Ogni storia è una storia d'amore

Alessandro D'Avenia

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 31 ottobre 2017
Pagine: 324 p., Rilegato
  • EAN: 9788804681571

76° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Descrizione

Ancora una volta D’Avenia ci incanta e ci sorprende, riuscendo nell’impresa di coniugare il godimento puro del racconto e il piacere della scoperta. E con slancio ricerca nella letteratura risposte suggestive e potenti, ma anche concrete e vitali.

L’amore salva?
Quante volte ce lo siamo chiesti, avvertendo al tempo stesso l’urgenza della domanda e la difficoltà di dare una risposta definitiva?


Ed è proprio l’interrogativo fondante che Alessandro D’Avenia si pone in apertura di queste pagine, invitandoci a incamminarci con lui alla ricerca di risposte. In questo libro straordinario incontriamo anzitutto una serie di donne, accomunate dal fatto di essere state compagne di vita di grandi artisti: muse, specchi della loro inquietudine e spesso scrittrici, pittrici e scultrici loro stesse, argini all’istinto di autodistruzione, devote assistenti, o invece avversarie, anime inquiete incapaci di trovare pace. Ascoltiamo la frustrazione di Fanny, che Keats magnificava in versi ma con la quale non seppe condividere nemmeno un giorno di quotidianità, ci commuove la caparbietà di Tess Gallagher, poetessa che di Raymond Carver amava tutto e riuscì a portare un po’ di luce nei giorni della sua malattia, ci sconvolge la disperazione di Jeanne Modigliani, ammiriamo i segreti e amorevoli interventi di Alma Hitchcock, condividiamo l’energia quieta e solida di Edith Tolkien. Alessandro D’Avenia cerca di dipanare il gomitolo di tante diversissime storie d’amore, e di intrecciare il filo narrativo che le unisce, in un ordito ricco e cangiante. Per farlo, come un filomito, un “filosofo del mito”, si rivolge all’archetipo di ogni storia d’amore: Euridice e Orfeo. Un mito che svolge la sua funzione di filo (e in greco antico per indicare “filo” e “racconto” si usavano due parole molto simili, mitos e mythos) perché contempla tutte le tappe di una storia d’amore, tra i due poli opposti del disamore (l’egoismo del poeta che alla donna preferisce il proprio canto) e dell’amore stesso (il sacrificio di sé in nome dell’altro). Ogni storia è una storia d’amore è così un libro che muove dalla meraviglia e sa restituire meraviglia al lettore. Perché ancora una volta D’Avenia ci incanta e ci sorprende, riuscendo nell’impresa di coniugare il godimento puro del racconto e il piacere della scoperta. E con slancio ricerca nella letteratura – le storie che alcuni uomini, nel tempo, hanno raccontato su se stessi e l’umanità a cui appartengono – risposte suggestive e potenti, ma anche concrete e vitali. Per poi offrirle in dono ai lettori, schiudendo uno spiraglio da cui lasciar filtrare bagliori di meraviglia nel nostro vivere quotidiano, per rinnovarlo completamente nella certezza che “noi siamo e diventiamo le storie che sappiamo ricordare e raccontare a noi stessi”.

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Recensioni dei clienti

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    Giuggio

    25/10/2018 09:12:21

    stupendo, complesso, richiede tempo e conoscenza, ne vale la pena!

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    Marika

    18/10/2018 08:55:59

    Nel suo classico modo di raccontare, D'avenia narra storie d'amore di personaggi illustri legate tra loro da un filo rosso, quello dell'amore. Libro unico!

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    Agostino Melodia

    23/09/2018 19:28:24

    Questo libro espone fin dal titolo il tema più importante per la salvezza dell'uomo e forse l'unico motivo vero per cui siamo al mondo, l'amore. L'autore propone 36 storie di donne che ripercorrono, ciascuna a modo suo, le tappe più importanti del mito di Orfeo ed Euridice narrato nelle Metamorfosi di Ovidio, quest'ultimo quindi farà da collante unico per tutta la durata del libro fornendo, quando possibile, alcune indicazioni utili per discernere meglio l'amore dal disamore. Tra gli obbiettivi del testo c'è sicuramente un elogio alla figura femminile come richiamo all'unità, nel testo infatti d'Avenia afferma che per conoscere meglio la vita è necessario conoscere meglio chi è a tutti gli effetti il datore della vita stessa. E' un libro decisamente attuale che si rivolge al nostro quotidiano nonostante le storie narrate siano molto distanti nel tempo. Lo consiglierei a tutte le persone che sono veramente interessate al proseguo delle loro storie di vita (e quindi storie d'amore), il libro è ricco d'insegnamenti suggeriti con il consiglio di un fratello maggiore che si rivolge ai propri fratelli e sorelle minori.

