La nuova rivoluzione delle macchine. Lavoro e prosperità nell'era della tecnologia trionfante

Erik Brynjolfsson,Andrew McAfee

Traduttore: G. Carlotti
Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 8 aprile 2015
Pagine: 316 p., Brossura
  • EAN: 9788807172885
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Descrizione
La rivoluzione industriale ha dato luogo alla più rapida e ripida crescita (di popolazione, di reddito, di produttività) della storia. In due secoli ha cambiato il volto del pianeta e la vita degli uomini, portando ricchezza e nuove possibilità, ma anche sfruttamento, inquinamento, impoverimento e distruzione di molti stili di vita tradizionali. In questo libro, gli economisti del MIT Brynjolfsson e McAfee sostengono che è arrivato il momento per una nuova rivoluzione, che questa volta non meccanizzerà il lavoro manuale, ma quello mentale. Mentre le macchine che si guidano da sole di Google macinano migliaia di chilometri per le strade della California e in ogni tasca c'è quello che dieci anni fa sarebbe stato un supercomputer, si comincia a intravedere dove può portare la convergenza digitale di hardware sempre più veloci e meno costosi e software sempre più sofisticati e adattabili: a un mondo in cui, semplicemente, molti lavori di concetto non esisteranno più, perché saranno svolti dai computer; in cui avremo accesso a un'abbondanza mai vista prima di tecnologie che ci aiuteranno in ogni ambito della nostra vita; in cui molto del nostro modello economico, e modo di vivere, sarà antico, superato, distrutto. Lavorando a partire da decenni di ricerca originale, Brynjolfsson e McAfee mostrano come siamo ormai arrivati al punto di svolta, e soprattutto offrono molte idee per affrontare questo cambiamento epocale, senza rimanere schiacciati dalla sua velocità e ampiezza.

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    Stefano

    18/12/2017 10:13:47

    Nonostante il gran numero di dati e notizie interessanti, è uno dei libri più stupidi che abbia mai letto, un manuale di ottusità. Di seguito alcuni dei principali difetti del libro: Una visione del mondo completamente USA-centrica (sembra che per gli autori il resto del mondo non esista). I modelli a cui guardare acriticamente sono Google, Apple, Facebook e Amazon, in sostanza i colossi del capitalismo che già ora vantano un gran numero di porcate fatte a scapito della libertà personale, senza tralasciare i bambini cinesi che producono gli iphone, ecc. ecc. La pretesa di organizzare l'umanità seguendo esclusivamente le regole del mercato e della tecnologia (alla faccia della formazione umanistica). 314 pagine di imbarazzante euforia per il digitale che salverà il mondo, e due pagine di possibili problematiche legate a questi modelli (Evgeny Morozov avrebbe qualcosa da dire). Totale incapacità di vedere problemi e soluzioni da punti di vista non tecnologici (e per due esponenti del MIT dovrebbe essere un paradosso). Infine molti concetti sono spesso inutilmente ripetuti. La buona notizia è che possiamo dormire sereni perché il digitale salverà il mondo... magari l'umanità no, ma qualche sacrificio bisogna pur farlo no?

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    Andrea Fava

    01/10/2015 13:20:29

    Le nuove tecnologie informatiche, l'aumento del livello di digitalizzazione e informatizzazione un po' ovunque, portano benefici per tutti e semplificano la vita, ma al contempo accrescono le disuguaglianze nei redditi, con una fetta sempre più piccola della popolazione che si appropria di una fetta sempre più grande della ricchezza, e aumentano il tasso di disoccupazione, in una logica di sostituzione della macchina all'uomo. Un processo che, come spiegano molto bene gli autori, è iniziato con la Rivoluzione industriale e l'avvento della macchina a vapore. La tesi (ottimistica) espressa in questo interessantissimo saggio è che se l'uomo è stato in grado di adattarsi e non soccombere nel corso della prima era delle macchine, può esserlo anche in quella che viene identificata come la seconda età delle macchine. Le raccomandazioni fornite dai due ricercatori per promuovere l'adattamento e agevolare l'integrazione tra l'essere umano e le nuove tecnologie spaziano da forme alternative di tassazione e di reddito minimo garantito, a ristrutturazione del concetto di PIL e cambiamenti significativi nel sistema scolastico, sistema ancora oggi basato su un principio di apprendimento nozionistico nato nell'Inghilterra dell'epoca vittoriana.

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