Oltre i confini del mondo

Ornella Nalon

Editore: 0111edizioni
Testo in italiano
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  • Pagine della versione a stampa: 114 p.
    • EAN: 9788863076608
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      Luigi

      24/11/2017 18:04:23

      Un libro toccante che si legge tutto d'un fiato in una giornata. Tema serio ed importante che continua da secoli e che ci vorranno altrettanti secoli per risolvere definitivamente.

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      Sergio

      18/05/2017 17:07:27

      Una donna la cui vita riceve pugni in sordina, come spesso capita nel mondo ricco e “civilizzato”, dove si è protetti da così tante cose che a volte non si trovano neppure le parole adeguate per spiegare, anche a se stessi, che si era sognata una vita diversa, ma chissà quale. Niente protegge però dall’incomprensibile e quando l’incomprensibile accade ci si affanna a cercare ragioni al dolore, finendo per scoprire soltanto nuove macerie. Credo che sia per cercare l’origine, e infine lo scopo del dolore, che una delle protagoniste di questa storia finisce per arrivare in Africa, dove c’è un’altra donna, che sebbene viva in un contesto completamente diverso, sta in qualche modo e altrettanto inconsapevolmente avventurandosi nella stessa ricerca. Lo scambio di racconto delle protagoniste consentirà ad entrambe di porre il proprio vissuto in una prospettiva più ampia, nella quale i sentimenti di affetto e fratellanza trovano finalmente un senso e forniscono nuove chiavi interpretative, ma soprattutto, salvezza. Questo breve romanzo apre anche piccoli scorci sulla vita di chi in Africa cerca di aiutare donne e bambini e si scontra quotidianamente con la durezza della mentalità autolimitante, superstiziosa e maschilista della povertà, non solo economica, ma soprattutto culturale. Bellezze perdute e miserie indicibili si alternano in questo mondo, per certi versi così distante dal nostro. Un piccolo neo del racconto è lo stile verbale dei dialoghi, che, forse per una scelta di rispetto, rimane forbito e formale anche quando a parlare sono persone che abitualmente si esprimono in modo più semplice e diretto: la caratterizzazione dei personaggi va pertanto cercata altrove, nei loro vestiti e nei loro profumi.

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      Daisy Raisi

      02/03/2017 20:27:52

      Una storia intensa, ricca di sentimento e di umanità quella raccontata da Ornella Nalon nel suo romanzo breve “Oltre i confini del mondo”. Il libro, ambientato prevalentemente in Tanzania, ci proietta in una Terra caratterizzata da meravigliosi paesaggi, ma anche da miseria, mortalità precoce e pratiche disumane come quella dell’infibulazione. Protagonista di questa toccante storia è Eleonora, brillante medico chirurgo, con alle spalle una famiglia d’origine anaffettiva che avrà effetti devastanti sul suo avvenire di moglie e madre. Altra figura di spicco è Assireni, l’indigena che racconta all’amica straniera la storia della propria vita chiedendole di prenderne nota. Eleonora provvederà in seguito a far pubblicare la sua testimonianza perché emblematica dello stato di inferiorità nel quale versano le donne dell’Africa subsahariana. Quella della giovane donna è stata un’esistenza triste che l’ha precocemente segnata nel corpo e nell’anima, costellata di rinunce, soprusi e sacrifici, ma anche caratterizzata da una forza d’animo notevole. Assireni infatti ha fatto di tutto per sottrarre sua figlia a un destino di sottomissione pari al proprio. Ha lottato perché le fosse risparmiata l’infibulazione e potesse conseguire la laurea in medicina. Per farlo, ha sfidato coraggiosamente l’opinione della sua gente così come Eleonora, che ha abbandonato il suo stile di vita agiato per prestare servizio, in qualità di chirurgo, lontano dal suo ambiente e dalla sua famiglia d’origine. Le due, inoltre, sono accomunate dall’evento luttuoso legato alla perdita di un figlio, anche se avvenuto in circostanze diverse. Il libro mostra come a volte siano necessari grossi traumi o difficoltà (la morte di un figlio, appunto, il fallimento di un matrimonio, un’involuzione nella carriera) per decidere di impartire un nuovo corso alla propria vita.

