Ogni storia è una storia d'amore

Alessandro D'Avenia

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 31 ottobre 2017
Pagine: 324 p., Rilegato
  • EAN: 9788804681571
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Recensioni dei clienti

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    AM

    18/07/2018 10:59:01

    Ne consiglio la lettura; come tutti gli ultimi libri di A.D'Avenia il livello filosofico non lo rende di facile lettura per gli adolescenti...serve qualche anno in più per apprezzarlo

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    Samuele

    30/04/2018 22:55:15

    In quanto appassionato dei romanzi di Tolkien ho letto il capitolo su Beren e Luthien, ho poi iniziato a leggere il libro dall' inizio, che dire, non sono riuscito a superare le 10 pagine, faticoso, pesante, lungo, noioso! Mi dispiace perché alcuni dei precedenti romanzi mi sono piaciuti ma questo per me è no

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    Tanja

    26/04/2018 16:43:59

    Definirlo brutto è un eufemismo. Non è un romanzo, non è un saggio, non è un trattato. Insomma, non si capisce cosa sia, a cosa serva (distruzione di alberi a parte), quale sia l'argomento. Caro D'Avenia, vuoi raccontare storie d'amore famose? Bene, fallo. Invece no, non si sa bene cosa voglia fare perché le storie vengono appena accennate, i personaggi (alcuni con una vita perfetta da mettere su carta) toccati di striscio, senza alcun approfondimento. Come è solito fare anche ai vari convegni, incontri con le scuole, D'Avenia vuole illuminare il lettore con la sua saggezza e condurlo sulla retta via; per farlo piega ogni storia, persino il mito (quello di Orfeo ed Euridice), alla sua idea di Amore e Bellezza. Sì, perché solo lui conosce - e può farci conoscere - l'Amore vero. Solo lui può indicare la retta via. Scrittura odiosa come tutto il progetto, che è palesemente una commercialata. A quanto pare il lavoro insegnante rende poco.

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    Elisabetta

    26/02/2018 18:24:49

    Da gustare... piano piano...

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    Antonella

    12/02/2018 17:27:19

    pesante e illeggibile...non compratelo!!!! Sulla falsa riga dei romanzi precedenti ho acquistato questo libro...Che non è affatto un romanzo ma un trattato di letteratura noioso e molto molto poco interessante. Ho letto centinaia di libri...solo questo ha avuto il 'privilegio' di essere abbandonato dopo lo sforzo sovrumano della lettura di 50 pagine...una delusione

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    Tam

    02/02/2018 14:15:38

    Non posso valutarlo è un regalo e non so ancora se piacerà

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    Raffaella

    31/01/2018 17:52:51

    Un libro scritto con linguaggio spesso poetico ma sempre sovrabbondante, la cui lettura risulta faticosa perché l'argomento si perde tra le parole. Tante parole, anzi troppe, ma poca sostanza. Per non parlare del mito di Orfeo ed Euridice spezzettato e riproposto ogni volta con grande spreco di interpretazioni. Impressiona l'uso, a distanza ravvicinata, di verbi come "intuarsi", "infuturarsi", "insemprarsi" (pag 235-236). Segnalo inoltre che a pag 188 si parla di "Paulonia tormentosa, come la chiamano gli esperti"; in effetti gli esperti la chiamano "paulownia tomentosa" perché ricoperta di peluria.

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    ve.marchetti

    18/01/2018 17:56:17

    Un libro appassionante da considerare nel suo contesto storico, che riscopre la forza dell'amore di donne finora rimaste nell'ombra.

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    Egome

    09/01/2018 14:27:10

    Premetto che ho letto e molto apprezzato tutti i libri di D’Avenia, riconoscendone la profondità dei contenuti e la eleganza della forma. Proprio per questo la delusione è stata grande. Non è possibile, secondo me, ricondurre tutte le storie di coppie più o meno felici ( e nel libro se ne riportano ben 36 !) al mito di Orfeo ed Euridice, delle ‘ Metamorfosi ‘ di Ovidio e ripropostoci da D’Avenia ad ‘intervalli', fra una storia e l’altra, talvolta con commenti personali anche molto profondi e coinvolgenti. C’è la volontà dell’ autore di trovare a tutti i costi in ogni storia un riferimento, un legame , una accostamento allegorico-metaforico con la tragica storia dei due giovani sposi. Ne derivano ripetitività, sdolcinature e ‘sviolinate’ sull’ Amore (quello con la ‘A’ maiuscola) - raccontato da Alessandro sempre in maniera romantica e affascinante - che alla lunga risultano stucchevoli e ripetitive. Non ce l’ho fatta a finirlo… Sarà per la prossima volta !

