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Traduttore: G. Costigliola
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 332 p., Brossura
  • EAN: 9788804612124
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    Pino Chisari

    28/03/2015 11.29.28

    Le trame non son più quelle d'un tempo ed i finali sempre più amari, ma Le Carrè resta un maestro ineguagliato delle spy story. Soprattutto i suoi personaggi, il loro spessore morale, la delicatezza del tratteggio e la profondità dei dettagli, la sottile ironia "inglese" son sempre quelli di una volta e rendono questo libro più che degno d'attenzione.

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    Mario

    20/10/2012 00.40.28

    Dopo quintali di Follett e Grisham, mi sono finalmente "cimentato" con Le Carrè, e, considerata la sicura fama e bravura universalmente riconosciute, devo essermi imbattuto in un'opera "di passaggio". L'impianto della storia è sicuramente (e tristemente) verosimile (mafia russa, feroce, aggressiva, governativa, governi occidentali di per se schizzinosi che però davanti alla possibilità di fare affari d'oro si fanno pochi scrupoli, ecc...), ma lo svolgimento lo è molto meno; è decisamente poco credibile la vicenda dell'assistente di Oxford e la sua strafighissima fidanzata avvocato che diventano spie dilettanti, come poco credibile è tutto lo svolgimento, da Antigua alle Alpi svizzere, passando per il campo centrale del Roland Garros. Inizio lento, inutilmente complicato, a tratti noioso; parte centrale più, diciamo, attiva, finale, appunto, inverosimile. Tra l'altro, visto che di un racconto si tratta, inverosmile per inverosimile, poteva dargli un finale ben diverso, non così traumaticamente affrettato. Spero che il prossimo Le Carrè che acquisterò mi faccia ricredere sulle qualità di questo grande scrittore.

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    gvo

    11/03/2012 10.24.36

    Ben scritto e leggibile fino a 1/3, poi la storia scompare nel nulla sino al finale, affrettato ed insulso, che non conclude gli spunti emersi nella trama. Evitabilissimo.

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    Daniele

    27/09/2011 16.25.50

    Un bellissimo libro. I personaggi principali sono tutti descritti con sapienza psicologica, sono credibili fino in fondo. Forse per questo altri lettori non hanno apprezzato il libro, troppa psicologia e pochi cervelli sfracellati. Ma anche la trama, oltre ad essere ben congegnata, è soprattutto realistica, una storia dei nostri tempi che potrebbe essere vera fino all'ultima, amarissima, virgola.

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    maurizio

    06/09/2011 12.16.38

    Le Carrè,scrive sempre molto bene,con dovizia di particolari,per cui egli invita a leggere con un ritmo lento,ma dal quale fuoriesce tutto il sapore dei bei libri del maestro;anche questo testo non smentisce i caratteri distintivi peculiari del suo autore.Chi cerca sparatorie e "action" ne stia lontano,ma il maestro è sempre pronto a focalizzare la sua attenzione su aspetti nuovi dei nuovi crimini e reati,che oggi non riguardano più la Guerra Fredda e lo Est-Ovest,ma derivano,in parte, anche dalla disgregazione di quel sistema di conflitto. Un buon Le Carrè,vista anche la concorrenza,ma peccato che in una recente intervista abbia detto che pare non abbia più voglia di scrivere. Sarebbe una grande perdita, pur considerando i suoi 80 anni,e tutte le belle storie con cui ci ha aperto gli occhi su molte cose. Peccato se non scriverà più,ma rilascia interviste.

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    giorgio g

    01/05/2011 17.58.06

    E' un libro che, all'inizio fa ben sperare: ambiente esotico come la caraibica Antigua, protagonisti un professore ed un'avvocatessa inglesi in vacanza ed un misterioso russo che li accosta e li coinvolge nei suoi misteriosi intrighi: ci sono tutti gli ingredienti per un thriller di cui le Carré è maestro. Ma quando la scena si sposta all'Inghilterra ed entrano in scena i servizi segreti, il ritmo si spegne, si susseguono pagine e pagine decisamente noiose ed anche quando la scena si sposta prima a Parigi e poi alla Svizzera la storia si avvia stancamente ad una conclusione che appariva scontata almeno un centinaio di pagine prima della fine, pagine che sinceramente ho stentato a finire. Speriamo in un'altra volta...

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    marcello

    11/01/2011 23.11.03

    Una noia mortale! Credo che per un libro di spionaggio sia il massimo!Involuto,intorcinato su se stesso, ed il problema è che il lettore speranzoso giunge alla fine leggendo pagine il cui interesse è modestissimo. Brutto,brutto aiutatemi a dire brutto!

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    Rokossovskij

    17/11/2010 11.34.25

    Tipico esempio dell' "ultimo" Le Carré (dalle parti del Canto della Missione ma molto meglio di Yssa il buono). C'è il tentativo di riprendere l'epica spionistica intrisa di cinismo dei romanzi maggiori, adattandola a storie isolate, e che non sempre sembrano reggere il peso esemplare che le si vorrebbe dare (il meccanismo che, ad esempio, secondo me funzionava bene nella Tamburina). Detto questo, sempre la consueta grandissima prosa, che segna e segnerà sempre la distanza fra il maestro ed i poveri allievi

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