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      Francesca Salatino

      06/01/2017 21:00:50

      Sembra autobiografico questo intenso romanzo di Ornella Nalon, tanto sono credibili le riflessioni delle protagoniste, Assireni ed Eleonora, due donne lontanissime per cultura e provenienza geografica, che il destino fa incontrare. La prima è una donna appartenente alla tribù dei Masai. Vive in un piccolo villaggio sugli altopiani della Rift Valley, in Tanzania. La seconda, chiamata da Assireni “mama Nora”, è un medico chirurgo che presta servizio presso una struttura ospedaliera costruita a pochi chilometri di distanza. Assireni, cresciuta infelicemente in una comunità maschilista, lotta con tenacia affinché sua figlia Sabra possa vivere una vita diversa dalla sua, una vita nella quale possa fare delle scelte anziché rassegnarsi a subire le tradizioni locali. Sabra è una ragazzina “la cui naturale indole è stata imprigionata da una cultura che non consente il libero arbitrio”. Assireni riesce a far risparmiare alla figlia l'infibulazione, pratica tristemente normale nella sua tribù, e a farla studiare. Poiché non possiede denaro per pagare gli studi della figlia, si offre di collaborare come può nella struttura ospedaliera dove Eleonora presta servizio, alla quale confida ogni sera la storia della propria vita. L'empatia tra le due donne è fortissima. È emozionante riflettere su quanto sia “straordinario che due persone con tradizioni, culture ed esperienze tanto diverse finiscano poi ad avere le stesse esigenze!” Nora redigerà un'intervista-documento “per testimoniare (...) la condizione di inferiorità, di abuso, di impotenza, di mercificazione ed emarginazione vissuto dalle donne in Paesi in cui antiche concezioni non venivano intaccate dallo scorrere del tempo”. L'autrice dimostra di essersi ben documentata sulla cultura Masai, sia per quanto riguarda le loro usanze sia per i termini usati da quel popolo per designare cibi e oggetti. Molto intenso il finale del libro. Lavoro di gran qualità.

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      Marianna Costa

      02/12/2016 10:51:18

      In "Oltre i confini del mondo" due storie di donne, lontanissime tra loro per cultura e provenienza geografica si intrecciano e danno vita ad una storia coinvolgente, una storia che non poteva che essere scritta da una donna.... Un libro interamente e deliberatamente "al femminile", scritto con una grazia e una leggerezza speciali, mai banale ( e nei romanzi che parlano d'Africa questo è tutt'altro che scontato), mai retorico o saccente, anzi...L'altro rischio era infatti quello di dar vita ad un romanzo nel quale poteva trapelare quel malcelato senso di superiorita' e di superficiale compatimento di stampo mitteleuropeo nei confronti del continente nero...un banale solidarismo di facciata che in genere non fa decollare le storie ambientate in Africa...non approfondisce, non emoziona poiché spesso si tratta di diari di viaggio romanzati piu' o meno sapientemente dall'ennesimo viaggiatore scrittore che proprio a causa di questa sovrastruttura mentale piu' o meno consapevole non riesce ad entrare in empatia con l'umanita' che descrive...puo' diventare tutto molto freddo, di stampo fotografico direi, l'ennesima safari letterario di cui possiamo fare sicuramente a meno. Ma questo non è il caso di Ornella Nalon che supera alla grande questo impasse. Questo il primo pregio. A seguire, le storie delle due donne fluiscono parallele e senza particolari scossoni. Direi che ci si aspetta l'epilogo di rinascita interiore per entrambe. Io personalmente ho notato che l'autrice ha usato maggiore enfasi per la figura di Assireni, piu' dovizia di particolari, piu' empatia nella costruzione del personaggio, rispetto a quanto riservato ad Eleonora. Ma probabilmente questa è stata una scelta ben precisa, dettata forse dalla volonta' di non incorrere nel rischio di cui ho parlato, indulgere nel paternalismo e nel buonismo di facciata quando si parla di Africa. Ciononostante, io personalmente avrei osato un po' di piu' con il personaggio di Eleonora, maggiore introspezione,...........

