Categorie
Traduttore: P. Novarese
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788806231774

41° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

Disponibile anche in altri formati:

€ 11,05

€ 13,00

Risparmi € 1,95 (15%)

Venduto e spedito da IBS

11 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Un romanzo sull'essere umano, sull'ingegneria genetica, sui cloni, ambientato nell'Inghilterra degli anni '90. Una storia che si lascia scoprire a poco a poco, che svela le sue carte come se fosse un mistery, a partire dall'io narrante di Kathy H., trentuno anni, che rivela attraverso i suoi ricordi una realtà parallela, un "mondo nuovo" di ragazzi e ragazze creati e cresciuti nell'esclusiva scuola di Hailsham, college inglese di ottimo livello immerso nel cuore verde di un'Inghilterra civile e fredda, dove si insegna soprattutto l'espressione della creatività individuale.
Al centro dei ricordi di Kathy vi è la splendida relazione di amicizia e amore tra Kathy stessa, la sua intelligente amica Ruth, e Tommy, il ragazzo collerico, sportivo e imbranato che entrambe amano. Non hanno genitori, ma non sono nemmeno orfani. La loro vita scorre nel tedio del collegio, tra alleanze, bisticci e tradimenti, con una vaga sensazione di minaccia che incombe sui tre giovani anche per il fatto che gli insegnanti continuano a dire loro che sono speciali. Una delle responsabili della scuola, che i bambini chiamano Madame, si comporta in modo strano con i piccoli, sembra quasi averne paura, "come si ha paura dei ragni" pensa Kathy. I bambini fanno domande ai tutori sul loro futuro, sul perché i loro disegni e le loro poesie vengano requisiti e messi in un luogo misterioso, ma ottengono sempre risposte evasive e reazioni eccessive ai loro dubbi. Si sente questa tensione tra le righe, sotto la calma apparente dei ricordi di gioventù, finché si arriva alla scoperta. I tre sono cavie di un processo scientifico inquietante che prevede per loro un futuro già programmato da "donatori" di organi a partire dai sedici anni o da "assistenti" di sostegno ai donatori, come nel caso di Kathy, la protagonista narrante. Ad Hailsham seguirà il periodo nei Cottages, l'adolescenza, i veterani che poi se ne vanno e non tornano più, la ricerca della propria copia ("i possibili") su cui i giovani erano stati modellati, le prime esperienze sessuali, e un ciclo di vita crudele che incombe con le sue tappe e nega ogni sogno per il futuro.
Una storia sospesa a metà tra la fantascienza e l'incubo postmoderno, intrisa di una smisurata tristezza per le sorti di questi tre bambini, poi ragazzi e giovani adulti che crescono credendo nel potere dell'amore e dell'amicizia di cambiare, comunque, ogni cosa, compreso il loro destino di vittime predestinate. Con Non lasciarmi Kazuo Ihiguro, come accadeva anche in Quel che resta del giorno, utilizza una vicenda ordinaria per trasportarci in un mondo straordinario e parallelo dove narra di persone "diverse" per parlare in realtà della nostra vita: noi come loro, inquieti, angosciati, eppure pieni di speranza.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    preacher66

    19/08/2017 17.07.08

    Noto che alcuni non sono riusciti a comprendere appieno il libro: è vero che è scritto con stile abbastanza piatto, ordinario e privo di pathos (ma sempre fluido e scorrevole), ed è PROPRIO QUESTO che lo rende bellissimo e terribile. La protagonista, che è anche la narratrice, adotta questo stile perché la realtà agghiacciante che sta descrivendo è l'unica che conosce, quindi per lei è del tutto normale e ordinaria. Siamo noi che, paragonandola alla nostra esistenza, la vediamo come qualcosa di atroce: lei non lo sa, perché per lei la vita è solo quella. Eppure, i piccoli momenti di lucidità sono a dir poco strazianti. Un capolavoro vero.

  • User Icon

    mowgli

    15/06/2017 09.06.10

    Leggere è, per me, uno dei più grandi piaceri della vita. La lettura di questo libro me lo ha confermato ancora una volta. Indimenticabile.

  • User Icon

    rossano garibotti

    18/06/2016 18.19.24

    Uno dei migliori romanzi che abbia letto. Non aggiungo altro per timore di rivelarne aspetti che potrebbero anticiparne trama e ambientazione, e forse guastarne un minimo la lettura...è probabilmente meglio leggerlo ignari del contenuto. Ishiguro è senz'altro uno dei migliori scrittori viventi.