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    Caterina Di Palma

    23/09/2018 15:13:52

    D’Avenia è da sempre il massimo. Scrittura fluida ma riflessiva, stimola pensieri e riflessioni personali. Ormai è una garanzia. Incanta come oratore e come scrittore. Lo consiglio! L’ho praticamente divorato! Semplicemente meraviglioso, toccante, vero. Consiglio di leggere tutti i libri di D'Avenia. A volte di difficile comprensione ma emozionante sempre.

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    Floriana

    23/09/2018 14:07:54

    Il secondo libro di D'Avenia che ho l'opportunità di leggere. Ben scritto, introspettivo al punto giusto ad ogni storia d'amore. Sicuramente un libro capace di far riflettere su diverse tematiche.

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    Giulia

    22/09/2018 21:22:32

    È un libro molto valido ed interessante, sicuramente diverso dai romanzi che solitamente l’autore ha scritto. mi sento di consigliarlo a quelle persone che sono interessate alla visione dell’amore in senso filosofico

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    Antonio

    19/09/2018 20:07:20

    Se l'amore è il motore di ogni cosa, "l'amor che move il sole e l'altre stelle" diceva Dante, principio e anima dell’universo, ne deduce Alessandro D'Avenia che ogni storia è una storia d'amore, perché stimolata da quel sentimento senza il quale niente è possibile. Dall'ultimo romanzo dell'autore emergono differenti sfaccettature dell'amore, che non è soltanto gioia e piacere, ma anche sofferenza, vincolo, a volte condanna. I racconti esposti da D'Avenia hanno tutti al centro una nota love story, della mitologia, del lontano passato o del recente Novecento, e tutti sono collegati da un unico filo, l'amore di Orfeo per Euridice che attraversa di sbieco le altre storie. Con minuzia ed un linguaggio estremamente colto, Alessandro D'Avenia ritorna su un tema gettonatissimo come l'amore, ma senza mai rivelarsi banale.

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    Letizia

    19/09/2018 09:33:14

    Purtroppo, a differenza degli altri romanzi dello stesso autore, questo può deludere. Non è un romanzo o un racconto, è più un trattato, intriso di filosofia, che lo rende a tratti pesante e sicuramente meno adatto a un pubblico giovane. Merita comunque 4 stelle per la maestria con cui D'Avenia scrive e prova ad aprire un mondo.

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    Serena

    18/09/2018 21:11:40

    Ho letto molte recensioni negative e francamente non condivido. Sicuramente non è un libro facile, sicuramente non è scorrevole come gli altri libri dell'autore..ma io credo che ciò sia legato alla densità del contenuto, alla profondità delle parole che richiede una sosta continua per riflettere sulla loro bellezza e autenticità. Io lo preferisco nettamente rispetto alle opere precedenti di D' Avenia, anzi posso dire che - insieme a L' arte di essere fragili- ci ho visto un salto di qualità, perché D' Avenia ha leggermente abbandonato il linguaggio adolescenziale che caratterizza il suo modo di essere e di esprimersi abitualmente (essendo un insegnante) per approdare ad un linguaggio universale, adatto ad adolescenti ma anche a persone mature. Che dire, ho adorato i 36 "ritratti" e anzi, a differenza di molti, ho apprezzato la loro natura sintetica poiché li rende fortemente poetici e pittoreschi. Io lo consiglio senza esitazione, magari imparando prima a conoscere l' autore, i suoi valori, la sua storia personale, i libri precedenti e i suoi articoli settimanali. Lo si apprezzerebbe di più

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    Questo libro è speciale, inutile dirlo, ma di Alessandro D’Avenia difficilmente si sapresti delusi. Ogni sua parola è leggiadra e ogni suo libro porta con sè una carica di esplosiva, per la vita. L’amore fa da padrona in questa raccolta di storie di vita di personaggi famosi (letterature, poesia, arte, ...). Ogni storia singolare e modo suo si ricollega alla passione e alla capacità di lasciarsi ispirare. Da qui le biografie più disparate, tante curiosità su autori conosciuti e non, che custodiscono il segreto che li ha portati a tanto, l’amore indiscusso per una donna (la musa). Ciascuno ne ha una tutta per se da cui lascia scaturire la propria specificità. Alessandro D’Avenia è magico: con le sue parole puoi tornare indietro di anni, gli occhi sempre fissi sulle pagine che girano velocemente. Decisamente consigliato.

