Le notti di Reykjavík

Arnaldur Indriðason

Traduttore: A. Storti
Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24 settembre 2015
Pagine: 300 p., Brossura
  • EAN: 9788850240920
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Descrizione
Un senzatetto viene trovato annegato alla periferia di Reykjavík. Un caso di poca importanza, che la polizia archivia come morte accidentale. Nelle stesse ore, una donna sparisce nel nulla dopo aver trascorso la serata in un locale del centro. Un anno dopo, Erlendur, poliziotto alle prime armi assegnato al turno di notte della stradale, passa lunghe ore a pattugliare le vie di una città deserta, ore spezzate di tanto in tanto da una rissa, un furto, un incidente d'auto, e non smette di pensare a quelle due persone scomparse. Convinto che i due casi siano stati frettolosamente liquidati dai colleghi, Erlendur non resiste alla tentazione di fare il detective: non solo si prende a cuore la vicenda del povero Hannibal, ma è ancor più attratto dall'inspiegabile sparizione della donna. L'inesperta matricola inizia così la sua prima indagine: raccoglie indizi, interroga i famigliari e le persone coinvolte... Due casi che riguardano due mondi lontanissimi tra loro: il triste sotto-bosco umano della capitale, denso di miseria e sopraffazione, e la borghesia islandese, con le sue ipocrisie e i suoi lati oscuri. In una Reykjavík descritta in un'insolita versione notturna, Arnaldur Indriðson dipinge la figura di un Erlendur giovane e tormentato, ma già acuto indagatore dell'animo umano e dei suoi angoli più nascosti.

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Recensioni dei clienti

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    Ciopina

    16/08/2018 22:45:04

    Indridasson è una garanzia. Molto coinvolgente

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    zombie49

    22/03/2018 04:10:23

    Erlendur Sveinsson è un giovane poliziotto appena assegnato alla polizia stradale di Reykjavik. Sono gli anni ’70, e con i colleghi Marteinn e Garđar pattuglia le vie della capitale islandese di notte, quando il traffico si dirada e circolano ladri e drogati. Svolge un compito di routine, occupandosi di risse fra ubriachi, incidenti stradali, liti domestiche. Un caso, però, lo colpisce: Hannibal, un barbone alcolizzato noto alla polizia, è trovato morto annegato in uno stagno poco profondo da alcuni ragazzini. Sembra un incidente ma Erlendur non è convinto e vuole approfondire: potrebbe trattarsi di un omicidio. Una donna è scomparsa, forse si è suicidata, ma i casi di persone svanite nel nulla turbano l’agente per un coinvolgimento personale. Oddný è sposata e ha un buon lavoro, ma un indizio potrebbe collegare il suo caso a quello di Hannibal. Con tenacia e delicatezza Erlendur indaga nel sottobosco urbano di drogati, barboni, alcolizzati, interrogandoli sulle loro amicizie e relazioni per scoprire la verità su persone emarginate dalla società, sole, della cui sorte non importa nulla a nessuno, nemmeno alla polizia che si ferma alle apparenze. La storia è lentissima, la soluzione banale, ma il giallo, come in altri romanzi di Indriđason, è un pretesto per descrivere la vita ignorata degli alcolisti, tesa a procurarsi, ogni giorno, la pozione velenosa e indispensabile, sia konni, alcol denaturato, o colluttorio, o dopobarba, o distillato clandestino. In Islanda l’alcol legale è gravato da pesantissime tasse, e venduto solo in pochi spacci statali. E’ l’esordio in polizia dell’agente Erlendur Sveinsson, ossessionato dal senso di colpa per la scomparsa del fratello minore Bergur durante una tormenta. Nella cupa Islanda di Indriđason tutti sono riservati, quasi reticenti, e chiedono di essere lasciati in pace nella loro solitudine. Un universo di sole persone introverse e depresse è forse troppo monocorde, limitato e poco attendibile.

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    Unionista

    11/10/2017 05:54:14

    Mi ero fatto convincere dalle recensioni molto buone degli altri lettori. Io lo ho trovato piatto. Privo di introspezione psicologica. L'autore non ci regala le atmosfere di Rejkyavik se non con una citazione veramente eccessiva e fastidiosa dei nomi dei quartieri della città. Lunghi illeggibili e che non ci dicono nulla. A me è parso di leggere un copione da film sfrondato da tutti gli elementi di un romanzo. Eppure questo non è il marchio di fabbrica degli scrittori nordici. Ce ne sono alcuni che mi sono piaciuti molto.