  • User Icon

    Lloyd

    26/04/2014 17.50.40

    Certo non posso che essere daccordo con Norman sulla carenza di pathos e sull'incapacità di tenere il lettore incollato col naso alle pagine, ma non si può negare che il messaggio di fondo è una trovata geniale nel descrivere quello che stiamo diventando... Aspra critica dell'egoismo occidentale e dell'attaccamento morboso alla vita, questo testo fà una critica aspra e visionaria di quello che potremmo diventare quando l'amore per noi stessi e per i nostri cari (e sottolineo l'amore) aggiunto alla paura di perderli (e sottolineo paura) ci faranno perdere la nostra umanità... Non so voi, ma secondo me ha quel non so chè di "Orwell"

  • User Icon

    Manick

    26/03/2013 22.43.21

    Mi rincresce dover dire che e' stata una gran delusione. Noioso, ripetitivo e con uno stile di scrittura alquanto pesante. Tuttavia per rispetto verso l'opera e lo scrittore, mi sono sforzato di finirlo.

  • User Icon

    Norman

    26/05/2012 17.09.45

    Mi sono avvicinato a questo libro con molto interesse visto il successo del film e le radici giapponesi dell'autore, ed è stata una grande delusione. La narrazione è priva del benchè minimo pathos, non avviene nessun evento particolarmente interessante. Mentre attraverso le pagine le vite de protagonisti scorrono placide , tra i primi amori, il legame o l'antipatie per alcuni degli educatori, l'unico motivo che singe a continuare la lettura , è la curiosità verso l'enigma di fondo della loro esistenza e la spiegazioni dei terini enigmatici utlizzati dagli studenti del misterioso Haisham( i possibili, la galleria, i donatori ). Il finale ,finalmente forte, dopo centinaia di pagine tra prati, college e uscite sporadiche in posti noiosi, lo salva dall'1 che altrimenti meriterebbe. L'autore è più inglese della regina, di giapponese non gli è rimasto proprio nulla. due parole: Noioso e stancante

  • User Icon

    francesca

    10/01/2012 10.27.42

    non avevo letto mai niente di ishiguro e ho letto "non lasciarmi"per caso.all'inizio ho pensato che non lo avrei finito,le prime pagine sono "strane"si e' lontani da quello che poi si scopre in seguito.ma poi mi ha preso tantissimo e lo ho finito d'un fiato.mi ha messo una tristezza profonda,ma lo consiglio vivamente.e' veramente bello bello

  • User Icon

    meritocat

    13/07/2011 00.57.36

    Ho trovato il libro squisito. La narrazione è fluida e gli eventi sono incastonati fra loro abilmente. Quello che ho davvero amato è che, al di sopra dei tratti tipici di una distopia pseudo-scientifica - categoria alla quale il libro di solito si fa appartenere, spicca invece la normalità di questi giovani "speciali" in netto contrasto invece con l'anomalia costituita dalla premessa della storia. @ claudia, con tutto il rispetto per il tuo giudizio, non credo che qualificherei come una mancanza l'assenza di una contestualizzazione dettagliata (come e perché si è giunti a un tale tipo di progresso scientifico). Devi ricordare che il punto di vista del libro è quello del narratore immerso, che è conoscenza solo dei fatti che lo riguardano. Per fare ciò che tu chiedi, probabilmente Ishiguro avrebbe dovuto tradire l'anima del libro (che per me trova il suo perno proprio nell'intimo relativismo delle vicende) o adottare un approccio tutto diverso. E per quanto riguarda la generale ritrosia alla ribellione dei personaggi, se non forse persino una certa remissione rassegnata nei confronti del proprio destino, non va spiegata: è una scelta dell'autore quella di rappresentarli così. Non sempre nei libri tutto deve essere ragionevole per il lettore, anzi, spesso si parla proprio di sospensione dell'incredulità come un elemento fondamentale per chi legge perché, di fronte a qualcosa che ci lascia perplessi (perché riteniamo sia implausibile, ad esempio) occorre invece astenersi dal formulare un giudizio di validità in modo da non compromettere il piacere della lettura. Leggerò invece "In quel che resta del giorno" perché: a) se vale almeno quanto "Non Lasciarmi" sono certo che lo gradirò; b) questa prima esperienza con questo scrittore è stata, per me, veramente goduta. Consiglio caldamente il libro a chi desidera un racconto affascinante, senza essere ingarbugliato, delicato, senza essere mieloso, significativo, senza essere pomposo.

  • User Icon

    sandy

    08/09/2010 14.38.19

    un libro bellissimo. ho appena finito di leggerlo e ho le lacrime agli occhi. scritto con maestria, riesce a parlare di uno scenario futurista con classicismo. imperdibile.

