L' officina del macello. 1917 la declinazione della Brigata Catanzaro - Elettra Stamboulis,Gianluca Costantini - copertina

L' officina del macello. 1917 la declinazione della Brigata Catanzaro

Elettra Stamboulis,Gianluca Costantini

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Editore: Eris
Collana: Kina
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 19 novembre 2014
Pagine: 128 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788898644070
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Prima guerra mondiale. Nel 1917 la realtà della trincea è chiara e atroce, molti soldati sono da tempo lontani da casa. Nel mese di giugno alla Brigata Catanzaro viene promesso un mese di riposo. Questi fanti sono contadini molisani, calabresi e siciliani, figli della Questione meridionale. Vogliono solo una pausa. Ma dopo essere arrivati da poco a Santa Maria la Longa, un piccolo paese del Friuli Venezia-Giulia, la promessa è disattesa. Devono tornare in prima linea sul Carso, dove già erano stati impegnati a lungo. I fanti non ci stanno. "L'officina del macello" racconta di questo rifiuto e di come sia stato punito. Il 16 luglio 1917, a Santa Maria La Longa un plotone di carabinieri esegue l'ordine ricevuto e procede alla decimazione della Brigata Catanzaro. Finisce così una delle più importanti rivolte scoppiate durante la prima guerra mondiale nell'esercito italiano. Gli autori ci raccontano una pagina nera della storia italiana e di come il senso di umanità e di giustizia e il diritto non sempre progrediscano insieme e congiuntamente. Il libro è completato da quattro saggi di Sergio Dini, Lorenzo Pasculli, Silvio Riondato, Giulia Sattolo, Massimo Vitale e Matteo Polo.
  Officina del macello, è un volume composito, che propone quattro saggi, firmati da Sergio Dini, Lorenzo Pasculli, Silvio Riondato, Giulia Sattolo, Massimo Vitale e Matteo Polo, con al centro un racconto grafico di Gianluca Costantini ed Elettra Stamboulis. La vicenda portata all'attenzione è quella della rivolta e della conseguente decimazione della Brigata Catanzaro, avvenuta a Santa Maria la Longa fra il 15 e il 16 luglio del 1917, vicenda ambigua, frutto tragico del clima della guerra, dei metodi seguiti dagli alti gradi per gestire l'esercito e dello scollamento, anche sociale, fra ufficiali e truppa. Il racconto di Costantini e Stamboulis è una drammatizzazione degli eventi che richiede la conoscenza dei fatti da parte del lettore e dunque è opportunamente preceduta da due testi, che raccontano la storia della Brigata Catanzaro. Tono dominante è il senso di disorientamento, che smarrisce tutti gli attori in gioco e impedisce qualsiasi negoziazione: la negazione da parte dello stato maggiore del promesso riposo spinge i soldati alla rivolta, la rivolta alla decimazione. In questa temperie, si intrecciano varie trame: ci fu sobillazione? Si colse l'occasione per una punizione esemplare? O, più semplicemente, più tragicamente, si innescarono meccanismi riflessi di sopravvivenza: vita contro potere? Dal punto di vista narrativo, a togliere riferimenti e punti fermi sono il montaggio e la ricchezza stilistica nel disegno: da una parte abbiamo scene brevi, serrate, e attenzione ai volti, lontani dal naturalismo in favore dell'espressività; dall'altra, il tratto da schizzo diventa graffio, macchia, citazione stilistica (l'ira di Cadorna pseudocubista), elaborazione da fotografia, e allegoria (i fanti come pupazzi). Officina del Macello è anche un'efficace divulgazione storica, dove i testi consentono di cogliere sensi, spunti e sfumature che affiorano dalle pagine illustrate, che a loro volta fanno vivere l'umanità di cui quei testi parlano.   Simone Rastelli
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