Non sarò mai la brava moglie di nessuno

Nadia Busato

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Editore: SEM
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 353,73 KB
Pagine della versione a stampa: 255 p.
  • EAN: 9788893900928
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Gaia la libraia

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La mattina del primo maggio 1947 una giovane e attraente impiegata sale fino alla terrazza panoramica all’ottantaseiesimo piano dell’Empire State Building, il grattacielo simbolo di New York, e si lancia nel vuoto. La fotografia del suo cadavere, miracolosamente intatto e bellissimo, scattata da un giovane fotografo sconosciuto subito dopo lo schianto, diventa una delle immagini più celebri e potenti mai pubblicate da LIFE Magazine. Quella ragazza si chiamava Evelyn McHale. La sua è una storia affascinante e misteriosa, come e forse più di un romanzo. Dopo anni di ricerche e interviste, Nadia Busato ha scritto un romanzo ispirato a Evelyn partendo proprio dalla celeberrima fotografia che ha suggestionato, anche grazie al lavoro di Andy Warhol, la moda e l’arte delle avanguardie pop. Un libro originale e riuscito, denso e doloroso come l’enigmatico, ultimo biglietto scritto da Evelyn.
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    Incredibile

    10/03/2019 20:11:41

    Questo libro è un dono. È un dono perché è in grado di indagare, guardare lá dove di solito si ha paura di scavare. Scava dentro ognuno di noi fino a spogliarci di tutto. Con una scrittura che cattura, parla di dolore, solitudine, depressione, voglia di libertà e felicità, voglia di essere amati e di essere felici. Il comune denominatore è la storia di Evelyne McHale, ma l’autrice ci permette, attraverso tante storie e tanti personaggi che magari hanno solo sfiorato la vita di questa giovane donna, di conoscere dolori e ferite che pensiamo riguardino solo noi, ma che così non è, perché in fondo ognuno combatte una propria lotta, sia che noi abbiamo il cuore di comprenderlo sia che facciamo finta di niente. Storie come tessere di un puzzle che vanno a formare un organico e lucido quadro attorno a un gesto senza spiegazione come può essere quello di una bella e giovane donna che decide di non lottare più per la propria vita.

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    Elisa

    09/03/2019 11:58:27

    Un libro interessante, che apre la mente e la percezione su una realtà dura e talvolta difficile da riconoscere: la depressione. Attraverso l'immaginazione l'autrice racconta la vita di una suicida, utilizzando gli occhi ed i pensieri di quest'ultima e delle persone intorno ad essa. Una narrazione cruda e penetrante che, perché no, ci fa riflettere anche sul senso della vita.

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    Celeste

    21/09/2018 06:46:30

    Nadia Busato mi ha stupita. Ho iniziato la lettura con aspettative né troppo alte né troppo basse, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa da quanto questo libro sia riuscito a catturarmi e a farmi emozionare. L'autrice racconta e prova ad immaginare la vita di Evelyn McHale e delle persone in qualche modo collegate a lei e alla sua morte. Evelyn morì suicida gettandosi dall'Empire State Building e precipitando sul tettuccio di un'auto. La fotografia che la ritrae, ormai cadavere, su quell'auto divenne una macabra icona di bellezza, creando "l'effetto Evelyn".

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    Lorena

    22/04/2018 12:17:33

    Mi sono fatta attrarre molto dal tema del libro ed ero fiduciosa in merito. Un caso che non è mai stato risolto, di cui non si è mai capito nulla se non che Evelyn era una donna con una vita ed un passato fatto di molte zone d'ombra. Il libro non mi ha entusiasmato per nulla, a mio parere l'autrice ha ricreato un'ipotetica vita della protagonista infarcendola con dettagli "moderni" (una domanda sul sesso dei vermi, scaturita da una Evelyn bambina, mi ha fatto pensare che volesse darle una connotazione che per l'epoca non era adatta...non spoilero per chi non l'ha letto ancora) e quindi la lettura mi è sembrata poco interessante e poco riuscita. Ovviamente sono solo gusti, ma ammetto di averlo finito a fatica e non senza restarci male.

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