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      Sergio

      21/11/2016 19:51:27

      In “Oltre i confini del mondo” di Ornella Nalon è narrata la storia di due donne forti, generose, ostinate, che seppur provate dalle vicissitudini della vita scelgono di non arrendersi, di reagire, di combattere. Le seguiremo attraverso un percorso doloroso, conflittuale, fino al momento in cui riusciranno a riscattarsi e a costruire un futuro migliore per loro stesse, per coloro che amano. Assireni vive in Africa, è una donna Masai. La cultura nella quale cresce è patriarcale, vuole la donna sottomessa. Eppure, già prima di incontrare mama Nora (Eleonora), l'occidentale che ha scelto di trasferirsi in Tanzania per aiutare la popolazione con le sue conoscenze mediche, si ribellerà, a modo suo, alle tradizioni Masai che vive come opprimenti. Dal loro incontro nascerà un'amicizia forte, fatta di rispetto, empatia, accoglienza. E un destino migliore per Sabra, sua figlia. L'autrice sceglie un tocco lieve, uno stile semplice ma efficace per raccontare questa storia, evitando opportunamente a mio avviso, di appesantire la narrazione con toni troppo emotivi. Fa un passo indietro e lascia la vicenda in primo piano, permettendo che si dipani in tutta la sua forza. Spesso utilizza il flash back per fare luce sulla vita precedente di Eleonora, sulle vicende che l'hanno portata ad abbandonare la terra dove è nata, le sicurezze, gli affetti. Sono ben descritte, con un tocco delicato di sensibilità tutta femminile, le atmosfere che si instaurano tra le due protagoniste. La storia scorre fluida, non annoia mai. Gli usi e costumi Masai sono riportati con accuratezza, senza essere moralisticamente giudicati. Non per questo si evita di sottolineare quanto dolore e privazioni possa provocare la crudele pratica dell'infibulazione ancora oggi di uso comune in alcune zone della Tanzania e dell'Africa subsahariana. Un libro intenso scritto con uno stile fluido e garbato; la storia di un incontro di culture diverse che si trasforma in un viaggio interiore di pacificazione e perdono.

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      Franco Mieli

      28/01/2016 21:44:48

      Eleonora, medico sessantenne in missione umanitaria in Tanzania, la sera ascolta il racconto delle vicissitudini di Assireni, donna Masai del vicino villaggio, che si reca all'ospedale per dare il suo contributo di lavoro ai medici dell'ospedale. Eleonora, affascinata dal racconto della vita della donna, decide di mettere nero su bianco ciò che ascolta. Mentre la sera rielabora gli appunti presi, le tornano in mente gli episodi della sua vita che l'hanno condotta in quel luogo sperduto e lontano dalla civiltà occidentale. Da questo punto le due storie procedono quasi parallele, partendo da due realtà agli opposti. Una vita di agiatezza ed egoismo, quella di Eleonora, fino alla tragedia e alla perdita che ha determinato la svolta della sua esistenza, alla lotta per l'affermazione di sé e della figlia condotta da Assireni. Due rette parallele, che a un certo punto convergono. Si legge veloce e scorrevole, questo racconto scritto in forma di diario da Ornella Nalon, che attraverso le righe tocca temi scottanti e attuali, quali lo stato di sudditanza, ignoranza e inferiorità nel quale vengono tenute le donne in tanti paesi del mondo, la loro lotta contro tradizioni millenarie difficilissime da sradicare anche dalla mentalità delle stesse donne. Fa da sfondo al racconto, rimanendo sfumata, ma presenza costante che sovrasta ogni cosa, dietro i due personaggi principali, la grande e misteriosa Africa che lascia un segno indelebile nell'animo di chi l'ha visitata e ha deciso di rimanerci, il mal d'Africa appunto. Brava.