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    Fabiana

    18/09/2018 13:15:57

    Questo libro è stato una delusione. Le storie d'amore vengono raccontate in modo molto superficiale e confuso (a volte non è nemmeno ben chiaro chi sia il narratore). La lettura risulta pesante e difficoltosa, si è tentati di abbandonare dopo le prime pagine. Decisamente non all'altezza dei libri precedenti.

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    majj

    18/09/2018 06:32:50

    Definisco questo romanzo un saggio sull'amore, un sentimento che viene analizzato in varie circostanze e attraverso tante sfumature. Storie d'amore tutte diverse tra loro, ma intrecciate da un filo unico che trae origine dal mito di Orfeo ed Euridice. Ricco di riferimenti ad opere, ricco di poesia e di prosa è il romanzo giusto per chi vuole arricchire le proprie conoscenze e soprattutto la propria wishlist.

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    Giusy

    17/09/2018 21:09:56

    L’amore salva? Questo è l’interrogativo al quale cerca di rispondere il romanzo “Ogni storia è una storia d’amore” di Alessandro D’Avenia e lo fa attraverso la narrazione di relazioni amorose toccanti e passionali, tra l’artista e la sua musa. Elisabeth ed i suoi capelli rossi che stregarono Dante Gabriel Rossetti, Nadezda che riuscì a salvare gli scritti di suo marito imparandoli a memoria, Fanny amata perdutamente da Leopardi, Olga Rudge che per non rinunciare ad Ezra Pound finì per condividerlo con sua moglie e via discorrendo. Tutte queste storie sono legate da un filo conduttore quello del mito di Euridice ed Orfeo. Tutti siamo Orfeo perché non vogliamo e non possiamo permetterci di perdere la persona che amiamo, ma ahimè a volte questo accade e risulta difficile che la morte o gli ostacoli che ce l’hanno portata via ce la rimandino indietro. La morte, però, non uccide anche l’amore. Il canto di Orfeo appare essere più dolce e armonioso quando Euridice sprofonda negli inferi, perché? Il motivo è che lei è ancora lì con lui, è la sua musa e non lo ha mai abbandonato. L’amore salva allora, e lo fa per davvero, perché anche quando sembra averci abbandonato lo ritroviamo in fondo a noi stessi ad infonderci speranza e a fornirci la forza necessaria per continuare a vivere.

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    maria grazia

    13/08/2018 14:04:43

    Io lo consiglio vivamente, appassionato e profondo il racconto emotivo delle donne, un pò corta la storia dei personaggi? lo scopo non era raccontare la vita ma descrivere i sentimenti... adatto ai romantici e non.

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    AM

    18/07/2018 10:59:01

    Ne consiglio la lettura; come tutti gli ultimi libri di A.D'Avenia il livello filosofico non lo rende di facile lettura per gli adolescenti...serve qualche anno in più per apprezzarlo

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    Samuele

    30/04/2018 22:55:15

    In quanto appassionato dei romanzi di Tolkien ho letto il capitolo su Beren e Luthien, ho poi iniziato a leggere il libro dall' inizio, che dire, non sono riuscito a superare le 10 pagine, faticoso, pesante, lungo, noioso! Mi dispiace perché alcuni dei precedenti romanzi mi sono piaciuti ma questo per me è no

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    Tanja

    26/04/2018 16:43:59

    Definirlo brutto è un eufemismo. Non è un romanzo, non è un saggio, non è un trattato. Insomma, non si capisce cosa sia, a cosa serva (distruzione di alberi a parte), quale sia l'argomento. Caro D'Avenia, vuoi raccontare storie d'amore famose? Bene, fallo. Invece no, non si sa bene cosa voglia fare perché le storie vengono appena accennate, i personaggi (alcuni con una vita perfetta da mettere su carta) toccati di striscio, senza alcun approfondimento. Come è solito fare anche ai vari convegni, incontri con le scuole, D'Avenia vuole illuminare il lettore con la sua saggezza e condurlo sulla retta via; per farlo piega ogni storia, persino il mito (quello di Orfeo ed Euridice), alla sua idea di Amore e Bellezza. Sì, perché solo lui conosce - e può farci conoscere - l'Amore vero. Solo lui può indicare la retta via. Scrittura odiosa come tutto il progetto, che è palesemente una commercialata. A quanto pare il lavoro insegnante rende poco.

