Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d'amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un'utopia a rovescio che non vorremmo mai vedere rea-lizzata. È uno di quei rari libri che agiscono sul lettore come lenti d'ingrandimento: facendogli percepire in modo dolorosamente intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.
«Un romanzo meraviglioso, il migliore che Ishiguro abbia scritto dai tempi del sublime "Quel che resta del giorno"» – The Washington Post
Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla piú tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un'autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall'intimità piú calda al distacco piú violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole «donatore» e «assistente»? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono cosí importanti?
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Sono un'amante del genere, l'idea è bella ed originale, ma ho faticato un po' a finirlo.
Libro che mi sono costretto a finire, onestemente mi ha annoiato parecchio. In fase di chiusura innesta la marcia sperata e riesce a costruire tirare bene le fila e risulta abbastanza interessante. Qualche spunto interessante lo lascia, ma niente di più. Personalmente non lo consiglierei.
È uno dei romanzi consigliati dal premio Pulitzer per la critica, la newyorchese Michiko Kakutan,i e l’autore è un Nobel per la letteratura. Questo faceva presupporre che fosse un’ottima lettura. In realtà si tratta di una amena narrazione della vita quotidiana e delle riflessioni di tre ragazzi in un collegio che si trasforma all’improvviso in un incubo per il lettore quando si incomincia a capire chi sono veramente questi tre giovani. Ho fatto una fatica terribile a finire questo romanzo lento, noioso, puntiglioso ma ho voluto a tutti i costi vedere come finisse. Le riflessioni che comporta sono profonde e, a tratti, sconvolgenti. Gli interrogativi che evoca sono senza risposta. Francamente non saprei se consigliare questa lettura…
Un romanzo sorprendente, era tanto che un libro non mi toccava nel profondo. È una sensazione difficile da descrivere, un misto di commozione e di paura nel girare la pagina e scoprire cosa poteva succedere. Una realtà distopica raccontata in un divenire lento ma inesorabile, che piano piano si svela delicatamente Complimenti.