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Arnaldur Indriðason

Traduttore: A. Storti
Editore: Guanda
Anno edizione: 2014
Pagine: 300 p. , Brossura
  • EAN: 9788823508842

Recensioni dei clienti

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    feisbùk

    28/10/2015 22.14.57

    Bellissimo ennesimo malinconico dolente ritratto di vita (e di morte) del migliore epigone di Henning Mankell

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    Isa

    28/10/2015 10.56.18

    Libro assolutamente da consigliare! Io ho scoperto un nuovo autore da seguire!

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    Roberto D'Errico

    12/01/2015 11.14.19

    Grandissimo Arnaldur Indriðason, i suoi romanzi sono tanto scorrevoli e di facile lettura quanto coinvolgenti e accattivanti. Così come in atre sue storie, anche ne Le Notti di Reykjavik, a farla da padrone è il lato umano e drammatico della vicenda. Il libro tiene incollati sino alle ultime pagine, sia per via della curiosità nel voler capire i risvolti più bui e misteriosi della trama, sia per meglio comprendere il rapporto che ha legato il giovane Erlendur all'"amico" scomparso Hannibal. Davvero bravo come sempre Indriðason!

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    davide951

    22/12/2014 12.12.08

    LA CLASSE NON E' ACQUA...VOTO 5/5

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    Frigidarie

    11/12/2014 18.06.10

    Buona storia. Ottimo stile. Come sempre. Bravo. Consigliato.

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    paola

    07/12/2014 10.14.52

    ottimo libro, scritto benissimo e coinvolgente fino alla fine

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    paolo

    03/12/2014 15.06.58

    E' un noir che si legge tutto di un fiato.Coinvolgente.Sara' x il paese in cui si svolge la vicenda ma la storia ha un fascino particolare che desta attenzione e merita la lettura.

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    vittorio pisa

    01/12/2014 11.51.16

    Un noir poco convinto e non del tutto convincente. Storia interessante, anche ben costruita. Tuttavia, manca di slancio e la sensazione è che si trascini stancamente verso la conclusione, senza destare particolare appetito. Si legge con facilità, ma senza trasporto. Insomma, tra i noir di origine nordica c'è di meglio e molto (Nesser, su tutti; Sjowall M. e Wahloo P.). In ogni caso, era il mio primo romanzo dell'autore. Merita perciò una prova d'appello. Lettura di transizione.

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    susanna bottini

    25/11/2014 08.35.41

    Solito, ottimo Indridason. La vicenda è ambientata (si deduce dalla lettura) nella Reykjavik della fine anni '60, e vede protagonista un giovane Erlendur, poliziotto semplice, ma già dotato di un notevole intuito. La trama è interessante, la storia ricca di umanità, un buon libro davvero. Consigliato.

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    camilletta85

    18/10/2014 12.41.46

    Uno dei migliori Indridason. Il maestro è tornato alla grande, con una storia intensa, commovente e profonda, dove protagonista è il popolo delle notti di Reykjavík, fatto di uomini violenti, ragazzi disadattati, ma soprattutto di ubriachi e senzatetto...anime derelitte che vagano per le strade senza una meta ben precisa, alla ricerca della prossima bottiglia di acquavite o di un posto sicuro dove dormire per una notte, fosse anche una cella del commissariato o le condutture sotterranee del gas...A fronteggiare queste emergenze e degrado, silenziose pattuglie di poliziotti, chiamate a mettere un po' di ordine nelle cose umane. Erlendur è qui un poliziotto giovane ma già consapevole della proprio missione di paladino delle persone scomparse, pronto a dare loro dignità anche se non reclamate da nessuno, anche se miseri senza tetto. L'intreccio della storia è molto riuscito, molto belli i flashback che raccontano il rapporto umanissimo tra l'ispettore e il povero Hannibal, molto intensa la storia di quest'ultimo e le ragioni della sua "perdizione". E alla fine, come omaggio ai lettori appassionati della saga, non poteva non comparire il profilo di Marion Brem. Da leggere, soprattutto per coloro che amano profondamente il giallo nordico, e che quindi non si fanno scoraggiare dalle atmosfere un po' grigie e deprimenti delle storie

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