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      Angelo Gavagnin

      29/05/2015 19:02:43

      A tratti commovente questo "Oltre i confini del mondo" di Ornella Nalon, è la storia di due donne Assireni ed Eleonora, che vivono in posti così lontani e diversi da sembrare pianeti distinti, ma che alla fine si incontrano come per magia ad aiutarsi per capire la vita l'una dall'altra. Storia emozionante di Donne forti e decise a lottare per il proprio destino, entrambe perdono un bambino, episodio che dopo l'iniziale periodo di sofferenza e disperazione, si trasforma in forza di carattere e chiarezza del proprio progetto di vita. Soprattutto per Assireni, che avuta una bambina decide di lottare per la sua emancipazione e cocciutamente userà tutte le sua forze per ottenere il risultato. E' dolce e scritto bene, si legge volentieri , senza troppi colpi di scena, la storia scorre lenta pur essendo una storia forte, non c'è l'Africa lamentosa ma la speranza, nella forza di cambiare qualche destino.

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      Sonia Vela

      03/05/2015 08:19:39

      Oltre i confini del mondo è un libro che ho letto in una sola sera tutto d'un fiato. Scorrevole e discorsivo permette al lettore di immergersi nella vita di due protagoniste femminili svolte in parallelo in due emisferi diversi della stessa umanità. Una donna italiana e una donna masai messe a dura prova dalla vita e dalla morte che tentano di trovare "una stanza tutta per sé " in culture che sembrano lontane, ma dove la lotta per l' emancipazione non ha ancora trovato una più ampia vittoria. Da una parte fame, sottomissione, infibulazione e dall' altra il male di vivere, il vuoto degli affetti, l' assenza di riferimenti portano entrambe le donne a scegliere di cambiare il corso degli eventi radicalmente, un corso che sembra già scritto dalla storia e dal destino, ma che alla fine viene deviato dimostrando che la forza il coraggio la determinazione portano sempre qualche frutto prezioso. Una duplice storia che fa riflettere e che invita ad allontanarsi dal proprio piccolo e sterile universo egocentrico per scegliere di vivere di relazione. Consigliato : una lettura davvero per tutti!

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      Debora Libardi

      03/02/2015 15:45:36

      Un libro che verrà sicuramente apprezzato da tutti coloro che amano viaggiare, che amano scoprire altri mondi ma soprattutto altre culture. Ornella Nalon scrive una storia toccante con una trama semplice ma non per niente scontata, con protagoniste due donne forti di carattere e che hanno vissuto vite difficili. Nella storia cresceranno e avranno il loro riscatto. La scrittrice usa un linguaggio semplice, - con dialoghi tra Eleonora, medico chirurgo sessantenne e Assireni, donna Masai, - ma anche termini tipici della cultura Masai che troverete tradotti nelle note alla fine della pagina. Insomma Ornella Nalon riesce a descrivere intimamente queste due donne così diverse, data anche la loro provenienza da due mondi opposti tra loro ma che troveranno anche dei punti di contatto tra loro, perché la sofferenza è universale e colpisce tutti. Condivideranno e si racconteranno le loro tragiche storie. Insomma sarete catapultati in questa cultura, completamente diversa da quella occidentale, ma così vera, pura e ricca di valori.

