Un oscuro scrutare

Philip K. Dick

Editore: Fanucci
Collana: Tif extra
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 336 p., Brossura
  • EAN: 9788834714676
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Recensioni dei clienti

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    astolfo

    30/10/2012 15:52:57

    Un'allucinazione posata, quotidiana, alla Orwell. Una rappresentazione pratica, fattuale, dell'io diviso di Laing un decennio prima: la fantascienza della droga è reale. L'anticipazione del Grande Fratello, nell'anno anche giusto, il 1994, quando Dick, nel 1977, immagina che i fatti si svolgano - il format oggi l'avrebbe reso miliardario. È il mondo della Sostanza M, come morte, in inglese D(eath), droga. Che viene in pasticche, da laboratori non tanto clandestini, in tubetti da un centinaio, come le aspirine. Con telecamere in ogni stanza, all'insaputa degli inquilini. Con effetti agghiaccianti: il gesto più insulso, anche solo grattarsi, vi assume senso mostruoso. Lo stato allucinato di tutti i personaggi, compresi quelli che gestiscono l'Autorità, sotto l'effetto delle droghe, compresa l'antidroga, dà alla rappresentazione il tono dell'ossessione. Titolo paolino, con citazione dalla prima lettera ai Corinti, nonché da Teilhard de Chardin e dal "Faust" di Goethe, per una sorta di armageddon dell'età della droga, cui i curatori Carlo Pagetti e Francesco Marroni attribuiscono velleità anche "teologiche" - da intendersi come spinta religiosa? Un'opera ambiziosa con cui Dick puntava a uscire dal genere fantascienza per impiantarsi nel mainstream, essere riconosciuto grande scrittore. Un lustro prima di morire a 54 anni di ictus. Di fantascientifico c'è qui solo un'allegorica "tuta disinvidualizzante", una "membrana sottilissima" cui un computer può dare in pochi minuti - Google l'avrebbe fatto in istanti - conformazioni e colori diversi attingendo da una banca dati di "un milione e mezzo" di fisionomie diverse. Ma anche l'anticipazione del presente, di paure e vergogne nella ricchezza, nella (relativa) sicurezza, in un mondo senza luce. Con storie lampo anche comicamente irresistibili: come nasce una leggenda, le varie declinazioni della gravidanza isterica, o l'impostore che "buca lo schermo" facendo l'impostore.

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    mimì

    06/07/2012 15:23:44

    Stupefacente direi! E' quanto mai azzeccato in questo caso... A parte le battute questo libro di Philip K. Dick lo descrivo in un'unica parola: sincero. Una sorta di testamento personale dove il genere fantascienza è un'offesa riduttiva e dove le pagine scritte dal maestro sono attuali come non mai. " Se avessi saputo che era innocuo l'avrei ucciso con le mie mani" "... perciò rimettiti in piedi e smettila di adorare....quello non è più il tuo Dio,il tuo idolo,sebbene lo sia stato." Consigliatissimo!

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    Giorginio

    26/02/2010 21:16:59

    Gran bel libro. Un esempio di distopica di classe, allo stesso tempo lucido e delirante. Nel suo visionario romanzo, il grande Dick prefigura un futuro non così lontano e non così impossibile. Un libro da leggere e da ricordare.

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    Maurizio Ricci

    19/02/2010 17:43:10

    Dalla penna di Philip K. Dick, per una volta, è uscito un libro ottimista. Già questo dovrebbe farci riflettere sulla rilevanza di questo "A scanner darkly" nella produzione del Nostro! Un capitolo unico nella evoluzione di Dick: il suo libro probabilmente più sincero, pur essendo il più lontano dalla sua poetica. Leggete, contestualmente a questo, "Le tre stimmate di Palmer Eldritch".

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    Moreno C.

    15/05/2009 18:40:57

    Conosciutissimo nella sola cerchia degli appassionati di fantasy e di sci-fi per lungo tempo e portato all'attenzione del grande pubblico solo da poco piu' di un decennio, Dick si deve considerare a pieno titolo come uno dei piu' importanti Autori contemporanei. Che egli sia un grande scrittore lo si capisce dal flusso della sua prosa: ora dosato, ora pieno, ma sempre costante, continuo, senza tentennamenti: cosi' come avviene quando esiste il Bisogno di scrivere; il che e' la Dote che tutti i grandi scrittori, appunto, hanno. 'Un oscuro scrutare' e' un romanzo molto autobiografico che si discosta nettamente dalle solite produzioni fantascientifiche di Dick, pur includendo i topoi letterari tipici della science-fiction. Il libro e' in sostanza un'allegoria; avvalendosi di toni soprattutto drammatici, ma talora esplicitamente comici e grotteschi, parla dell'annientamento dell'Identita', del ribaltamento della Realta', della Solitudine. Anche se la lettura puo' sembrare ostica ed anche se la storia pare inconcludente, 'Un oscuro scrutare' coglie nel segno per il fatto di riuscire a smuovere l'interiorita' del lettore e di riverberare anche dopo che lo si sia terminato, in modo che ciascuno possa attribuirgli il senso che piu' ritiene adeguato.

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    Moreno C.

    15/05/2009 18:38:28

    Conosciutissimo nella sola cerchia degli appassionati di fantasy e di sci-fi per lungo tempo e portato all'attenzione del grande pubblico solo da poco piu' di un decennio, Dick si deve considerare a pieno titolo come uno dei piu' importanti Autori contemporanei. Che egli sia un grande scrittore lo si capisce dal flusso della sua prosa: ora dosato, ora pieno, ma sempre costante, continuo, senza tentennamenti: cosi' come avviene quando esiste il Bisogno di scrivere; il che e' la Dote che tutti i grandi scrittori, appunto, hanno. 'Un oscuro scrutare' e' un romanzo molto autobiografico che si discosta nettamente dalle solite produzioni fantascientifiche di Dick, pur includendo i topoi letterari tipici della science-fiction. Il libro e' in sostanza un'allegoria; avvalendosi di toni soprattutto drammatici, ma talora esplicitamente comici e grotteschi, parla dell'annientamento dell'Identita', del ribaltamento della Realta', della Solitudine. Anche se la lettura puo' sembrare ostica ed anche se la storia pare inconcludente, 'Un oscuro scrutare' coglie nel segno per il fatto di riuscire a smuovere l'interiorita' del lettore e di riverberare anche dopo che lo si sia terminato, in modo che ciascuno possa attribuirgli il senso che piu' ritiene adeguato.

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    alfredo

    18/04/2009 22:49:48

    Uno dei più grandi romanzi del '900. Solo Celine ebbe il coraggio di spingersi tanto a fondo nei disastri dell'animo umano. Lettori italiani, avezzi alla letteratura alta e farcita di sproloqui epocali, ascoltate, lasciate perdere Gadda e leggete qualcosa che riguardi le vostre orme, inevitabili e future.

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    Blasco78

    22/04/2007 17:21:02

    Bellissimo, amara riflessione della condizione dei tossicodipendenti, ke alla fine risultano vittime della società....nonostante sia stato scritto tempo fa, risulta attualissimo per i temi ke tratta...allucinanti le paranoie e le discussioni dei personaggi sotto l'effetto della sostanza M...da leggere e da rifletterci.

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