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    Il libraio di Mantova

    17/11/2015 10:38:07

    Estate 1976. Il corpo senza vita di un barbone viene ritrovato in un canale. La stessa notte una giovane moglie infelice dei quartieri alti scompare. Due casi molto diversi , una altra dura prova per l'agente Erlendur.

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    feisbùk

    28/10/2015 22:14:57

    Bellissimo ennesimo malinconico dolente ritratto di vita (e di morte) del migliore epigone di Henning Mankell

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    Isa

    28/10/2015 10:56:18

    Libro assolutamente da consigliare! Io ho scoperto un nuovo autore da seguire!

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    Roberto D'Errico

    12/01/2015 11:14:19

    Grandissimo Arnaldur Indriðason, i suoi romanzi sono tanto scorrevoli e di facile lettura quanto coinvolgenti e accattivanti. Così come in atre sue storie, anche ne Le Notti di Reykjavik, a farla da padrone è il lato umano e drammatico della vicenda. Il libro tiene incollati sino alle ultime pagine, sia per via della curiosità nel voler capire i risvolti più bui e misteriosi della trama, sia per meglio comprendere il rapporto che ha legato il giovane Erlendur all'"amico" scomparso Hannibal. Davvero bravo come sempre Indriðason!

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    davide951

    22/12/2014 12:12:08

    LA CLASSE NON E' ACQUA...VOTO 5/5

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    Frigidarie

    11/12/2014 18:06:10

    Buona storia. Ottimo stile. Come sempre. Bravo. Consigliato.

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    paola

    07/12/2014 10:14:52

    ottimo libro, scritto benissimo e coinvolgente fino alla fine

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    paolo

    03/12/2014 15:06:58

    E' un noir che si legge tutto di un fiato.Coinvolgente.Sara' x il paese in cui si svolge la vicenda ma la storia ha un fascino particolare che desta attenzione e merita la lettura.

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    vittorio pisa

    01/12/2014 11:51:16

    Un noir poco convinto e non del tutto convincente. Storia interessante, anche ben costruita. Tuttavia, manca di slancio e la sensazione è che si trascini stancamente verso la conclusione, senza destare particolare appetito. Si legge con facilità, ma senza trasporto. Insomma, tra i noir di origine nordica c'è di meglio e molto (Nesser, su tutti; Sjowall M. e Wahloo P.). In ogni caso, era il mio primo romanzo dell'autore. Merita perciò una prova d'appello. Lettura di transizione.

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    susanna bottini

    25/11/2014 08:35:41

    Solito, ottimo Indridason. La vicenda è ambientata (si deduce dalla lettura) nella Reykjavik della fine anni '60, e vede protagonista un giovane Erlendur, poliziotto semplice, ma già dotato di un notevole intuito. La trama è interessante, la storia ricca di umanità, un buon libro davvero. Consigliato.

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    camilletta85

    18/10/2014 12:41:46

    Uno dei migliori Indridason. Il maestro è tornato alla grande, con una storia intensa, commovente e profonda, dove protagonista è il popolo delle notti di Reykjavík, fatto di uomini violenti, ragazzi disadattati, ma soprattutto di ubriachi e senzatetto...anime derelitte che vagano per le strade senza una meta ben precisa, alla ricerca della prossima bottiglia di acquavite o di un posto sicuro dove dormire per una notte, fosse anche una cella del commissariato o le condutture sotterranee del gas...A fronteggiare queste emergenze e degrado, silenziose pattuglie di poliziotti, chiamate a mettere un po' di ordine nelle cose umane. Erlendur è qui un poliziotto giovane ma già consapevole della proprio missione di paladino delle persone scomparse, pronto a dare loro dignità anche se non reclamate da nessuno, anche se miseri senza tetto. L'intreccio della storia è molto riuscito, molto belli i flashback che raccontano il rapporto umanissimo tra l'ispettore e il povero Hannibal, molto intensa la storia di quest'ultimo e le ragioni della sua "perdizione". E alla fine, come omaggio ai lettori appassionati della saga, non poteva non comparire il profilo di Marion Brem. Da leggere, soprattutto per coloro che amano profondamente il giallo nordico, e che quindi non si fanno scoraggiare dalle atmosfere un po' grigie e deprimenti delle storie

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