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      Stefania

      26/01/2015 16:04:51

      Un libro che apparentemente parla di Africa. In realtà, dell'Africa che conosco e dove ho vissuto, non c'è molto, se non il delicato accenno alle abitudini culinarie, la velata denuncia di quelle sociali e il considerarla alla fine "casa". Io credo che l'Africa, in questo libro, sia solo un pretesto per raccontare la storia di due donne che chiunque potrebbe descrivere come profondamente diverse e averle collocate oltre i confini una dell'altra vuol sottolineare che questa diversità sia data solo dal differente luogo di nascita. Infatti, Eleonora e Assireni hanno molto in comune. Sono donne che si sentono parimenti strette nei loro abiti, quelli di Assireni colorati, tipici della tradizione Masai, quelli di Eleonora da ribelle borghese. Donne la cui vita è stata segnata da una profonda perdita e dal desiderio genetico di scrollarsi di dosso secoli di tradizioni o semplicemente uno stato d'apatia. Non si sarebbero comunque mai incontrate se Eleonora non avesse deciso di mollare tutto e recarsi in un ospedale missionario in Tanzania, per dare un senso alla sua vita. Lo stesso ospedale in cui Assireni ha riversato le sue speranze per garantire alla figlia un futuro migliore, lontana dai villaggi della savana e dal destino certo di donna succube, non istruita e privata del piacere sessuale. Avendo vissuto in prima persona tutto questo, è stato per me evidente che l'autrice si sia cimentata, in maniera comunque eccellente, nel racconto di una storia inventata ma realistica, trasponendola in un luogo di cui non ha esperienza diretta. Il romanzo è scorrevole, tocca argomenti profondamente coinvolgenti senza però entrarci mai del tutto, sorvolandoli con leggerezza e rapidità. Quello che conta, infatti, non è il contesto ma il racconto della vita delle due donne e della loro amicizia. Il finale appare troncato, ma forse l'intenzione dell'autore è proprio quella di lasciare decidere al lettore la conclusione, o meglio il proseguo, di questa tenera narrazione. Bel libro!

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      patrizia

      13/01/2015 22:52:16

      Due donne apparentemente distanti invece incredibilmente vicine. Due mondi profondamente differenti che in realtà si completano reciprocamente. Eleonora, medico che vanta uno stile di vita superiore alla media, un marito "latitante" per motivi di lavoro che riempie di regali sia lei che il loro unico figlio viziatissimo e adorato insomma, una famiglia all'apparenza meravigliosa ma totalmente anaffettiva. La vita di Eleonora viene sconvolta irrimediabilmente dopo la morte del figlio per overdose, da qui la decisione di partire "oltre i confini del mondo"; la Tanzania. In quella terra lontana e sconosciuta, incontrerà Assireni, una donna masai che le mostrerà una visione del mondo femminile completamente sconosciuto. Scoprirà una società maschile e prevaricatrice dell'universo femminile, vedrà da vicino quanti e quali patimenti una donna masai deve subire nel corso della sua esistenza. Questa finestra su una realtà così cruda, porta Eleonora ad analizzare il suo percorso. Un viaggio introspettivo, una lettura scorrevole e delicata

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      Stefania

      13/01/2015 14:00:39

      Oltre i confini del mondo è un romanzo che affronta dei temi impegnativi ma lo fa in maniera molto leggera, come una carezza che sfiora la vita drammatica di due donne. Due donne che provengono da due culture diametralmente opposte, ma che comunque trovano un punto di comunione perfetto nella loro sofferenza e insoddisfazione. Eleonora, medico occidentale, dalla vita sempre molto agiata e costretta alla superficialità si trova ad un certo punto a cercarne il vero senso. E Assireni, a cui non è mai mancato il senso che avrebbe voluto dare alla sua vita, si trova a costretta a subire le scelte di una cultura retrograda e maschilista, in cui le donne vengono considerate poco più di una capra. Entrambe cercano disperatamente di riscattarsi, e a modo loro ce la faranno grazie all'amore più grande che una donna possa provare. Quell'amore che unito alla lunga vita vissuta, all'esperienza e al coraggio che man mano si acquisisce, darà loro la forza di fare il grande salto. Due storie molto simili e allo stesso tempo molto diverse, bellissime e feroci insieme, così come è bello e feroce il luogo in cui si svolge la narrazione: l'Africa. Questa madre Africa che racchiude l'essenza di ogni animo umano. Naturalmente perfetto e infinito, ma che la società tenta di plasmare e complicare, tormentando uno spirito che è invece teso interamente alla felicità, lasciandolo in un paradosso che solo in pochi fortunati riescono a superare. Un libro che mi è piaciuto molto: scritto in maniera semplice e scorrevole, e che offre molti spunti di riflessione. Lo consiglio.