  • User Icon

    claudia

    09/05/2010 14.35.48

    Ottimo, come sempre, lo stile di Ishiguro. Perfettamente resa l’atmosfera ovattata e quasi surreale che rispecchia la confusione e l’incertezza dei personaggi principali. Spunti interessanti. Caratterizzazioni mai banali. Nel complesso, quindi, un buon romanzo. Eppure, non mi ha convinta fino in fondo. La situazione avrebbe potuto essere contestualizzata meglio (per quale motivo si è arrivati a tanto, perché, in seguito a quale catastrofe?) , senza contare che quasi non si avverte tensione – né ideologica né istintiva - fra queste cavie e la società che ha deciso di disporne nel modo che sappiamo. L’atteggiamento nichilista dei ragazzi non si spiega, specie considerando che non sono stati allevati in un ambiente opprimente, vittime di violenze fisiche e psicologiche tese ad annichilirne la personalità, ma in un contesto tutto sommato piacevole, per quanto insolito. Risulta difficile credere che la vita in una bella scuola situata nella campagna inglese, con insegnati che incoraggiano i rapporti interpersonali tra gli allievi e ne promuovono creatività e interiorità, possa annientare un istinto così forte come quello auto conservativo e non portare gli allievi a elaborare riflessioni e prese di posizione del tutto personali. In “Quel che resta del giorno”, Ishiguro aveva espresso in maniera impeccabile la rinuncia dell’essere umano a mutare il corso del proprio destino, la sua cecità di fronte a un’infelicità che egli stesso, con la sua ignavia e la rinuncia all’autoanalisi, contribuisce a creare. Qui, forse per la complessità dell’argomento trattato, l’esperimento non è del tutto riuscito.

  • User Icon

    Stefano

    26/04/2010 00.42.34

    Che dire? Uno dei libri più belli mai letti. Di sicuro. E ne ho letti parecchi. Ma così intensi, lievi, struggenti e dolorosi, pochi. Si capisce da subito, o comunque molto in fretta, come andrà a finire. Anche perché la quarta di copertina non aiuta. Ma non importa. Perché come ti ci porta Ishiguro...bè, cappello è dir poco! Parecchie parole, dopo averlo letto, risuoneranno di emozioni che farete fatica a scordare. Insomma, uno dei libri che segnano. Da leggere e comprare, dunque. Per tenerlo lì, sullo scaffale, pronto per essere prestato agli amici o regalato, con le pagine segnate, agli amanti. E se poi non torna da ricomprare, senza timore d'aver speso male i propri soldi. Buona lettura.

  • User Icon

    silvia

    03/11/2009 19.26.11

    Ishiguro ci conduce con grazia dentro l'orrore, ci mette davanti a una ipotetica realtà così come potrebbe essere. Sconvolgente e struggente al tempo stesso, ti entra dentro e ti rimane addosso, ti costringe a riflettere sul valore della vita e della morte. Un libro di quelli che meritano un posto speciale in libreria.

  • User Icon

    Saya

    17/06/2009 09.44.18

    Per quel che mi riguarda ho trovato perfetto lo stile dell'autore perchè riesce a rendere in maniera realistica l'assenza di linearità dei ricordi... Kathy segue il filo della sua memoria senza cronologia asettica ma parlando dei ricordi così come vengono, ti racconta chi è, dove ha vissuto, con chi è cresciuta e, soprattutto, ciò per cui è nata... e la maggioranza delle sensazioni scaturiscono dal non detto perchè quando si parla di una verità così scomoda non si è mai veramente espliciti... e non c'è neanche bisogno di esserlo perchè quello che prova Kathy lo si capisce benissimo... Penso inoltre che questo sia uno dei libri più agghiaccianti che abbia mai letto... e l'assenza di patetismi o stucchevolezza ridondante lo rende così vero e semplice da farti venire i brividi.

  • User Icon

    giovanna

    16/10/2008 17.20.35

    E' un libro eccezionale, scritto molto bene dove il lettore partecipa in maniera intensa al dramma che vivono i protagonisti. E' un romanzo distopico a tutti gli effetti, dove l'utopia capovolta e svuotata del suo significato si trasforma in incubo. E' per questo che si arriva alle pagine finali con un senso d'ansia incalzante e ci si augura che il futuro descritto nel libro, benchè pericolosamente vicino, non accada mai. Grande Ishiguro!

