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Traduttore: R. Bernascone, A. Carosso
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 374 p.
  • EAN: 9788806173807
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Recensioni dei clienti

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    rebecca

    21/07/2015 15:05:56

    Dopo avere letto tutto McCarthy più volte, per me questo resta e resterà sempre il più bello.

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    marcello

    27/04/2014 09:37:06

    Non condivido l'entusiasmo dei commenti. Un buon romanzo di formazione e di ambiente di una ripetitività e di una lentezza esasperante come lo sono i deserti egli altipiani a cavallo. Tranne i colloqui con l'eremita ed il cieco poco altro. Il tutto appesantito dai molti passi di dialogo ispano-messicano che fanno ambiente ma rendono farraginoso l'entrare nel non senso del peregrinare di Billy fra frenesia della precarietà e ricerca di non si sa di che. Duro a seguirsi e spesso di una noia mortale che neanche la natura della frontiera che trasuda dalle pagine riesce a vivificare.

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    armando

    04/09/2012 14:02:27

    Forse il libro di Mccarthy più bello insieme a "La Strada".Le vette di lirismo raggiunte sono altissime,le descrizioni della natura selvaggia e incontaminata del Messico sono come al solito talmente perfette da lasciarti a bocca aperta.le pagine sull'incontro tra Billy e la lupa dovrebbero essere lette da chiunque aspiri a fare lo scrittore. Capolavoro.

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    Marco Tamborrino

    22/09/2011 14:41:20

    È il dolore ad addolcire ogni dono. Grazie, Cormac McCarthy. Grazie all'infinito. Hai scritto il libro della mia vita. E ti chiedo scusa se lo chiamo libro. Ti chiedo scusa per quelli che lo hanno disprezzato e lo disprezzeranno. Perdonali, perché non sanno quello che fanno. Io non posso fare altro che inchinarmi davanti a tanta capacità letteraria. Non posso far altro che piangere sapendo che un autore ancora vivente ha prodotto questo libro. Sapendo che ha scritto queste pagine, che non è stato un dio a farlo.

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    Marta

    21/03/2010 18:04:22

    Libro stupendo in perfetto stile Mc Carthy. Meravigliosi e profondissimi i dialoghi del ragazzo con i vari personaggi che incontra. Bellissime descrizioni della lupa, sembra di averla davanti agli occhi. Imperdibile!

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    Gianca

    08/05/2009 18:09:36

    Questo libro è un regalo per quelli che lo hanno letto. Se volete fare un regalo alla vostra vita segnatevi il titolo e correte in libreria

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    Fabio Palma

    07/03/2009 16:41:40

    Non esiste una riga fuori posto. Non c'è pagina men che indimenticabile. Mister Cormac Mc Carthy, il Genio. Dio, dammi un pò di lui mentre scrivo.

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    standbyme

    31/08/2007 18:49:15

    Più leggo Cormac McCarthy e più mi rendo conto che se c’è un autore che merita il Nobel è proprio questo solitario scrittore texano ignorato, purtroppo, dalla grande massa dei lettori. Tutti i critici sono concordi ad esaltare le sue grandi doti di narratore con una prosa che ti cattura e che ti fa calare nella storia fina dalle prime righe. È confrontato,per le tematiche trattate, a Faulkener: non ho le conoscenze per dire se ciò sia vero, so solo che ho provato a leggere per ben tre volte “L’urlo e il furore” e ogni volta l’ho piantato lì solo dopo poche pagine. Sarà colpa mia, della mia “ignoranza” ma reputo che sia arduo fare un parallelo tra lo scrittore del Mississippi. e McCarthy: quest’ultimo deve essere giudicato per quello che scrive, per i suoi romanzi. Che dire di quest’opera, la seconda della “trilogia della frontiera”. Un romanzo di formazione, di crescita sia per il giovane Billy sia per suo fratello minore Boyd che per il suo coraggio diventerà un mito per tutti i territori al di là della frontiera. Indimenticabile, struggente e commovente l’amicizia tra Billy e la lupa che, con quel gioco di sguardi, affascina il lettore per tutta la prima parte del romanzo; toccante è la solidarietà delle persone che i due fratelli incontrano nei loro pellegrinaggi: povera gente che si toglie il cibo di bocca per aiutarli; perversa e gratuita è la violenza che saranno costretti a subire e combattere; fiabeschi sono i racconti del cieco, del prete e dello zingaro che incrociano nel loro cammino. Chi conosce McCarthy sa che la violenza che permea i suoi romanzi non è mai gratuita, anche se portata all’estremo come in “Meridiani di sangue”. Non può essere altro che lo specchio fedele dei luoghi, dei tempi e delle circostanze. Ad essa fa da contrappasso una natura selvaggia e stupenda che non dimentica di accompagnare i protagonisti del romanzi di McCarthy. A chi volesse affrontare per la priva volta McCarthy, e sono certo che sarà una piacevolissima scoperta, suggerisco di iniziare con “Cavalli selvaggi”

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    Alessio

    13/06/2007 09:46:07

    Un libro stupendo, e uno scrittore superlativo. Vorrei poter trasmettere con le parole le emozioni provate nel leggere questo capolavoro, ma so che è impossibile, bisogna provare. Abituati ormai alla superficialità e alla banalità dilagante che sforna libercoli usa e getta, si rimane immediatamente rapiti dalla perfetta alchimia letteraria di McCarthy e dalla sua scrittura asciutta, essenziale eppure così avvolgente e carica di emozioni. Dalle sue storie e dai suoi personaggi, così veri, così universali. E se volete davvero conoscere questo scrittore di culto (in patria), leggetevi due altri capolavori come "Meridiano di sangue" e "Il buio fuori".

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    Grace

    19/09/2005 21:55:18

    Molto bello, una scrittura fuori dal tempo e per nulla ruffiana. Una storia che lascia poco spazio alla speranza, un autore incredibilmente abile a dipingere un paesaggio che con essa si accorda perfettamente, un libro tristissimo e insieme bellissimo, come certi tramonti...

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    Davide

    30/07/2005 14:04:12

    Ho smesso di leggerlo alla fine della prima parte. E' noioso, ripetitivo e prevedibile. Ci sono rimasto veramente male quando il protagonista ha sparato alla lupa, perdipiù incinta. Io amo i lupi, ma ho letto libri migliori. Provate a leggere "Insieme con i lupi " di Nicholas Evans, quello sì che è un grande libro!

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    Jack

    17/05/2005 01:13:32

    Parte lentamente...ma non si ferma più...un capolavoro scolpito nella roccia e nella polvere.

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    leonardo

    07/06/2004 18:39:13

    Bello, soprattutto ben scritto, e concordo con chi ha recensito che in lingua originale è straordinariamente migliore. Per far capire anche l'abilità dello scrittore, citerei il passaggio nel quale dice che Billy, che era diretto verso casa, girò il cavallo : "non avrebbe più rivisto i suoi genitori". Lì ti frega per sempre...

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    Andrea Deganutti

    26/05/2003 11:46:15

    Il libro è molto bello. La mia valutazione media è dovuta alla traduzione. Dopo aver letto la versione italiana e trovando sovente passaggi incomprensibili, ho letto la versione originale. Ci sono seri problemi: esempio: tradurre "...the castaway bow..." (l'arco gettato)con: "il reietto inarcarsi" è un po' pesante. Non ce l'ho con i traduttori ma con l'editore che li paga male e li costringe a lavorare in tempi strettissimi. E poi fa pagare i libri a peso d'oro!

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