VINCE IL PREMIO STREGA 2018
LA RAGAZZA CON LA LEICA DI HELENA JANECZEK

IBS sponsor tecnico del Premio Strega 2018 presenta il libro vincitore della 72esima edizione e gli altri finalisti.
Con sconto -15%.

Torna a vincere una scrittrice

Dopo quindici anni una scrittrice torna a vincere il prestigioso premio letterario italiano con un romanzo che ha per protagonista una donna di grande forza e carisma.
Il racconto della vita di una ragazza ribelle, l'amore con Robert Capa, l'avventura di fotografare e la gioia di vivere nella Parigi degli anni Trenta.

«Sono felicemente sconvolta, penso che abbia vinto Gerda, senza di lei non sarei arrivata qui»

«Quello che volevo fare con questo libro è cercare di fare quello che fanno per noi le foto ricordo: far rivivere qualcuno.»

Le migliori recensioni dei lettori

Scopri le recensioni del libro "La ragazza con la Leica" vincitrici del concorso Caccia allo Strega 2018. Tra queste anche quella scelta da Helena Janeczek!


Sullo sfondo di un’Europa nera si muovono i personaggi del romanzo, colorati con le tonalità decise dei singoli caratteri. La protagonista del romanzo non è Gerda Taro, ma il gruppo che Gerda Taro unisce e di cui muove i fili da brava strega. I suoi amici si muovono nel loro presente e, piccoli gesti quotidiani, li riportano sempre a lei, a Gerda e agli anni d’oro del suo sorriso e della sua Leica. Non è un caso che gli episodi passati siano più avvincenti delle vite che vivono adesso: vecchi amori, un sorriso, lei che appare da lontano. Tutto porta calore ed emozione. Mettendo insieme i riflessi degli specchi umani a cui Gerda Taro ha donato la sua immagine, si ricostruisce la lei che, armata di sorriso e di una Leica, voleva cambiare il mondo e pensava che “un mondo guarito dalla disuguaglianza avrebbe dovuto realizzare anche il diritto universale al superfluo”.

Elisabetta (Recensione stregata scelta da Helena Janeczek)


Una giovane miliziana repubblicana si addestrava a sparare sulla spiaggia di Barcellona. Il ginocchio poggiato sulla sabbia e la pistola puntata dritta davanti a sé. L'eleganza nella composizione di quella fotografia mi incuriosì sin da subito per capire chi fosse stato a scattarla. Fu così che diversi anni fa conobbi il nome di Gerda Taro. La fotografia campeggiava sul catalogo di una mostra in corso a lei dedicata. Da allora mi appassionai alla sua storia ed alle sue fotografie leggendo la biografia pubblicata all’epoca. E quando Guanda ha edito il libro di Helena Janeczek "La ragazza con la Leica” non ho potuto fare a meno di leggerlo e sono rimasto positivamente colpito dallo stile di scrittura dell'autrice. Come il liquore Strega - al cui prestigioso premio il libro in questione è candidato - scorre lungo la gola per attraversare il corpo del bevitore, così il libro di Helena Janeczek scorre nella mente e nella fantasia del lettore facendogli conoscere - attraverso un flusso di ricordi, in un continuo viaggio nella memoria storica e privata – Gerda Taro durante gli anni di Parigi e quelli della guerra civile spagnola, la sua passione per la fotografia e la sua gioia di vivere, il suo amore con Robert Capa ed il suo amore per la libertà.

Stefano Mannucci


Gerda era elegante, di un fascino da attrice del cinema. Amava farsi ammirare, ma non aveva bisogno di fare nulla di particolare per attirare a sé tutti gli sguardi. In lei l’aspetto magnifico si univa alla capacità, sembrava portata per tutto. Agiva sempre di testa propria – si era, per esempio, scelta il lavoro e uno pseudonimo – da una donna così minuta tanto carattere non te lo saresti aspettato. E invece, malgrado l’alone di leggerezza dovuto al suo perennemente splendido umore, faceva sempre sul serio, portando avanti le proprie convinzioni con un’irrefrenabile volontà. Anche nella sua tendenza a esporsi ai pericoli con temerarietà era cocciuta, nessuno schema, nessun piano avrebbe potuto anche solo in parte ridimensionare la dedizione alle battaglie per cui sentiva la necessità di spendersi. In alcuni frangenti sembrava un essere soprannaturale, una sorta di strega buona con poteri eccezionali che utilizzava per scuotere chi la incrociava nel proprio cammino. Anni e anni dopo la sua prematura dipartita – Gerda, la gioia di vivere fatta persona, venuta a mancare in un incidente così “stupido” – tre delle persone a lei più vicine prima dell’incontro con Capa, tornano in contatto e, inevitabilmente, in loro riaffiorano i ricordi della giovinezza e del segno indelebile che la Taro ha impresso in ognuno di loro. Una ricostruzione approfondita, a metà strada tra una biografia e un romanzo storico, le cui pagine rappresentano una sorta di omaggio postumo a una donna che, seppur inevitabilmente idealizzata nel ricordo, per temperamento e presenza non merita di essere celebrata esclusivamente quale mera spalla – negli affetti e nella professione – di Robert Capa.

Umbazar

I vincitori delle precedenti edizioni

Da Lessico famigliare di Natalia Ginzburg a Le otto montagne di Paolo Cognetti

#CASAIBS LIVE

Seguici e non perderti nessuno dei nostri eventi e gli incontri con gli autori