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Notti in bianco, baci a colazione
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Notti in bianco, baci a colazione - Matteo Bussola - copertina
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Descrizione

Il respiro di tua figlia che ti dorme addosso sbavandoti la felpa. Le notti passate a lavorare e quelle a vegliare le bambine. Le domande difficili che ti costringono a cercare le parole. Le trecce venute male, le scarpe da allacciare, il solletico, i "lecconi", i baci a tutte le ore. Sono questi gli istanti di irripetibile normalità che Matteo Bussola cattura con felicità ed esattezza. Perché a volte, proprio guardando ciò che sembra scontato, troviamo inaspettatamente il senso di ogni cosa. Padre di tre figlie piccole, Matteo sa restituirne lo sguardo stupito, lo stesso con cui, da quando sono nate, anche lui prova a osservare il mondo. Dialoghi strampalati, buffe scene domestiche, riflessioni sottovoce che dopo la lettura continuano a risuonare in testa. Nell'"abitudine di restare" si scopre una libertà inattesa, nei gesti della vita di ogni giorno si scopre quanto poetica possa essere la paternità.
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Dettagli

1
2016
24 maggio 2016
175 p., Brossura
9788806230517

Valutazioni e recensioni

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manu
Recensioni: 3/5

libro piacevole. ti rendi conto,leggendolo,che noi genitori siamo tutti sulla stessa barca.

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IlgattoB
Recensioni: 3/5

Una raccolta di brevi storie narrate dal punto di vista di un padre tra ironia e riflessioni. Alcuni racconti più piacevoli di altri, capitoli e dialoghi talvolta quasi forzati. Nel complesso una lettura scorrevole.

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Gabriele Della Torre
Recensioni: 5/5

Lettura molto facile e scorrevole che permette di trascorrere piacevolmente il tempo.

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Recensioni

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Voce della critica


Un libro ironico e struggente sulla magia
di essere padre.


Quel che le madri non sospettano è che quando i padri si alzano alle tre di notte per coccolare i figli non è per fare i gentili, né per lasciarle dormire. È solo per recuperare il senso. Respirare, stringere, stare a godersi quel che c’è. Sentirsi un po’ più vicini a una cosa che in fondo non hanno mai avuto e mai avranno.
Perché quello che le donne non dicono non è niente in confronto a quel che gli uomini non sanno.


Immagina di diventare padre. Le domande difficili e scomode. La pizza ogni giorno, a ogni ora, come se fosse l’unico cibo esistente sulla Terra. Le canzoni dei cartoni animati in sottofondo, a far da colonna sonora alla tua nuova vita. Immagina di stringere un pianto al tuo petto, per poi sentirlo trasformarsi in un respiro dolce e rilassato. Immagina il tuo cuore fermarsi momento, perdere un battito, ogni volta che incontri il sorriso di tuo figlio, o di tua figlia.

Matteo Bussola non deve immaginare niente di tutto questo. Lo vive e basta. Tutti i giorni. Matteo è padre di Virginia, Ginevra e Melania, tre bambine che, non appena sono arrivate, hanno cambiato tutto. Perché una volta diventato padre, esiste un “dopo” dal quale non puoi più tornare indietro. Un “dopo” fatto di qualche chilo in più, principalmente: tre chili, poi tredici, poi trenta, poi sessanta. Un “dopo” fatto di scarpe da allacciare, di festine tra amichette, di brevi viaggi in macchina che si trasformano in infinite discussioni filosofiche.

In questo libro, Matteo ci racconta tutto questo. Con uno stile semplice e diretto, come se noi fossimo lì davanti a lui, ad ascoltarlo con attenzione, ci racconta la sua vita, la sua quotidianità. Ci racconta del suo vecchio lavoro come architetto. Della sua scelta di mollare tutto e diventare disegnatore di fumetti. Della sua passione per la scrittura. E del suo nuovo lavoro: essere padre. Leggendolo, ci imbatteremo in tante piccole scene di vita familiare, tanti aneddoti che cattureranno la nostra attenzione, ci commuoveranno e ci emozioneranno e sapranno darci infiniti spunti per metterci in discussione.