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      Isola

      13/01/2015 11:34:12

      Ho letto questo libro, che definirei "prezioso", in breve tempo. Iniziato quasi per gioco e, pagina dopo pagina, mi sono ritrovata ad aver bisogno di sapere come andasse a finire. Molto spesso le strade che intraprendiamo non sono quelle che seguono le corsie della nostra anima, ma semplicemente quelle che ci troviamo già pronte davanti. Ci vuole coraggio ad aprire gli occhi, ad opporsi alla ferrovia della nostra vita, a quel che altri hanno scelto per noi. Ma si deve uscire dai binari se si vuole esser fedeli a se stessi. Due donne, all'apparenza molto diverse si ritrovano a mescolare nei ricordi le proprie vite. Esistenze vissute in due mondi tra loro lontanissimi ma tragicamente vicini. Frammenti di storie che si incrociano e che destano nel lettore un'emozione via via crescente. Donne e madri, madri e figlie, in un susseguirsi di cambi di prospettiva che fanno riflettere. Romanzo al femminile, incentrato su varie figure di donna nei vari stati dell'esistenza. I rimpianti e la liberazione. A tratti un pugno nello stomaco. Ottima la descrizione dei sentimenti, dei personaggi e delle atmosfere. Ben scritto, scorrevole, chiaro e diretto. I contenuti emotivi sono il punto di forza di questa opera. Assolutamente da leggere.

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      Antonio T.

      07/12/2014 10:52:39

      Due vite che corrono parallele a una distanza di migliaia di chilometri. Poi accade qualcosa e il medico in carriera si accorge che non ha da mettere nulla sul piatto della bilancia. La donna di successo sposata con un professionista e madre di un figlio, si ritrova con le mani vuote. Con l'animo svuotato di ogni sentimento. Deve partire. E lo fa inseguendo un'altra vita che non è la sua, ma quella di una donna Masai che vive in Tanzania, il nuovo Paese in cui lavora. Quando raccoglie le sue memorie si accorge di cosa voglia dire non cedere al destino che altri ti hanno imposto e questo le servirà per ripartire, oltre i confini del mondo.

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      Silvia P.

      29/11/2014 17:19:29

      Cos'è che rende veramente felice una donna? E' la domanda che ad un certo punto della propria vita si pone Eleonora, bella dottoressa veneta, che fin dalla nascita vanta uno stile di vita agiato. Il danaro non è mai stato un problema per la sua famiglia borghese e, nemmeno per il marito medico, che ricambia il vuoto delle sue prolungate assenze per motivi di lavoro, con tanti regali per lei ed il loro adorato figliolo, che cresce viziato ma circondato da poco affetto. Così che dopo la morte improvvisa del figlio per overdose, Eleonora, stravolta dal dolore, abbandona il marito per sempre e si rifugia "Oltre i confini del mondo", nella Tanzania più vera e sconosciuta, dove incontra e conosce Assireni, una donna Masai con la quale avrà modo di confrontarsi. Scopriremo così la cultura del popolo masai, che considera la donna una proprietà del maschio, cultura ancora fortemente legata ad antiche usanze tribali, e dal confronto che ne deriverà la dottoressa italiana si porrà un'altra domanda esistenziale: "ma siamo poi così diverse?". Ne nasce un intreccio emotivo, da cui traspare che le vite di queste due donne, così diverse per culture e tradizioni e per colore della pelle, camminino invece in parallelo, stiano quasi in simbiosi. Un libro che va inteso come viaggio interiore nell'animo umano, in cui il mondo masai e le sue tradizioni fanno da sottofondo e si contrappone coi lussi e gli agi del mondo occidentale. Una storia semplice, che invita alla riflessione, descritto in toni pacati e scorrevole, che si lascia leggere facilmente, e mi sento di consigliare vivamente a chi ama le biografie, le storie di donne coraggiose e a chi è affezionato all'Africa.

