore: M. R. Sciglitano
Curatore: G. Pressburger
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 26 settembre 2012
Pagine: 204 p., Brossura
  • EAN: 9788807018473
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
Esterházy resuscita la madre perché racconti la sua amicizia o sarebbe meglio dire flirt con il "dio del pallone" Puskás, sfruttando così l'occasione per fare un ritratto di due eventi fondamentali della storia ungherese: la rivolta anti-sovietica del '56 e la leggendaria nazionale magiara del '54. Due miti, due sconfitte, due rivoluzioni perse. Esterházy ci riporta a un'epoca romantica del calcio, quand'era infarcito di leggenda e morale, quand'era l'unico modo per sognare un avvenire diverso, o semplicemente l'unico sfogo per dimenticare povertà e sofferenza. Unire in un'autobiografia romanzata la figura aristocratica di Lili Esterházy con il mito Ferenc Puskás è un modo per fare un'apologia del calcio, nella sua dimensione estetica e in quella politica. Il calcio come evasione totale dall'asfissia della dittatura, il calcio come vita parallela per fuggire dalla paura. Piccoli aneddoti che raccontano la sopravvivenza, la resistenza del popolo ungherese. "Non c'è arte" è un romanzo dove si passa con semplicità disarmante dal dolore al sorriso, dalla paura della dittatura alla gioia di una partita di pallone.

€ 13,60

€ 16,00

Risparmi € 2,40 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:

Libro inedito Chiara Gamberale
OMAGGIO ESCLUSIVO PER TE
Con soli 19€ di libri del Gruppo Feltrinelli fino al 15/01/2019

Scopri di più

 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    giorgioperez@tiscali.it

    14/01/2017 15:05:09

    giorgiop Confesso di essere stato tentato di chiudere il libro dopo le prime 50 pagine. Purtroppo ho resistito. Nonostante Puskas (ricordo l'inopinata sconfitta contro la Germania) e la rivolta del '56 siano indicati come elementi centrali del libro, questi drammatici eventi appaiono sconclusionati ricordi di vita famigliare.

  • User Icon

    strummercave

    05/12/2012 18:00:30

    Confesso, ho letto soltanto le prime 50 pagine e poi l'ho mollato. Era dal 1996 che non portavo a conclusione un libro iniziato, ma sapevo che sarebbe potuto succedere ancora. Questo romanzo dovrebbe essere autobiografico ed inizia raccontando del rapporto dell'autore/narratore con i propri defunti genitori. Uso il condizionale, perchè le frasi era buttate lì un po' a caso e mi sono dovuto aiutare con le note di copertina. Riassumendo, mi sono sembrate le farneticazioni sconclusionate di un intellettuale.

Scrivi una recensione