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    Elisabetta

    26/02/2018 18:24:49

    Da gustare... piano piano...

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    Antonella

    12/02/2018 17:27:19

    pesante e illeggibile...non compratelo!!!! Sulla falsa riga dei romanzi precedenti ho acquistato questo libro...Che non è affatto un romanzo ma un trattato di letteratura noioso e molto molto poco interessante. Ho letto centinaia di libri...solo questo ha avuto il 'privilegio' di essere abbandonato dopo lo sforzo sovrumano della lettura di 50 pagine...una delusione

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    Tam

    02/02/2018 14:15:38

    Non posso valutarlo è un regalo e non so ancora se piacerà

Vedi tutte le 28 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Res est solliciti plena timoris amor
L'amore è una cosa piena di angosciosa paura
(Ovidio, Heroides)

Gli antichi Greci avevano una visione chiara del destino, un'immagine definita presa come tante dalla quotidianità. Lo vedevano come un gomitolo grezzo pronto a diventare un filo che corre su un telaio, costruendo così il tessuto della vita, fatto di intrecci e legami, di relazioni con gli altri e con il mondo. A ognuno di noi ne viene affidata una quantità precisa, che determina il nostro tempo e la nostra storia. E ognuno di noi deve mettersi in gioco, legando il proprio destino a quello di altri destini, facendosi protagonista della propria storia.

È una bella parola, "protagonista". Viene dal greco, e indica colui che è disposto a combattere in prima fila. Come un eroe, che trova il coraggio di affrontare la paura, ma soprattutto che accetta il rischio di innamorarsi. Perché, come dice Ovidio, l’amore è un qualcosa pieno di paura: qualcosa che arriva all’improvviso e che nasce dal dolore, che comporta il sacrificarsi per l’altro e che ci fa correre il pericolo di smarrirci. Ma se è vero che l’amore salva, il rischio è proprio quel prezzo da pagare per la nostra salvezza.

In questo libro, Alessandro D’Avenia cerca di dare una risposta a questo grande interrogativo: “L’amore salva?” Lo fa costruendo una storia fatta di tante storie. Trentasei, per la precisione. Riscrive i sentimenti e le passioni di trentasei donne che hanno amato o provato ad amare, e che sono state muse per uomini che hanno saputo cercare la meraviglia nel mondo per trasformarla in bellezza: scrittori, poeti, pittori, registi, compositori.

Nel suo viaggio in cerca di risposte, Alessandro D’Avenia incontra Tess, la poetessa che di Raymond Carver ha saputo amare tutti i più piccoli dettagli; e Zelda, la donna che ha amato Francis Scott Fitzgerald e che insieme a lui si è lasciata incantare dalla luce, bruciandosi le ali come una falena; o ancora Giulietta, che ha rappresentato il personaggio meglio riuscito di Fellini; o Georgie, la donna che ha saputo rimettere in ordine la vita di Yeats, ma che forse non è stata altro che il completamento di un verso, o il bisogno di una rima. Sono amori e disamori che rappresentano solo alcune delle infinite possibilità dell’amore umano.

A fare da cornice all’intrico di queste storie c’è quella che Alessandro D’Avenia ritiene essere l’archetipo di ogni storia d’amore: il mito di Orfeo ed Euridice, così come viene raccontato magistralmente da Ovidio nelle sue Metamorfosi, “perché non c’è trasformazione più radicale di quella generata dall’amore”. Tutti conoscono questo mito, da sempre nell’immaginario comune. Tutti sanno che Orfeo, per amore, ha avuto il coraggio di andare persino nell’aldilà. E tutti sanno anche che non è riuscito a riportare in vita la sua amata perché non ha rispettato il volere degli dei, girandosi a guardarla prima del tempo per il bisogno di perdersi nel suo volto.

Se c’è una cosa che questo mito ci insegna è che in amore ci si deve perdere, per potersi ritrovare. Ma se siamo in possesso di quel filo che ci unisce l’uno all’altro non c’è niente di più facile. Perché allora nessun labirinto potrà farci più paura, nemmeno quello più complesso e oscuro. Nessuna crisi rappresenterà una fine, ma soltanto un nuovo e più forte inizio. Allora l’amore sarà sì una salvezza, un sacrificarsi per l’altro, un abbracciare le sue fragilità e i suoi limiti, che non sono altro che ciò che ci caratterizza e ci rende uomini. E forse la vera domanda da porsi non è se l’amore salva. Forse la vera domanda è perché respingiamo la salvezza.

Recensione di Mauro Ciusani