Ogni mattina a Jenin

Susan Abulhawa

Traduttore: S. Rota Sperti
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24 gennaio 2013
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788807881336
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Recensioni dei clienti

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    Paola

    23/09/2018 16:23:36

    Eccellente romanzo, tragiche esperienze. Assolutamente da leggere per farsi trasportare in una realtà che è, purtroppo, sempre viva e attuale: la nakba, la catastrofe del popolo palestinese. Una catastrofe non naturale bensì causata dagli uomini, da quelli che materialmente hanno imbracciato fucili e guidato carri armati e da quelli che, indifferenti al dolore e all’ingiustizia, si sono voltati dall’altra parte per non vedere, fingendo di non sapere.

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    roberto

    21/09/2018 16:22:28

    Un libro che aiuta a capire le difficoltà che il popolo palestinese ha dovuto e deve tuttora affrontare.

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    Giulia

    20/09/2018 16:58:47

    Uno dei più bei libri che ho letto sulla questione palestinese, capace di intrecciare alla Storia difficile del Paese delle storie fittizie ma perfettamente credibili. Assolutamente struggenti le pagine che narrano i momenti più tristi della Storia della Palestina. Lettura consigliatissima a chi voglia avvicinarsi alla questione mediorientale.

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    Rosa

    18/09/2018 14:16:42

    Romanzo eccezionale che riesce a coniugare gli orrori di una strage ripetuta quotidianamente con storie d'amore familiari. Grande penna, coinvolgente ed emozionante nonostante la cruda e triste realtà narrata.

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    Lapo

    20/06/2018 15:02:13

    L’ho letto nel 2010, pubblicato da un’altra casa editrice con un titolo diverso. È una storia dolorosa che genera rabbia, provoca ferite e lascia cicatrici nel lettore; non posso immaginare gli sfregi sulla carne e nell’anima di uomini e donne inferti dalle vittime di ieri, aguzzini di oggi.

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    Enzo Timone

    01/05/2018 17:53:53

    Assolutamente da leggere e poi pensare a cosa ci hanno sempre raccontato del popolo Palestinese !

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    Marinella

    28/02/2018 14:56:10

    E' la prima volta che leggo un libro che narra il conflitto Israele / Palestina dal punto di vista dei palestinesi e devo dire che ne sono rimasta veramente colpita. Tutti siamo stati abituati a leggere gli articoli scritti dal punto di vista americano-israeliano e, siamo sinceri, la parola "palestinese" suscita l'immagine di "terrorista". In questo romanzo, parzialmente autobiografico, ci sono decenni di storia medio orientale narrati con precisione storica e con un'infinita tristezza. Concordo con chi ha detto che questo testo dovrebbe essere fatto leggere nelle scuole, non per esaltare o demonizzare uno o l'altro popolo, ma solo per aiutare i giovani a porsi delle domande, nella speranza che possa svilupparsi in loro uno spirito critico che sia in grado di non accettare sempre passivamente quello che viene detto o pubblicato, ma di approfondire gli avvenimenti, guardandoli sempre da prospettive diverse.

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    CHIARA

    06/04/2017 14:35:55

    Meravigliosa testimonianza del conflitto tra israeliani e palestinesi visto dalla parte dei civili. Da leggere assolutamente per capire la storia del 900 ma anche tanti aspetti dell'attuale situazione del medioriente. Ora leggerò subito l'altro romanzo della stessa autrice.

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    Tinama

    29/03/2017 16:25:24

    Molto è stato detto di positivo su questo libro, ho parole solo di conferma. La storia, gli argomenti trattati, le descrizioni degli ambienti, il modo in cui l’autrice ce li offre vibrano di umanità nonostante le atrocità che l’uomo sa infliggere ai suoi simili, appassionando il lettore dalla prima all’ultima pagina.

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    MARA REGONASCHI

    09/03/2017 08:29:06

    Lo si può definire un saggio storico questo romanzo che, partendo dagli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale a alla costituzione dello Stato di Israele, arriva fino quasi ai giorni nostri, affrontando, con un racconto sofferto e pacato, profondo e lucidamente femminile, la "questione palestinese". La pacifica convivenza con gli ebrei è un'utopia perché violenza, prepotenza, ingiustizia, incapacità di rinunciare alla propria terra creano frustrazione, dolore, soprusi, esilio, odio e campi profughi. Come quello di Jenin dove fango, paura e umiliazione la fanno da padroni. E' un romanzo toccante, intenso, ricco di umanità, intriso di orrore e odio ma che non rinuncia a sperare nella fratellanza e nell'amore.