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      valentina

      27/11/2014 20:54:27

      Eleonora rappresenta la tipica donna dei nostri tempi. Bella, con una grande carriera, una vita agiata, un dolce marito, un figlio, una ricca famiglia alle spalle. E nonostante tutto questo è insoddisfatta. Così, dopo tristi avvenimenti che sgretolano letteralmente la famiglia che si era creata, decide di partire, di andare "oltre i confini del mondo" per fare della sua professione di medico una opera di volontariato e dare così un senso alla propria vita. In Africa incontra Assireni, una donna masai che le racconta la sua storia, il suo doloroso vissuto e le sue esperienze che sono impensabili agli occhi di un'europea. E' così che Eleonora si ritrova ad analizzare la sua vita, con una cauta e sensibile opera di introspezione, a comparare il suo vissuto con quello della masai, a vederne le somiglianze nonostante i mondi diametralmente opposti. Uno splendido viaggio interiore, nella comunità masai ma anche nella nostra vita di tutti i giorni. Consiglio questo libro a chi non è assetato di descrizioni di paesaggi e a incalzanti avventure bensì di viaggi interiori, perché il libro scorre leggero e lento, quasi a voler pian pianino aprire gli occhi del lettore e portarlo a valutare la propria esistenza, paragonandola a quella di Assireni o di Eleonora. Ho letto il romanzo in due giorni, è ben scritto e scorrevole e, a mio avviso, offre uno spunto per un possibile continuo, uno spin-off del genere letterario. Mi sono chiesta, quando sono giunta alla fine: cosa faranno adesso Assireni e la figlia Sabra? Realmente Sabra lavorerà come medico all'interno dell'ospedale vicino al villaggio masai della madre?

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      Mario Rossi

      19/11/2014 22:10:41

      Oltre i confini del mondo, di Ornella Nalon. Qual è il metro per misurare una tragedia? Qual è la dimensione del dolore? Quale fatalità può essere così sconvolgente da strappare l'anima a una persona, stracciarla in mille pezzi e disperderla al vento? Non v'è risposta a tale domanda, poiché ognuno di noi ne serba una differente nel proprio cuore. Eppure, quello di una madre che perde il proprio figlio quando egli è nel fior fiore degli anni, è un dramma la cui gravità risulta comprensibile anche a chi non si ritrova a condividerlo. Qualcosa capace di distruggere chi ne viene coinvolto, oppure rivoluzionarne drasticamente l'esistenza. È così che Eleonora, la protagonista di questo breve ma coinvolgente romanzo, decide di superare lo straziante evento lasciandosi alle spalle la vita che aveva vissuto fino a quel giorno. Raccolta la sua vita in una scarna valigia, diretta in un luogo al di fuori del mondo che lei conosce, metterà alla prova la nuova se stessa dedicandosi anima e corpo a un'attività umanitaria. E proprio lì, dove l'oscurantismo e la discriminazione regnano incontrastati, incontrerà Assireni, una donna dotata di un coraggio quasi sovrumano. Il coraggio di perseverare giorno dopo giorno di un'intera esistenza, di accettare in silenzio le prevaricazioni di una società nella quale un donna è di fatto una proprietà, di superare e sopravvivere ad avversità apparentemente insormontabili pur di offrire alla persona che lei ama più di ogni altra al mondo la possibilità di vivere una vita migliore di quella che a lei è toccata in sorte. Un romanzo scritto in modo semplice e scorrevole, ma capace di suscitare emozioni profonde. Da leggere con gli occhi e con il cuore.

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      Elena Genero Santoro

      06/11/2014 20:30:34

      Una bella storia, molto commovente e toccante, che narra di due donne apparentemente assai diverse, cresciute in mondi che non hanno nulla in comune (sono una donna africana cresciuta in una tribù e una dottoressa italiana che si è stabilita in Africa per dedicare la sua vita alla missione) ma le cui vicissitudini osservano invece un parallelismo inimmaginabile. Entrambe hanno lottato per affermare se stesse in quella che era la società in cui sono cresciute, entrambe ora fanno un bilancio della propria esistenza e raccolgono i frutti di ciò che hanno seminato. Hanno conosciuto il dolore, la perdita di persone care, e hanno fatto i conti con la loro condizione di donna. Un libro scorrevole, asciutto, che forse poteva essere più sviluppato in alcuni punti, ma che non risparmia qualche lacrima in certi passaggi struggenti.

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