La nuova grammatica della lingua italiana

Maurizio Dardano,Pietro Trifone

Editore: Zanichelli
Anno edizione: 1997
In commercio dal: 01/01/1997
Pagine: 768 p.
  • EAN: 9788808104267
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    Francesco

    03/10/2003 15:21:59

    Il libro è abbastanza valido. Buona soprattutto la parte linguistica. Non molto approfondita la parte grammaticale che non ha risolto quasi nessuno dei miei dubbi.Credo che ora proverò il libro "Italiano" di Serianni.

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recensione di Cordin, P., L'Indice 1997, n.11

A distanza di sette anni dall'ultima ristampa del volume "La lingua italiana", esce una nuova versione, più ampia, del lavoro curato dai due storici della lingua. Il titolo del nuovo volume sembrerebbe suggerire uno spostamento dell'attenzione verso gli aspetti più strettamente grammaticali dell'italiano, ma non sono solo parti di grammatica che vengono sviluppate. Sono inseriti infatti anche diversi capitoli completamente nuovi, come quello sulla lingua parlata e la lingua scritta, sulla lingua italiana nel tempo, sull'uso del dizionario, sulle pronunce regionali, sulla parola esatta. Notevolmente ampliato risulta anche il capitolo sullo studio del significato, e nuova è la scelta di diverse letture nelle sezioni "Intertesti", aggiornate per accogliere argomenti dibattuti negli ultimi anni anche fuori dall'ambiente specialistico, come, ad esempio, il femminile nei nomi di mestieri e professioni, l'uso di indicativo e congiuntivo, i prefissi "mini"- e "cyber"-.
Rientrano, dunque, in questa "Nuova grammatica" molti argomenti, senz'altro più numerosi di quelli che appaiono in altre robuste grammatiche dell'italiano; si spazia, infatti, dalle nozioni fondamentali della linguistica alle tappe principali nella storia della lingua italiana, dai dialetti dell'italiano al repertorio linguistico, dalla sintassi alla grammatica del testo, dalla retorica alla poesia, per terminare con il capitolo dedicato agli errori. Uno spazio consistente è dedicato dagli autori al lessico, e non solo nel capitolo esplicitamente intitolato al tema, ma anche in altri capitoli, come quello sulla formazione delle parole, oltreché in diverse letture (tra le altre, quelle sui nomi propri, sui verbi frasali, sull'origine dell'avverbio, sui composti). Nel capitolo XVI meritano una segnalazione particolare le pagine dedicate all'uso del dizionario. L'argomento, di grande rilievo per la didattica, è tuttavia spesso dimenticato nelle grammatiche, come nella pratica degli insegnanti. Non tutte le pagine del capitolo permettono una facile lettura: in particolare, lo schema riportato per presentare la guida grafica alla consultazione è fitto di informazioni che non lo rendono facilmente fruibile. Gli insegnanti più attenti, tuttavia, potranno approfittare dell'utilissimo spunto per svilupparlo, magari attraverso esercizi creativi e attraverso una pratica di consultazione guidata dei dizionari, strumenti necessari e ricchi di informazioni, spesso purtroppo non colte dagli studenti, proprio per la mancanza di una pratica di insegnamento a una corretta lettura.
La sensibilità degli autori verso i problemi della didattica risulta ben evidente in tutto il volume: lo testimoniano in modo particolare alcuni capitoli come "Imparare a scrivere", che riporta una serie di osservazioni sulla pianificazione del testo e sulla scrittura di diversi tipi testuali, e l'ultimo capitolo dedicato gli errori, con una ricca esemplificazione di errori comuni, tratti dal "Vocabolario Zingarelli 1997" e dettagliatamente commentati (a conferma, ancora una volta, del ruolo centrale del lessico in questa grammatica).
In alcuni casi un collegamento esplicito tra una parte e l'altra del testo avrebbe favorito una migliore comprensione dei fenomeni presentati all'interno di un quadro di riferimento generale arricchito dalle sue numerose connessioni. La mancanza di un richiamo tra pagine diverse, ma tra loro collegate, si nota, ad esempio, a proposito dei capitoli sulla struttura della frase e sui complementi. Infatti, nella classificazione dei complementi non viene riproposta la riflessione su una distinzione fondamentale, quella tra complementi facoltativi, come, ad esempio, potrebbe essere "in ritardo" nella frase "Maria è arrivata in ritardo", e complementi necessari, obbligatori, come invece è "in cantina" in "Maria ha messo le riviste vecchie in cantina". Alla distinzione i due autori riconoscono un ruolo importante nel capitolo sulla struttura della frase, oltre che in una lettura sulla cosiddetta "valenza", che appare in una delle sezioni "Intertesti".
Data l'impostazione generale del manuale, sarebbe stato utile un maggior numero di indicazioni bibliografiche per coloro che desiderassero approfondire un tema particolare. Ben curati sono il glossario e l'indice analitico, strumenti necessari per la consultazione di un manuale articolato come "La nuova grammatica della lingua italiana".