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    nihil

    28/08/2016 16:58:37

    Avrebbe potuto essere un bellissimo libro, invece si ferma alla sola narrazione di eventi, manca assolutamente lo spessore psicologico del dramma.

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    lorenza

    30/05/2016 14:22:28

    Per la prima volta mi sono imbattuta in un libro narrato dal punto di vista palestinese; la storia romanzata di Amal si intreccia alla storia reale del popolo palestinese. E' un libro intriso di sentimenti ma soprattutto di amore per la propria terra. Colpisce la dignità che continua a perseverare in tutto il romanzo nonostante venga schiacciata, esiliata e umiliata.

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    ALBERTO

    15/03/2016 16:07:05

    il libro che tutti dovrebbero leggere, andrebbe proposto come testo scolastico, dopo una lettura così intensa e profonda si diventa consapevoli di quante lacrime e sangue abbia versato il popolo palestinese dopo la Nakba

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    Carol

    03/05/2015 19:12:05

    Libro intenso, drammatico che fa luce su una verità dolorosa e scomoda: quella del popolo palestinese cacciato dalla propria terra e vittima di soprusi e violenze inaudite da parte degli occupanti, gli ebrei. Le vicende personali di tre generazioni di palestinesi si intrecciano con i passaggi storici che hanno segnato la storia recente di questa terra martoriata. Si stenta a credere che le vittime sopravvissute alla Shoah e i loro discendenti siano stati capaci e lo siano ancora di infliggere a della gente inerme le stesse violenze che i nazisti inflissero loro. Un libro che dovrebbe diventare un bestseller solo per dar voce a un popolo che non ce l'ha e che viene continuamente calpestato sotto lo sguardo indifferente di troppe nazioni.

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    CIRO D'ONOFRIO

    24/03/2015 17:24:35

    Un libro intenso e feroce, che si serve della storia romanzata per raccontare il ferale scontro mediorientale che oltre ad essere fisico è soprattutto scontro ideologico e di costumi tra due popoli. Una storia che, pur avendo brevi tratti lenti e retorici,si rivela sempre incalzante e caratterizzata da una profonda malinconia che forse solo sul finale viene esorcizzata. Considerata la storia personale dell'autrice ovvviamente si prendono in maniera vistosa, forse fin troppo, le difese di una delle parti in causa; quella palestinese. Un'accorato, dignitoso SOS per un popolo fin troppo mortificato...Bello e da leggere

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    Ilaria

    12/03/2015 21:47:52

    ben scritto, scorrevole, in cui la parte romanzata si intreccia con la storia vera della Palestina e di Israele. Il romanzo è intrigante e l'intreccio con la storia palestinese fa passare in secondo piano anche le parti in cui diventa scontato. Lo consiglio soprattutto perché spiega come le vittime si possono trasformare in mostri e come il dolore può far nascere mostri.

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    alessandradifra

    14/01/2015 09:18:00

    Un libro intenso e emozionante. Sicuramente consigliato

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    marco

    30/12/2014 07:58:07

    Un libro molto bello, mi ha dato la possibilità di conoscere meglio la realta israele/palestinese. Un romanzo che mi ha fatto rilfettere e a tratti commuovere. Un libro che mi ha lasciato dentro qualcosa.

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    LUCIANO

    03/11/2014 16:51:31

    Libro crudo, reale, molto intenso e appassionante. L'ho letto in due giorni, partecipando in modo emotivo alla scioccante vicenda narrata, esplicito esempio dei drammi non risolti dei nostri giorni. Due popoli che si fronteggiano, odiandosi e vivendo gomito a gomito senza speranza. Chi tra i due avrà ragione? Difficile risposta a cui il libro cerca di dare una lettura troppo scontata, troppo romanzata e che lascia troppe questioni irrisolte.

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    Mariflo

    07/09/2014 11:16:53

    Ho dovuto far raffreddare le emozioni prima di scrivere questa recensione. Il libro, scritto da una americano-palestinese, figlia di profughi della guerra dei 6 giorni del 1967, racconta le vicissitudini di una famiglia palestinese dal 1948 al 2002. Ho fatto questa premessa perchè, non volendo in alcun modo esprimere un giudizio politico sul conflitto arabo-israeliano, è opportuno chiarire che tutte le vicende vengono narrate dal punto di vista palestinese. E l'autrice lo fa con una sensibilità e con una profondità tale che non si può non rimanere coinvolti dalla lettura di questo libro. Inoltre, la bravura della Abilhawa è stata anche nella capacità di far emergere, in un racconto intriso di guerra, orrore, morte, rassegnazione, il profondo amore che lega i personaggi della storia. Ne consiglio sicuramente la lettura.

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