Un' odissea. Un padre, un figlio e un'epopea

Daniel Mendelsohn

Traduttore: Norman Gobetti
Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 717,61 KB
  • Pagine della versione a stampa: 320 p.
    • EAN: 9788858427866
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    Descrizione
    Nel gennaio del 2011, al primo incontro del seminario sull'Odissea tenuto da suo figlio Daniel, mescolato alle matricole diciottenni siede Jay Mendelsohn, matematico e ricercatore scientifico all'epoca ottantunenne. «Sarà un incubo», pensa Daniel a fine mattinata, quando appare chiaro che Jay non si atterrà al ruolo di silenzioso uditore che aveva immaginato per lui. Il vecchio Mendelsohn è cresciuto nel Bronx ed era ragazzo durante la guerra. Detesta la debolezza e il raggiro, valuta le cose in base alla fatica per ottenerle e la sua sola fede è nelle scienze esatte. Non può non aver da ridire sulla figura di Odisseo, il polytropos, l'uomo dalle molte svolte, ma anche dai molti trucchi, lacrime, aiuti divini, donne. «Non capisco perché dovremmo considerarlo un grande erooooe», ripete Jay per lo stupore divertito degli studenti. Eppure, settimana dopo settimana, affronta le tre ore di viaggio da Long Island al Bard College per apprendere dalla voce di suo figlio delle Vacche del Sole e di Penelope e del nostos. E va oltre: quando Daniel, quasi per gioco, gli propone una crociera nel Mediterraneo che ripercorra i luoghi dell'epopea, Jay acconsente. Per Daniel è un'esperienza pregna di rivelazioni: per mano a suo padre capisce appieno lo sgomento dell'Ade; nei ricordi coniugali del vecchio genitore ritrova la forza dell'homophrosyn?, il «pensare allo stesso modo», e in quell'uomo inaspettatamente tanto aperto e socievole, in classe come a bordo, non riconosce forse un Odisseo dalle molte svolte? Di certo è un Laerte, il cui corpo caduco presenterà il suo conto di lì a breve.

    Recensioni dei clienti

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      Davide

      11/12/2018 14:17:41

      Tra le tante riflessioni contemporanee sull’Odissea, questa è una delle più suggestionanti.

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      Fabrizio

      23/09/2018 12:55:41

      Il libro è un omaggio alla memoria del padre dell'autore e all'Odissea, capolavoro della letteratura antica approfonditamente studiata da Mendelsohn, che condivide con noi segreti e suggerimenti per interpretarla. Pensavo fosse ostico per me, che non sono un classicista e, con mio grande rammarico, non ho mai studiato la lirica greca, ma ho avuto grazie a questo libro una mia rivincita. Mendelsohn semplifica ma non spreca il discorso di Omero, lo rende popolare ed accessibile e ci fa prendere parte ad una grande tradizione antica millenni, che parte dalla Biblioteca di Alessandria fino al libro in questione. Infine vorrei sottolineare quanto questa analisi e critica letteraria non si svolge al freddo di un laboratorio per essere ispezionata. É arguta, riprende lo stesso stile in navigazione della struttura di Omero, quello della struttura ad anello, che viene compiuta col segno finale che troviamo nelle ultimissime pagine. Ma soprattutto è calda, è emotiva, è intima e ci lascia interrogare sul nostro rapporto padre-figlio, una storia comune a noi quanto a Telemaco e Odiesseo, o a Daniel e Jay. Quello di Mendelsohn, è sicuramente uno, se non "il", tra i miei romanzi preferiti.

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      Monica67

      20/09/2018 06:16:29

      Seminario che l'autore tiene sull'Odissea con il padre tra gli studenti e del viaggio fatto dai due nei luoghi descritti. Lettura non facile, per appassionati di cultura classica.

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      edi

      19/09/2018 12:58:42

      Libro sorprendente, con una serie di riflessioni sulle figure di padre/figlio che lasciano il segno. finale forse scontato ma nulla toglie alla validità del testo e delle riflessioni che induce a fare.

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      Rigus68

      26/07/2018 17:19:57

      Non è l’Odissea, ma un’Odissea, come specifica giustamente il titolo. Quindi chi si aspettasse un resoconto dettagliato sulle avventure di Ulisse resterebbe deluso. E’ un resoconto di un semestre di lezioni dell’autore nel suo college ed è straordinario per come tratti la materia e mostri come il modo d’insegnare americano sia ben differente da quello dei docenti italiani: da loro si spronano gli studenti a eviscerare il testo e trarne significati reconditi. Un processo di maieutica che si rifà a Socrate. In questo Mendelshon è molto abile e ne trae un racconto di gran fascino. Ci spiega inoltre non solo il significato di numerosi termini greci che abbiamo dimenticato (notevole l’esegesi del termine paideusis, che occupa l’intera pagina 117) ma anche scava nelle pieghe del testo omerico per farci capire com’è strutturato il racconto, in modo quasi “politropo” (dalle molte svolte). Sia riferito a Odisseo (uomo versatile) sia al modo in cui il racconto si dipana, cioè girando in tondo. Nella narrazione c’è anche un resoconto di un viaggio nel Mediterraneo sulle orme di Ulisse a bordo della Corinthian II, a visitare i suoi presunti luoghi di sbarco. C’è un aspetto a detrimento del racconto: lo spazio eccessivo dedicato al padre (e poi agli zii, ai nonni e tutta la parentela). E’ un po’ il difetto di molti scrittori ebrei, quello di inserire di prepotenza la loro parentela, forse a voler prevalere sul ricordo della diaspora. E’ anche poco probabile che al padre ottantenne abbia potuto lasciar ampio spazio di dibattito in aula, con interventi spesso aggressivi sulla struttura dell’Odissea e perfino contro gli insegnamenti del figlio in aula. Sembra quasi che l’autore, che non aveva mai avuto un gran rapporto col padre, voglia portare entrambi sul divano dello psicanalista (Dr. Freud, Harry Belafonte docet!) per esorcizzare il passato e creare un nuovo rapporto padre-figlio. Esagerato!

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      And the Oscar goes to ….

      13/04/2018 18:58:56

      Abbandonato dopo una settantina di pagine per una questione di gusto personale. Grande spazio e approfondimenti sull'opera di Omero e molto meno alla storia dei due protagonisti. Interessante, ma i gusti sono gusti. A chi piacciono i saggi, a chi la narrativa.

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      Mauro

      27/03/2018 17:23:21

      Non è soltanto un libro, ma anche un seminario scritto sul classico per eccellenza, “L’Odissea”. È una lettura approfondita sulle relazioni umane, sul viaggio e sul ritorno. Ho centellinato questo libro con il desiderio di non poterlo finire mai. Scrittura brillante, emozionante; approfondimenti continui, sguardi sulla storia e sui suoi protagonisti. E poi la relazione tra Daniel e suo padre, un rapporto che non stanca mai, ironico e profondo. Libro da leggere e far leggere.

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