Traduttore: S. Tummolini
Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2014
Pagine: 138 p., Rilegato
  • EAN: 9788864117027
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Recensioni dei clienti

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    stefano

    27/04/2017 14:30:00

    Racconto lungo, dolente, triste, con una sotto traccia di rabbia alcolica in linea con la società dell'epoca, di un America oggi lontana dalla memoria. Il male di vivere di un giovanotto in preda ad un malessere profondo, archetipo di una generazione in crisi, che si ritrova sballottato dalle circostanze e privo di riferimenti personali. La prosa è un miracolo stilistico, calibrata e perfettamente pulita, senza sbavature. Il racconto scorre con esemplare limpidezza, seguendo un ritmo cadenzato, quasi fosse un blues metropolitano. Un plauso alla traduzione, ottima.

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    misselisabethbennet

    23/01/2015 16:00:01

    ... magistrale lo stile e la scrittura ma il romanzo non lascia proprio niente... un noir che non convince .. peccato...

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    Enrico

    13/12/2014 01:25:25

    Un incubo lungo una giornata. Lo stile di Williams non delude le aspettative. Estremamente amaro, profondo e struggente; non così lontano da alcune atmosfere presenti in Stoner. Consigliato.

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    Paola Manni

    17/11/2014 11:39:49

    Malgrado sia scritto magistralmente, come già avevo potuto constatare leggendo Stoner, questo libro mi ha deluso moltissimo, l'ho trovato cupo, elucubrante, avvilente. Così come ho adorato Stoner, ho detestato questo.

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    MARIA

    07/11/2014 10:51:59

    le colpe dei padri ricadono sui figli. un incubo raccontato in modo magistrale.

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    paola

    11/07/2014 12:22:15

    E' un libro bello, struggente, tristissimo ed emozionante, ma come fanno ad avere scritto che e' una delusione ? io l'ho trovato proprio bello, intenso

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    ROBERTO

    28/06/2014 06:58:54

    Una delusione lunga centotrentotto pagine. Bocciato.

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    Melania

    23/03/2014 15:46:47

    Deludente, prolisso, esageratemente descrittivo e onirico. Un paio di immagini molto belle (ma si tratta di poche pagine) lo salvano dal voto peggiore.

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    lina

    12/03/2014 18:51:49

    Melenso, prevedibile, carico di luoghi comuni e situazioni già viste. Davvero deludente.

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    Silvia

    10/03/2014 21:20:14

    Non mi è piaciuto. La prosa è spesso forzata, artificiosa, pretenziosa. Questo racconto sul malessere esistenziale è un tentativo ambizioso,non riuscito secondo me, di cimentarsi con il genere introspettivo-onirico, che evidentemente non era congeniale all'autore, e neanche a me, purtroppo. Dopo averlo letto, ho cercato ulteriori informazioni e ho scoperto che Williams aveva disconosciuto questa sua opera giovanile, che avrebbe preferito lasciare in un cassetto. E aveva ragione.Per fortuna poi ha scritto Stoner e Butcher's Crossing, due bellissimi romanzi.

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    cesare

    08/03/2014 16:40:58

    Un voto alla memoria di un grande scrittore diventato famoso postumo. Qui , in questo romanzo breve, ritorna alla mente del giovane Arthur la tragedi vissuta da bambino quando davanti ai suoi occhi madre e padre....

Vedi tutte le 11 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Nulla, solo la notte racconta la giornata di un giovane borghese della California, Arthur Maxley. Arthur si trascina in uno stato di perenne insofferenza e apatia per le strade della città, senza occupazione, immerso nelle sue paranoie e nei suoi incubi a occhi aperti. Suo padre è un uomo d’affari che si trascina in giro per il mondo per lavoro. I due non hanno contatti da anni; il giovane si limita a riscuotere gli assegni che il padre gli invia periodicamente. Il ricordo dei giorni dorati e spensierati dell’infanzia, della madre amata e della tragica fine di lei lo tormenta. Per Arthur, Edipo incompleto, il passato è una ferita sanguinante e tutti gli sforzi per dimenticare sono vani. Niente ha un senso nel presente e impensabile la prospettiva di un futuro.
Le persone che incontra nel suo vagabondaggio giornaliero sono creature che vivono fuori dalla realtà, alla deriva, derelitte come lui: un amico che vorrebbe comprare una macchina tipografica e stampare poesie, una giovane donna disperata, un padre egoista e incapace di dimostrare affetto al figlio. Anche quando sembra aprirsi uno spiraglio di speranza e la possibilità di una comunicazione autentica, si rivela ben presto solo un’illusione.
La solitudine di Arthur è quella di chi percepisce di essere solo in mezzo alla marea umana, alla moltitudine mostruosamente anonima e impersonale. È la solitudine esistenziale che fa perdere coscienza di se stessi come individui. Non a caso “solo” è la parola chiave con cui si chiude emblematicamente il romanzo. L’estraneità è dunque il tema centrale di questo primo romanzo breve di Williams. Seguiamo Arthur mentre si trascina disperato tra i fumi dell’alcol in un mondo inospitale, onirico e vorticoso. Impossibile non pensare a Arturo Bandini e alla voce di John Fante, ma anche a Scott Fitzgerald e Hemingway, che furono sicuramente modelli di riferimento per il giovane Williams. Crollato il sogno del benessere e dell’onnipotenza occidentale, la scrittura di Williams ricerca la verità nel tentativo di catturare e fissare piccoli brandelli di realtà. Scritto a soli vent’anni tra il 1942 e il 1945, nei due anni e mezzo di guerra che John Williams trascorse tra India e Birmania in qualità di sergente delle United States Army Air Forces, Nulla, solo la notte non deluderà chi ha amato Stoner, anticipandone alcune atmosfere e temi.

A cura di Wuz.it