È iniziato tutto in un modo molto semplice: con un iPad, una connessione (alla rete di casa, il tablet di Matteo non ha una connessione alla rete cellulare), un accesso a Facebook e tanti istanti da immortalare e raccontare. Fino a quando tutti quegli spaccati di vita familiare, letti da migliaia di persone, hanno trovato un nuovo posto in cui continuare a esistere, sotto forma di inchiostro sulla carta stampata. Ora sono raccolti qui, in un libro sulla magia di essere padre, ma in cui tutti troveranno qualcosa – una frase, un dialogo, una parola – che catturerà la loro attenzione, che li porterà a riflettere su una questione che prima era sfuggita o su cui non ci si era soffermati abbastanza. Perché anche chi non è padre è stato marito, figlio, bambino, amico (o tutte le declinazioni al femminile).

Recensione di Mauro Ciusani

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Piccoli episodi di vita familiare, dialoghi surreali, scene quotidiane tra asili, notti insonni, spese al supermercato, attese dal medico, attività extrascolastiche, fatiche, incontri come illuminazioni di vita: tutta una filosofia concreta che, partendo dalla paternità, rivela il senso di essere uomo e padre oggi.

Il libro di Matteo Bussola è delicato diario intimo, percorso esistenziale profondissimo ma narrato con leggerezza. C’è un prima e un dopo, nella vita, per ognuno di noi. Per il disegnatore di fumetti Matteo Bussola, questa cesura è segnata dalla nascita delle figlie. Da quel momento tutto cambia. Notti in bianco, baci a colazione è la cronaca fedele di una presa di coscienza, una disamina a tratti scanzonata, divertita ma spiazzante, di una consapevolezza che investe ogni aspetto della vita. La sincerità nelle parole dell’autore ha lo stesso immacolato candore dei discorsi delle sue figlie e i brevissimi capitoli la potenza di storielle zen. La vita della famiglia Bussola è messa a nudo nei suoi aspetti più privati, ma senza autocelebrazione, senza ammiccamenti, un antimanuale che svela e irride la pesantezza dietro tanta visione genitoriale degli adulti. Il tutto raccontato con un linguaggio piano, diretto e colloquiale, con un umorismo che permea di sé gli episodi, che diviene punto di vista morale e che sfocia in momenti di puro surrealismo, quando lo scrittore ci porta a vedere a realtà attraverso le lenti (deformanti o più penetranti?) delle sue bambine, Virginia, Ginevra e Melania, che tanto assomigliano alle sue: quelle di un uomo matur(at)o ma convinto di essere ancora quel ragazzino che non vuole seguire il buon senso.

In questo il libro ci ricorda il migliore Brautigan e le sue visioni naïf. Piacevolissima quindi la sensazione che si ha leggendo le pagine: di fronte a questo outsider, a un autore che sente di dover scrivere perché ciò che vuole narrare è semplicemente vita intensa, ci si trova spiazzati di continuo, e gli si perdona la mancanza di una vera struttura narrativa da romanzo tradizionale (nascendo il libro, di fatto, come insieme di post su Facebook). Come a dirci che la vita, e la storia, in fondo possono essere anche questo: momenti estemporanei, minimi, apparentemente slegati tra loro, in cui tutto si ferma per far apparire sulla scena la felicità.

Recensione di Vito Ferro

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Conosci l'autore

Matteo Bussola

1971, Verona

Matteo Bussola è nato a Verona nel 1971. Ha conseguito la laurea in architettura a Venezia ma poi ha preferito dedicarsi alla carriera di fumettista. Lavora con diverse case editrici di fumetti, italiane e straniere: con Eura Editoriale (oggi Aurea), Star Comics, con le case editrici francesi Soleil e Humanoides Associés. Nel 2011, insieme a Paola Barbato, crea il web-comic "Davvero", poi pubblicato sotto il marchio Star Comics. Nel 2012 inizia a collaborare con Sergio Bonelli Editore, entrando a far parte dello staff di disegnatori della serie Adam Wild. Tiene una rubrica settimanale su "Robinson" dal titolo Storie alla finestra, e conduce con Federico Taddia un programma settimanale su Radio 24, I padrieterni, sul ruolo dei nuovi padri.Vive a Verona...

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