L' ora di Agathe

Anne Cathrine Bomann

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Editore: Iperborea
Formato: EPUB
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 843,22 KB
Pagine della versione a stampa: 153 p.
  • EAN: 9788870915778
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Gaia la libraia

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In una cittadina francese degli anni Quaranta, uno psicanalista fa il conto alla rovescia, con puntiglio maniacale, delle ore che lo separano dalla pensione. Scapolo e senza amici, la sua vita si divide tra lo studio, dove ascolta svogliatamente i pazienti fingendo di prendere appunti mentre disegna caricature di uccelli, e la casa d'infanzia in cui ancora abita e si rintana dal mondo, origliando dai muri la vita del vicino che non ha mai visto. Qualcosa cambia quando una giovane tedesca di nome Agathe insiste per essere presa in cura da lui. Costretto ad accettarla suo malgrado e nonostante l'imminente ritiro, il medico scopre che dietro quell'aspetto fragile si nasconde una donna forte, sagace, pronta a scavare nel suo passato per affrontare il trauma inconfessabile che le ha imbrigliato l'esistenza. Una donna che lo affascina e lo sfida cogliendo in lui quel male di vivere che li accomuna e li lega in un'intesa sottile. Una paziente capace di girare lo specchio e invertire i ruoli, obbligando lui, lo psichiatra a fine carriera, il vecchio disilluso, a guardare dentro la sua stessa infelicità e a mettere in discussione, solo ora e per la prima volta, la sua vita. "L'ora di Agathe" è il racconto di una tardiva quanto fervida educazione sentimentale, il diario di una lotta interiore tra il desiderio di intimità con gli altri e con il mondo e la paura di perseguirlo, una storia che ci costringe a rallentare il ritmo, ad affinare i sensi e i pensieri, trascinandoci dolcemente nel percorso dei due protagonisti, inseguendo la speranza di essere sempre in tempo per ricominciare.
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    Robokrem

    30/04/2019 18:12:26

    Un ottimo libro, ben scritto, con una trama avvincente

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    alfonso campagna

    19/04/2019 10:15:35

    E' un bellissimo romanzo breve, o racconto lungo, nella tradizione dei centopagine di Thomas Mann, classico, e dei più recenti Peter Handke ed Alice Munro. E' la storia di un vecchio psichiatra, cuore ibernato nella misantropia, 'guarito' da una sua paziente, appunto Agathe, che ha traversato tempeste tremende per riaffiorare innocente. La narrazione è asciutta, affettata con l'accetta, deliziosa per tre ore di lettura che rappacifica con il passato. Consola che l'autrice abbia soltanto 35 anni sicchè appare lecito aspettare prove più complesse e compiute.

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    Laura

    02/04/2019 09:52:14

    Uno psicanalista a cui mancano pochi mesi alla pensione -, solo, senza famiglia o amici, stanco della solita routine, annoiato dalle chiacchiere dei suoi pazienti, che immagina come uccelli, e così li disegna durante le sedute – si trova quasi costretto a prendere una nuova paziente Agathe. Una donna tedesca, che rifiuta il ricovero nonostante la psicosi, i tentativi di suicidio, l’anoressia. Lei si presenta dicendo: “Sono qui perché ho perduto di nuovo la voglia di vivere. Non nutro alcuna illusione di poter stare bene, ma vorrei almeno funzionare”. La presenza di questa giovane donna, a poco a poco, colloquio dopo colloquio, porterà il vecchio psicanalista, prima a rendersi conto della grave crisi esistenziale che sta attraversando; è lui che ha bisogno di aiuto, più, dei suoi pazienti. Poi a rianalizzare tutta la propria vita, la propria carriera, mutando atteggiamento anche nei confronti dei pazienti, spiazzati da questo repentino ed inspiegabile cambiamento. Un libretto che promette, ma non mantiene completamente. Un’opera che alla fine pare quasi tirata via, ma che lascia interessanti riflessioni sul significato della vita, la sua utilità, nonché sulla vecchiaia, sulla morte, sul senso del tutto. Incompiuto

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    claudia

    10/03/2019 12:36:36

    I romanzi che mettono in discussione e sviscerano il rapporto tra paziente (o cliente) e terapeuta mi mettono abbastanza in difficoltà e di solito li evito. Ecco, in questo caso la mia paura era giustificata. Ho ritrovato fin dall'inizio molte incongruenze tra ciò che l'autrice avrebbe voluto comunicare, il setting e il modo in cui l'ha fatto. Tranquill*, non intendo spoilerarvi nulla, la mia riflessione si è concentrata sugli stereotipi usati: lo psicoanalista, il transfert, la paziente problematica. Più di ogni altra cosa, quello che mi ha turbata è stato il riferimento a certi disturbi e diagnosi che di certo non erano comuni negli anni '30-40. Ricordiamoci che la psicologia è una scienza abbastanza giovane e tante scoperte e classificazioni sono state realizzate anche molto dopo gli anni '50. Per quanto riguarda lo stile, non saprei cosa dire... forse leggendo letteratura di un certo tipo mi sono assuefatta ad un livello più alto, più descrittivo e introspettivo? In alcuni passaggi non mi è dispiaciuto, anzi, avrei preferito tutto un altro tipo di storia. La copertina è bella però. (Eh, me ne rendo conto, è una magra consolazione, ma se magari uno lo legge ignorando le incongruenze forse non è nemmeno da buttare.)

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  • Anne Cathrine Bomann Cover

    È una scrittrice, poetessa e psicologa danese. Vive a Copenaghen con il fidanzato filosofo e il loro cane Camus. È stata 12 volte campionessa danese di ping-pong e ha giocato diverse stagioni all'estero. L’ora di Agathe (Iperborea 2019) è il suo romanzo d'esordio, un caso editoriale alla London Book Fair, in corso di traduzione in quindici paesi. Approfondisci
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