Traduttore: E. Caillat
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 9 ottobre 2012
Pagine: 153 p., Brossura
  • EAN: 9788806207670
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Descrizione
Jean Bosmans ha l'abitudine di annotare su un taccuino tutti i frammenti di memoria che si affacciano alla sua mente. Cosi, a partire da un nome di donna, ricorda l'incontro avvenuto a fine anni Sessanta con Margaret Le Coz, una ragazza ventenne frequentata a Parigi e amata intensamente per alcuni mesi. Con Margaret, Jean ha condiviso il sentimento di essere seguito, spiato, aspettato ogni giorno, o meglio braccato. Lei da un uomo dal viso magro, gli zigomi butterati e un abito sempre troppo stretto: un certo Boyaval, lui da una donna crudele dai capelli rossi, forse sua madre. Margaret è una giovane donna bella e misteriosa, vulnerabile, segreta, silenziosa. Di lei si sa soltanto che è nata a Berlino, che è arrivata in Francia con la madre, che non ha mai conosciuto il padre e che è cresciuta in vari collegi. È una donna che fugge. E durante una delle sue fughe incontra Boyaval che inizia a perseguitarla. Fugge ancora, ma l'uomo non le dà tregua, cosi come la incalzano alcuni misteri che provengono dal suo profondo passato, zone d'ombra che di punto in bianco la convincono a nascondersi, ad abbandonare tutto senza avvertire nessuno. Una sera Margaret non si sente più sicura, abbandona precipitosamente Parigi e parte per Berlino dove sparisce senza lasciare traccia. Quarant'anni dopo, Jean, diventato uno scrittore, decide di ritrovarla: parte per Berlino dove un ragazzo incontrato per caso gli conferma che una donna con quel nome possiede una libreria li vicino...

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Recensioni dei clienti

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    Pier Morandi

    17/10/2015 13:56:41

    Amo Modiano, le sue parole dosate, le pause, i silenzi. Se posso permettermi un consiglio (se posso..) direi di non cercare in lui 'la storia', fine a se stessa, il suo sviluppo ed il suo approdo finale; per questo ci sono altri libri ed altri romanzieri. Modiano parla delle zone nascoste della vita, dei suoi interrogativi, dei dubbi (sempre legati al ricordo), e lo fa con grande classe. Non deve e non vuole risolvere niente, solo ridare luce ad angoli nascosti, dimenticati o apparentemente persi.

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    misselisabethbennet

    19/03/2015 22:10:31

    anch'io mi sarei aspettata di più ma forse il bello di questo libro resta proprio questo aspettarsi sempre qualcosa, il continuo interrogarsi su chi sia la vittima e il carnefice.... è scritto molto molto bene ma la trama effettivamente un pò delude...

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    claudio

    27/10/2014 07:58:47

    Di non facile lettura con tutti questi rimandi a quarant'anni prima. E poi il finale te lo lascia alla tua immaginazione. Ma, nonostante questo, buon lavoro di Modiano, fresco premio Nobel per la letteratura.

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    Leopoldo Roman

    24/10/2014 22:18:01

    Mi incuriosiva leggere qualcosa del premio Nobel 2014 per la letteratura ed ho scelto "L'orizzonte". Ma è stato una grande delusione. Ho faticato a terminarlo. Senza trama, scialbo, confuso. Passato senza lasciare alcun segno.

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    Roberto Agostini

    16/10/2014 10:39:40

    Per molte pagine sappiamo solo il cognome, Bosmans. È l'io vagabondo in una Parigi più beckettiana che rilkiana, la città simbolo ha assorbito il tempo e la voce narrante maschile la/lo percorre, fra l'amarezza delle cose perdute e lo stupore dei ritrovamenti possibili ricordando. È il mistero del tempo che una volta ancora domina il romanzo contemporaneo. È l'orizzonte per il Premio Nobel 2014, Patrick Modiano. Al di là non possiamo giungere ma lo scrittore ci prova, con una lingua semplice che scolpisce le pagine nelle riflessioni del personaggio ("Come diventano irrisorie anche le persone che il caso e la cattiva sorte ti avevano imposto durante l'infanzia"). A ritroso non si colmano le distanze, se ne colgono le alterità, le spezzature, blandizie, minacce. Margaret, la donna di una lunga relazione, entra ed esce, come le stagioni di un tempo mitico che non si distinguono più. Altri fantasmi si ripresentano, la madre punitiva, lo straniero butterato, e incombono. Incontri. Incroci. Ombre. La scrittura è un ausilio, un appiglio. Ma la psicologia non è il tema o lo strumento di Modiano, quanto la meraviglia del tempo fluttuante da/per piccole cose. Da qui l'ansia del protagonista-autore di tracciare degli itinerari nella sua Parigi fantasmatica, o su un lago svizzero dove la vicenda di Margaret si sdoppia, che si sovrappongano alla geografia reale, e ripercorrerli con in tasca semi di verità che possono germogliare. Ogni pagina è uno snodo di questo cammino che scorre cadenzando la lettura. Il tempo ondulatorio, caratterizzato da una quantica facilità a essere dove non è (o viceversa), non può che ritornare al principio: il ricordo gira in cerchio per l'ultima volta, ed ecco i due protagonisti si incontreranno, forse, nella Berlino da dove sono partiti innocenti e ignari, imboccando uno di quei tunnel temporali che Modiano evoca con la precisione di un fisico e poeta moderno, richiamando cocciutaggini esistenziali alla Sartre o atmosfere perdute alla Kieslowski.

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    Matteo De Chiara

    27/08/2013 18:22:42

    Uno dei più intensi scrittori contemporanei ci consegna ancora una storia che affonda nel peso del passato e nella difficoltà di esistere. Chi dice, poi, che i finali debbano svelare qualcosa?

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    Lina

    11/06/2013 01:27:35

    raffazzonato nella trama, confuso nella forma e soprattutto con un finale che non svela. una delusione totale.

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