Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 settembre 2014
Pagine: 374 p.
  • EAN: 9788806224011
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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Fra

    22/09/2018 18:21:16

    Uno dei libri più belli che abbia letto ultimamente. Mi ha colpito in una maniera che non avrei mai immaginato. Ho scoperto un grande autore: forse lo rileggerò. Struggente e duro, ma altrettanto profondo. Consigliato.

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    urizen1918

    19/07/2018 11:25:12

    L’inquietudine, come un motore trainante attraverso gli altipiani salati e desolati, cavalcando un vecchio cavallo ferito. L’inquietudine ha il viso glabro di un ragazzo, indossa i suoi vestiti sporchi di polvere e fango. L’inquietudine, di notte, un fuoco sparuto in una volta celeste senza stelle, il buio profondo, il viso di una ragazza, le risate lontane dei coyote. Non sapere dove andare, ma nonostante tutto andare, profondare attraverso un continente miserabile ed indimenticabile, un luogo al di fuori dal secolo. Rimane la terra rosso scuro da contemplare, chini sul dorso di un destriero macilento, dritti verso la linea del crepuscolo e poi più infondo, in un territorio mistico e miserabile di una bellezza cruda. La regione degli eremi gonfiati dall'umidità, terremotati, crollati. Lo spazio arcaico dei ladrones vestiti di stracci, dei lupi, dei vaqueros ineffabili, di uomini e donne caritatevoli che abitano villaggi paleolitici. Non si sfugge da McCarthy; si passa attraverso le descrizioni incessanti, le parentesi infinite, le nicchie narrative dove l’autore colloca personaggi slegati e prepotenti che penetrano nella storia frantumandola, rendendola tortuosa come le mulattiere messicane che attraversano la Sierra. Non mi è rimasto che adattarmi e abbassare la testa, ancora. Ma solo dopo aver lottato, dopo aver cercato riottosamente di imporre il mio diritto. Per questo ho impiegato 9 mesi per leggere “Oltre il confine”. Nel frattempo l’ho vilipeso. L’ho tradito con altri romanzi. L’ho maledetto. Ho minacciato di lasciarlo. Poi alla fine ho affrontato quella scrittura inesorabile che sceglie sempre le strade più tortuose per affermarsi. Ho incontrato Billy Parham in mezzo al nulla, ho trascorso del tempo con lui, l'ho visto disperarsi nella prateria immensa, dopo aver trascinato un cadavere mummificato per chilometri. Ed ora mi manca, come mi mancano le persone che hanno attraversato la mia vita per pochi istanti e sono sparite nel nulla

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    n.d.

    10/11/2017 13:49:53

    da non perdere, un on the road a cavallo, intenso e pieno di sollecitazioni. Una chicca di pensiero sul paesaggio...che non svelo

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    Hyeronimus52

    27/04/2016 15:12:45

    Meno avventuroso del precedente "Cavalli selvaggi" ma più riflessivo e intriso di misticismo questo libro di McCarthy narra le vicende di due giovanissimi fratelli orfani che senza più una identità precisa dopo la morte dei genitori uccisi da una banda di predoni, vagano al di qua e al di là del confine tra USA e Messico tra gli spazi sconfinati e primordiali di una natura spesso ostile o tutt'al più indifferente, incontrando nelle loro peregrinazioni una umanità della più varia specie, crescendo e maturando e pagando in prima persona errori e fatalità. McCarthy scrive con mano decisa un romanzo profondo che fa molto riflettere

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    Grace

    19/09/2005 21:55:18

    Molto bello, una scrittura fuori dal tempo e per nulla ruffiana. Una storia che lascia poco spazio alla speranza, un autore incredibilmente abile a dipingere un paesaggio che con essa si accorda perfettamente, un libro tristissimo e insieme bellissimo, come certi tramonti...

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    Davide

    30/07/2005 14:04:12

    Ho smesso di leggerlo alla fine della prima parte. E' noioso, ripetitivo e prevedibile. Ci sono rimasto veramente male quando il protagonista ha sparato alla lupa, perdipiù incinta. Io amo i lupi, ma ho letto libri migliori. Provate a leggere "Insieme con i lupi " di Nicholas Evans, quello sì che è un grande libro!

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    Jack

    17/05/2005 01:13:32

    Parte lentamente...ma non si ferma più...un capolavoro scolpito nella roccia e nella polvere.

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    leonardo

    07/06/2004 18:39:13

    Bello, soprattutto ben scritto, e concordo con chi ha recensito che in lingua originale è straordinariamente migliore. Per far capire anche l'abilità dello scrittore, citerei il passaggio nel quale dice che Billy, che era diretto verso casa, girò il cavallo : "non avrebbe più rivisto i suoi genitori". Lì ti frega per sempre...

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    Andrea Deganutti

    26/05/2003 11:46:15

    Il libro è molto bello. La mia valutazione media è dovuta alla traduzione. Dopo aver letto la versione italiana e trovando sovente passaggi incomprensibili, ho letto la versione originale. Ci sono seri problemi: esempio: tradurre "...the castaway bow..." (l'arco gettato)con: "il reietto inarcarsi" è un po' pesante. Non ce l'ho con i traduttori ma con l'editore che li paga male e li costringe a lavorare in tempi strettissimi. E poi fa pagare i libri a peso d'oro!

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