  • User Icon

    Khenubaal

    12/05/2008 21.09.34

    Fa uno strano effetto, leggere l'ultimo romanzo di Ishiguro. Da subito viene fatto capire che c'è qualcosa di strano dietro le vicende dei protagonisti, un non mistero che per altri autori sarebbe stato il perno attorno a cui far girare il mondo, ma che qui invece è una scusa per creare un contesto psicologico chiuso (ma non claustrofobico) dentro al quale far crescere i personaggi. Ed alla fine la storia è tutta qui, intrecciata coi rapporti fra Kath, Thomas, Ruth ed un mondo che non riescono a comprendere. Splendidamente scritto, il libro risente però di quello stesso senso di smarrimento che provano i protagonisti, per cui tutto rimane un pò ovattato, come se lo si osservasse da appena sotto il pelo dell'acqua, tanto che quelli che dovrebbero essere i momenti di maggior intensità emotiva scorrono via sottotono, incidendo poco. Discreto.

  • User Icon

    Cristina

    06/03/2008 22.14.58

    Grandissimo Ishiguro! Non avevo perso la memoria di "Quel che resta del giorno" e ho trovato un altro capolavoro. Letto d'un fiato e rimeditato a lungo, con un sentimento di struggente malinconia e dolorosa coscienza della delicatezza, della fragilità e della grandezza, nell'amore, di tutte le creature. Una scrittura piena di seduzione: capace di incantare, con il gusto della memoria di luoghi e atmosfere della campagna inglese, e di impressionare, per gli scenari inquietanti di un mondo di fantascienza che vorremmo esorcizzare e che pure ci conduce a guardare a fondo dentro di noi.

  • User Icon

    Takiko

    13/12/2007 19.42.26

    Uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Lo consiglio a tutti perchè è davvero un capolavoro.

  • User Icon

    Francesco

    29/11/2007 15.16.51

    Se penso che dopo le prime pagine stavo per lasciar perdere... Che errore madornale avrei commesso! Il più bel romanzo che abbia mai letto, una lama affilata che ti penetra nel cuore e che dona un senso a ogni secondo della nostra vita, il senso che tutti dovremmo riuscire a dare alla nostra esistenza.

  • User Icon

    vincenzo

    26/11/2007 23.08.22

    Romanzo bello e terribile in cui tutto: dall’argomento ai protagonisti, dalla tecnica di scrittura all’ambientazione, contribuisce a dare un senso d’angoscia ed fatalità che permangono oltre la lettura. Immagini di vita quotidiana, dall’adolescenza alla maturità , d’un gruppo d’amici nati per clonazione ed il cui ineluttabile destino, in un’ipotetica cupa e cinica realtà futura, sarà quella di donare i propri organi fino all’esaurimento del loro ciclo vitale. Ishiguro si aggiunge al nutritissimo elenco degli scrittori contemporanei debitori dei “romanzi di genere”; nel caso specifico l’autore pesca a piene mani dalla fantascienza antiutopistica degli anni settanta, non solo riguardo agli argomenti specifici della clonazione e dell’allevamento di “strumenti umani” ma per la creazione d’un “universo” separato all’interno della realtà comune. Il debito viene comunque ampiamente saldato dalla grande sensibilità narrativa che raggiunge i picchi più alti nelle descrizioni di scorci naturali che danno voce ai sentimenti più ancora degli stessi protagonisti. Molto particolare la tessitura narrativa in prima persona che sembra riprodurre l’andamento di una conversazione, con un effetto di accumulazione per collegamenti e rimandi, questo metodo, pur contribuendo alla costruzione della necessaria tensione, in un romanzo pressoché privo di avvenimenti e colpi di scena, finisce con l’irritare per l’utilizzo eccessivo . Risulta una forzatura e, forse il momento più basso del romanzo l’incontro finale con “Madame” e la spiegazione della nascita dell’organizzazione delle donazioni. Il romanzo avrebbe avuto una maggiore efficacia con un centinaio di pagine in meno; il dilungarsi, anche nell’assenza di dettagli e particolari, nuoce alla verosimiglianza; particolarmente debole, a questo proposito la seconda parte della storia con la vita nel cottage. Pur con queste riserve, il romanzo ha un suo fascino e risulta di sicuro impatto. Da consigliare.

  • User Icon

    carlafed

    11/10/2007 23.44.39

    Vorrei solo dire a chi si appresta a leggere questo libro di non lasciarsi ingannare. Questo non è un libro sulla clonazione umana, è un libro sulla CONDIZIONE umana. Molto bello, imperdibile. Grazie Kazuo

Vedi tutte le 77 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione