Nostra signora della solitudine

Marcela Serrano

Traduttore: M. Finassi Parolo
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Edizione: 3
Anno edizione: 2001
In commercio dal: 03/09/2001
Pagine: 192 p.
  • EAN: 9788807015915
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Recensioni dei clienti

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    antonella

    15/07/2008 14:43:01

    Racconto sconclusionato, confuso e scarsamente interessante. Un'investigatrice che racconta la propria vita caratterizzata da sentimenti scontati ed esperienze banali. Una donna scomparsa dal profilo irrazionale guidata da impulsi improbabili. Ogni tanto qualche massima azzeccata, ma un finale che coincide con un'apologia della solidarietà femminile del tutto utopistica. Tutto condito con poca passione. Non mi è piaciuto, non ha nulla del giallo e nulla del romanzo intimista.

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    sara

    24/06/2006 19:51:15

    non mi è piaciuto questo romanzo giallo, mi è sembrato un pò deludente. troppo debole e poco coinvolgente la trama. speravo mi catturasse di più e invece...

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    bianca

    24/04/2006 16:03:40

    Un libro che mi ha coinvolta molto. La storia non è particolarmente avvincente ma il fascino deriva dall'emergere della personalità inquieta e profonda di Carmen. Donna che vive con disagio la superficialità ed il formalismo dell'ambiente in cui vive. Superficialità e formalismo manifestati anche dalle persone a lei più vicine che, nel corso del romanzo, sono più occupate a tacitare la propria coscienza che a capire il percorso dell'animo di questa donna dall'apparenza dinamica e solare... il finale ne è la dimostrazione.

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    milena

    06/01/2006 20:08:13

    è il primo libro che ho letto di Marcela Serrano.Da allora non ho più smesso.La descrizione dei paesaggi è perfetta, la narrazione prosegue in maniera avvincente,la descrizione dell'animo femminile a dir poco sconvolgente.Splendido!

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    Michele

    05/06/2003 15:48:56

    E' il primo libro che leggo di Marcela Serrano. Niente di stupefacente, ma molto meglio di alcuni titoli che circolano in libreria. La storia è un pò banale, ma alla fine mi ha convinto. A parer mio è un libro da leggere sotto l'ombrellone per poi dimenticare tutto alla fine dell'estate.

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    clara

    18/02/2003 18:30:25

    Noioso,prolisso,non mi ha lasciato niente ....

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    Angela

    18/04/2002 16:57:52

    L'ho scoperto per caso, ero un po' scettica, poi ho iniziato e non volevo più smettere di leggerlo... Cile, Messico, mistero...è un libro avvincente, forse un po' troppo veloce il finale...

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    Monica

    09/11/2001 14:21:50

    Un libro che non trasmette nulla! Scritto in modo piatto e con una trama scontata e banale . Assolutamente da non consigliare !

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    Federica Raimondi

    07/11/2001 16:16:03

    E' stato il primo libro della Serrano che ho letto e, a questo punto, anche l'ultimo. Inutile.

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    Letizia

    02/10/2001 09:32:51

    Grande delusione, ho trovato questo libro per lunghi tratti noioso. I personaggi mi sono apparsi senza spessore, nessuna curiosità hanno stimolato in me. La trama imperscrutabile, i luoghi irriconoscibili ma anche non immaginabili (se non grazie all'immaginario che ognuno ha precostituito attraverso esperienza personale o altri libri). Il finale? Boh!

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    marco

    13/09/2001 09:26:47

    Sicuramente inferiore rispetto ai precedenti lavori, è un testo che si legge scorrevolmente ma che non fa palpitare. L'epilogo è molto scontato e forte è la delusione di non ritrovare le emozioni di "Antigua vida mia". Evidentemente le leggi dell'editoria sono piuttosto crudeli...

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    lovi

    23/07/2001 11:31:44

    Concordo con Maddalena anche se aumento di uno. Le parti in corsivo sono le migliori, peccato siano poche. Per il resto la scrittura è talmente semplice da rasentare il banale. Non so se sia da imputare ad una pessima traduzione oppure al fatto che la Serrano l'abbia scritto tanto per pubblicare qualcosa (giusto per far contento l'editore). Sinceramente non lo consiglierei. Peccato...

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    maddalena

    16/05/2001 13:01:46

    Il libro più INUTILE di Marcela Serrano. Chi ha letto e apprezzato i precedenti (Soprattutto "Noi che ci vogliamo così bene" ed "Antigua vita mia") resterà deluso dalla superficialità frettolosa di questo romanzo (un racconto lungo, direi piuttosto: 192 pagine "lorde" -nette sono 174: da p.11 a p.185-, scritte larghe larghe e su carta grossa per aumentare lo spessore del libro -e forse giustificare il costo spropositato di £ 25000?-). Eppure gli elementi c'erano tutti: il Messico (Oaxaca, descritta non certo al meglio), la scrittrice scomparsa misteriosamente, l'intreccio quasi-giallo fra scrittori e letterati... Che tristezza essere delusi così da una autrice che si apprezza(va) tanto! Mi torna in mente l'ultimo titolo di Coe (sempre Feltrinelli!): dopo due romanzi geniali, un libretto sciatto e modesto. C'è proprio bisogno di abbindolare i lettori in questo modo?

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    alice

    08/05/2001 14:24:22

    E' un libro straordinario per la capacità della scrittrice di sondare l'anima delle donne e darle respiro. L'autrice non giudica mai, rivela una storia e nel momento in cui si conosce la storia di una persona non si é più in grado di giudicarla, ma si é portati a comprendere. E' molto più scorrevole e impossibile da interrompere (é avvincente!) dei suoi precedenti "noi che ci vogliamo così bene" e "l'albergo delle donne tristi (pur bellissimi entrambi). L'ho trovato soltanto un po' breve e la parte finale é un po' frettolosa secondo me. Resta comunque una delle voci più autorevoli della letteratura contemporanea.

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Nota e apprezzatissima autrice della letteratura latinoamericana contemporanea, Marcela Serrano torna a sondare l'universo femminile con un nuovo romanzo che abbina la suspense del giallo alla profondità dell'analisi psicologica che caratterizza tutti i suoi libri. Protagoniste della vicenda sono due donne apparentemente così diverse ma in realtà unite da sentimenti unici e profondi, come il dolore, la solidarietà, la speranza. Le loro vite si intrecciano quando una delle due, la scrittrice Carmen, sparisce misteriosamente e Rosa, di professione detective privata, viene incaricata di fare luce sulla sua scomparsa. A fianco di un'indagine tradizionale, basata sulla lettura dei verbali di polizia e sui colloqui con parenti e conoscenti, Rosa decide quasi immediatamente di condurre un'inchiesta parallela e personale, gettandosi a capofitto nella lettura dei polizieschi scritti da Carmen. Proprio sulle pagine di questi romanzi avverrà l'incontro più profondo fra le due donne. Tra le righe Rosa scoprirà le prepotenti pulsioni di un carattere inquieto, istintivo e sempre a disagio nel mondo, continuamente tormentato dalla paura dell'abbandono e dal desiderio di cambiamento. Ricostruirà il suo travagliato percorso: la difficile infanzia al seguito di genitori hippy senza fissa dimora, la lunga serie di amori impossibili o sbagliati, l'incontro con Tom s Rojas, un uomo forte e saldo, garanzia di un futuro tranquillo e sereno. E dopo questo lungo viaggio all'interno della vita e dell'anima di Carmen, arriverà anche a scoprire il segreto che si cela dietro la sua inspiegabile scomparsa.
Narrata in prima persona dalla voce solitaria di Rosa, la storia di Nostra signora della solitudine è un giallo che sa coinvolgere e mantenere con il fiato sospeso fino all'inatteso finale. Ma è soprattutto un romanzo sui sentimenti e le inquietudini che animano l'universo femminile, l'insoddisfazione, l'inadeguatezza, la nostalgia della vera passione, la difficoltà di vivere. E un romanzo sulla scrittura e la sua capacità di trasformarsi in specchio di vita e sentimenti.