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    Annalisa

    01/01/2018 13:46:42

    Mi spiace molto perché l'autore sa scrivere veramente bene. Peraltro i suoi precedenti romanzi sono splendidi. Questo tomo non si può leggere....ho dovuto smettere...peccato

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    manuela

    22/12/2017 10:04:30

    Mi piace come scrive, mi piace la sensibilità ma purtroppo non amo la scoperta dell'amore fra la sofferenza. Non l'ho nemmeno finito perchè mi metteva proprio tristezza.

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    Giuseppe

    17/11/2017 16:25:44

    Da leggere a piccole dosi, per poter assaporare nel modo migliore le storie d'amore che l'autore ci racconta.

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    Alessio

    13/11/2017 10:56:32

    Mediocritá, gli scrittori italiani validi sono altri

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    la libraia della valle

    07/11/2017 10:46:21

    Iniziato a leggere. Promette bene e quindi voglio già condividere questa prima opinione.

Vedi tutte le 14 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Res est solliciti plena timoris amor
L'amore è una cosa piena di angosciosa paura
(Ovidio, Heroides)

Gli antichi Greci avevano una visione chiara del destino, un'immagine definita presa come tante dalla quotidianità. Lo vedevano come un gomitolo grezzo pronto a diventare un filo che corre su un telaio, costruendo così il tessuto della vita, fatto di intrecci e legami, di relazioni con gli altri e con il mondo. A ognuno di noi ne viene affidata una quantità precisa, che determina il nostro tempo e la nostra storia. E ognuno di noi deve mettersi in gioco, legando il proprio destino a quello di altri destini, facendosi protagonista della propria storia.

È una bella parola, "protagonista". Viene dal greco, e indica colui che è disposto a combattere in prima fila. Come un eroe, che trova il coraggio di affrontare la paura, ma soprattutto che accetta il rischio di innamorarsi. Perché, come dice Ovidio, l’amore è un qualcosa pieno di paura: qualcosa che arriva all’improvviso e che nasce dal dolore, che comporta il sacrificarsi per l’altro e che ci fa correre il pericolo di smarrirci. Ma se è vero che l’amore salva, il rischio è proprio quel prezzo da pagare per la nostra salvezza.

In questo libro, Alessandro D’Avenia cerca di dare una risposta a questo grande interrogativo: “L’amore salva?” Lo fa costruendo una storia fatta di tante storie. Trentasei, per la precisione. Riscrive i sentimenti e le passioni di trentasei donne che hanno amato o provato ad amare, e che sono state muse per uomini che hanno saputo cercare la meraviglia nel mondo per trasformarla in bellezza: scrittori, poeti, pittori, registi, compositori.

Nel suo viaggio in cerca di risposte, Alessandro D’Avenia incontra Tess, la poetessa che di Raymond Carver ha saputo amare tutti i più piccoli dettagli; e Zelda, la donna che ha amato Francis Scott Fitzgerald e che insieme a lui si è lasciata incantare dalla luce, bruciandosi le ali come una falena; o ancora Giulietta, che ha rappresentato il personaggio meglio riuscito di Fellini; o Georgie, la donna che ha saputo rimettere in ordine la vita di Yeats, ma che forse non è stata altro che il completamento di un verso, o il bisogno di una rima. Sono amori e disamori che rappresentano solo alcune delle infinite possibilità dell’amore umano.

A fare da cornice all’intrico di queste storie c’è quella che Alessandro D’Avenia ritiene essere l’archetipo di ogni storia d’amore: il mito di Orfeo ed Euridice, così come viene raccontato magistralmente da Ovidio nelle sue Metamorfosi, “perché non c’è trasformazione più radicale di quella generata dall’amore”. Tutti conoscono questo mito, da sempre nell’immaginario comune. Tutti sanno che Orfeo, per amore, ha avuto il coraggio di andare persino nell’aldilà. E tutti sanno anche che non è riuscito a riportare in vita la sua amata perché non ha rispettato il volere degli dei, girandosi a guardarla prima del tempo per il bisogno di perdersi nel suo volto.

Se c’è una cosa che questo mito ci insegna è che in amore ci si deve perdere, per potersi ritrovare. Ma se siamo in possesso di quel filo che ci unisce l’uno all’altro non c’è niente di più facile. Perché allora nessun labirinto potrà farci più paura, nemmeno quello più complesso e oscuro. Nessuna crisi rappresenterà una fine, ma soltanto un nuovo e più forte inizio. Allora l’amore sarà sì una salvezza, un sacrificarsi per l’altro, un abbracciare le sue fragilità e i suoi limiti, che non sono altro che ciò che ci caratterizza e ci rende uomini. E forse la vera domanda da porsi non è se l’amore salva. Forse la vera domanda è perché respingiamo la salvezza.

Recensione di Mauro Ciusani