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Opere. Vol. 12: Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica.

Umberto Galimberti

Editore: Feltrinelli
Edizione: 9
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 812 p., Brossura
  • EAN: 9788807888595
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Recensioni dei clienti

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    Alex

    06/02/2011 17.36.22

    Ad ogni pagina la domanda che emerge è la seguente: "Ma quando si parla di tecnica?" Galimberti mostra grande erudizione ma priva di qualsiasi finalità. In questo testo prolisso, pieno di capitoli brevissimi che spesso non presentano alcun nesso logico,si parla di anima, tragedia, epistemologia,antropologia, biologia razionalità, antropologia, psicologia, insomma di tutti i temi possibili immaginabili tranne quelli che il lettore interessato al complesso tema della tecnica si aspetterebbe. La vera presa in giro al lettore è il sottotitolo "l'uomo nell'età della tecnica". Dopo 200 pagine lette attentamente ho provato a fare una sintesi mentale, ma niente! Nessun filo conduttore, nessuna organicità.

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    Emiliano

    25/10/2009 19.40.31

    Che fatica leggere questo libro! La tematica è indubbiamente interessante, ma condivido l'opinione che il testo sia alquanto prolisso. Volete il riassunto? Eccolo: la tecnica non è più un mezzo per raggiungere gli scopi dell'uomo, bensì è diventata lo scopo di ogni iniziativa. Vi ho risparmiato oltre 700 pagine di variazioni su questo tema. Nonostante tutto do un voto alto per l'impegno profuso dal Professore (con la p maiuscola, naturalmente).

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    Alfredo

    12/09/2009 13.19.48

    Il libro di Galimberti offre un'analisi dettagliata del ruolo che la tecnica ha assunto in tutti i campi della nostra vita, fino a diventare totalizzante. Nel suo pessimismo di fondo, l'autore presenta un excursus storico che partendo dalla Grecia antica si snoda fino a Nietzche ed Heidegger con un'ampia serie di interessanti citazioni. Unico difetto, l'eccessiva ripetitività di aluni concetti (alcune citazioni sono riproposte un pò troppo spesso). Consigliato a chi ama la filosofia e anche a coloro che con troppa disonvoltura investono l'agire tecnologico del ruolo di guida sicura dell'umanità.

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    Alberto Giovelli

    02/11/2007 11.34.30

    Un libro interessante, ma con alcuni grossi difetti: è inutilmente lungo, è prolisso, è infarcito di lunghe citazioni non essenziali, e Galimberti per scriverlo ha attinto ampiamente da un libro di gran lunga più importante, più leggibile, efficace e originale, uscito per la prima volta una sessantina d'anni fa: "L'uomo è antiquato", di Guenther Anders (Boringhieri). Se vi interessa il problema della tecnica, leggete Anders prima di Galimberti. Oppure, per un saggio preliminare, leggete il breve e gustosissimo "Le opere e i giorni", di Emerson, o "La questione della tecnica" di Heidegger.

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    Andrea

    30/10/2007 22.07.50

    Opera imprescindibile per capire come si è arrivati al mondo contemporaneo, quello della tecnica, e i pericoli della sottomissione dell'uomo all'apparato, premettendo che il primo pericolo risiede nell'inconsapevolezza umana del dominio tecnico. Un pensiero umano ancora troppo umanista, che non si accorge del suo progressivo disumanizzarsi e ridursi a mera ragione strumentale e calcolante. Un libro che dovrebbe essere letto da chiunque non si voglia cullare delle illusioni in cui il mondo attuale ci immerge ogni giorno, in ogni sua manifestazione. Un'esasperazione del rimedio all'incertezza dell'accadimento che l'uomo non accetta perchè sotteso a quella volontà di vivere che lo spinge a costruire un mondo dove abitare, perchè il mondo che gli è dato è per lui invivibile in quanto l'uomo, rispetto all'animale, non è stabilizzato e carente istintualmente, e proprio in questa carenza e nella possibilità di inibire le pulsioni o di soddisfarle si annida la sua libertà.

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    CAT. MARCIANO

    25/05/2006 18.46.37

    Un'analisi lucida dell'umano e del suo destino, attraverso l'uso meticoloso della filosofia e della sua storia, con un esito tragico e disorientante, eppure necessario: la fine di ogni illusione antropocentrica per mano della tecnica, teocrazia trionfante sulle "macerie" del post-tutto. E' solo a partire da tale esito, vertiginoso ma necessariamente nichilistico, che probabilmente sarà possibile una rifondazione dell'umano in termini preminentemente soggettivi.

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    emanuela

    28/02/2005 17.26.48

    Non è solo un'analisi magistralmente condotta dell'uomo contemporaneo e uno studio approfondito ed imprescindibile per comprendere la nostra epoca, ma anche una sorta di "summa" filosofica del pensiero occidentale, sia per la cultura enciclopedica (nel vero senso del termine!) di Galimberti, che per la peculiare capacità dell'autore di organizzare l'esposizione di temi vasti e complessi attorno ad un'ampia costellazione di citazioni, mai scontate e prevedibili, ma che sono esse stesse uno stimolo a rileggere da una prospettiva diversa gli autori considerati. Una lettura che è una vera e propria "fascinazione del pensiero", una perla rara e preziosa nel mare magnum della attuale paccottiglia pseudo-culturale.

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    Simone78

    01/12/2003 13.07.39

    Chiaro e molto interessante. Tutti dovrebbero leggere questo libro per capire ciò che circonda l'uomo oggi (soprattutto come lo circonda). Fondamentale per capire quale sarà il futuro degli uomini se il mondo andrà avanti in questo modo. L'uomo non è più al centro dell'universo e del progresso...

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