Padri. Avventure di maschi perplessi

Carlo Grande

Anno edizione: 2006
In commercio dal: 16 marzo 2006
Pagine: 123 p., Brossura
  • EAN: 9788879288187
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Recensioni dei clienti

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    Wallace

    14/12/2007 23:49:03

    Conoscevo già l'autore sia per il bellissimo e quasi gotico "La via dei lupi" e "La cavalcata selvaggia". Anche questa volta non mi ha deluso, fra tante storie posticce, scritte in modo sciatto e senza anima, ecco alcune "fotografie" della condizione dei maschi oggi, riprese con empatia ma anche senza stucchevolezze, e a volte anche con durezza. Altro che buoni sentimenti... Esilarante (e fa riflettere) il racconto sui bonobo, le scimmie più sexy del mondo... Da leggere, assolutamente, come gli altri di questo autore

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    Antonio

    11/07/2007 13:26:00

    Libro di buoni sentimenti, con numerose citazioni ma con uno stile poco graffiante. Pur essendo breve ho fatto fatica a finirlo; l'ultimo raccontro è poco chiaro.

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    GIBIN MASSIMILIANO

    18/12/2006 09:58:40

    Ho letto il libro ' PADRI ' e l'ho trovato coinvolgente , emozionante , pungente in poche parole bellissimo . > COINVOLGENTE : mi sono immedesimato e ritrovato in molte circostanze descritte. > In particolare : > 1 - la figura di un padre che come il mio rimane un faro della mia vita . Il mio ha 73 anni e per anni ha lavorato in giro per l'Italia e per il mondo pero' ora che e' in pensione e' un vulcano di consigli. > 2 - La storia di Giovanni e la sindrome di Peter Pan sono quanto di piu' vero accade attualmente nel mio ufficio. Siamo un gruppo di 40 enni con un'unica donna , quante sciocchezze sento per poter essere il capo branco .... > Inoltre ci sarebbe molto da parlare sul cambiamento che le donne hanno avuto nella societa' moderna in cui a mio avviso hanno perso parte delle loro caratteristiche la dolcezza e la sensibilita'. > 3 - L'affetto per la montagna . La montagna e' il luogo dove i pensieri e le riflessioni volano lontano. > EMOZIONANTE : Don NINO e la lettera mi e' sembrato di leggere una fiaba ... che emozione per Carlo ma anche per il lettore . > PUNGENTE : Jose' l'uomo venuto da lontano per donare un mondo migliore al figlio ripudiato dalla societa' occidentale in cui i valori Cristiani sono solo piu' sbandierati a parole . Questa societa' che e' anche esportatrice di liberta' e democrazia .... > BELLISSIMO : e' l'aggettivo giusto per ringraziare Carlo Grande di queste 122 pagine cosi' ricche di significato , raramente mi e' capitato di appassionarmi cosi' per un libro. > MASSIMILIANO

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    Franco Pescivolo

    30/05/2006 14:18:14

    Esistono libri di vario tipo e questo è di quelli che fanno pensare. Ho trovato una gran varietà di contenuti e riflessioni nei racconti di C.Grande, e finalmente si parla di padri, questi sconosciuti !! Padri che in quest'era informatizzata non sono solo degli efficienti "computer". Ho individuato, inoltre, un comune denominatore con i precedenti libri dell'autore e cioè il binomio montagna-libertà. Francois che per non sottomettersi alla prepotenza e al potere, percorre "la via dei lupi". Pribaz ne "la cavalcata selvaggia" lascia alle spalle il campo di prigionia in India per conquistare le vette himalaiane. Anche nei "padri" si respira aria di montagna e...di libertà !

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    Cadima

    28/05/2006 23:39:14

    Per apprezzare i racconti di C.Grande non basta guardare la bella copertina, ma leggerli, ponendo l'attenzione su più livelli. Le storie, interessanti e attuali,propongono tematiche diverse dimostrando che l'autore è un attento osservatore di gesti,atteggiamenti, linguaggio di figli e padri. La buona scrittura, che può apparire semplice per qualcuno,non è certo banale ed è sicuramente di qualità, come nei precedenti libri.In questi racconti, però, c'è un valore aggiunto:ci obbligano a riflettere, a guardarci dentro (uomini e donne)senza sorvolare sulle piccole meschinità quotidiane, per evitare "l'atrofia sentimentale".I personaggi si interrogano, sono dubbiosi, inquieti e perplessi mostrando la loro vulnerabilità. Questa è la loro forza(concordo pienamente con quanto scrive Roberto).C.Grande, con la profondità dei sentimenti espressi, sprigiona una notevole energia di pensiero che dimostra la sua crescita umana e letteraria. Ripensando ai suoi precedenti libri, ho la sensazione che abbia quasi tracciato un percorso di analisi sulla condizione di solitudine che si può vivere pur circondati da tante persone (Pribaz nella "cavalcata selvaggia",da persone con troppe certezze e ansia di vivere (i padri),mentre chi sta in solitudine sulla cima di una vetta non si sente solo ma libero (Francois nella "via dei lupi") e talvolta anche appagato (ancora nei "padri").E naturalmente la solitudine dei padri di fronte alle loro incertezze e al timore di essere inadeguati. Spero quindi che l'autore voglia ancora approfondire, nei futuri romanzi,questa introspezione... che fa crescere anche noi lettori. Così come spero che l'editore riesca a promuovere questi autori che hanno qualcosa da dire, emozioni da trasmettere, procurando loro maggiore visibilità in modo che il lettore possa scegliere senza essere frastornato da insulsi libri troppo pubblicizzati.

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    ant

    15/05/2006 17:54:21

    Solo la copertina merita 10, comunque i racconti sono accomunati da un leit-motiv comune che è la semplicità d'animo e magari con qualche sforzo in più potevano essere più appetibili. Per concludere volevo sottolineare la frase che mi ha maggiormente colpito : "Mi piacevano gli alpeggi, l'ondeggiare del torrente, il vento sui valichi, il suono delle campane che sale dal paese.L'aria era buona,l'acqua era buona, l'acqua era il nostro vino. E tutte quelle cose insieme si chiamavano:LIBERTA'".

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    Michele Fronterre'

    09/05/2006 17:43:50

    Padri è la raccolta di una serie di racconti che hanno come protagonisti dei padri. Lo scrittore, cronista lirico, riesce con la semplicità della forma e l'immediatezza delle immagini a comunicare forti emozioni. Argomenti dell'attualità crudi e struggenti, indagini introspettive che vanno dell'erotico al comico, una natura immanente, a volte leopardiana a volte pascoliana, sono i mattoni con cui lo scrittore, abile "mastro" della parola realizza la sua opera. Un'opera completa che soddisfa sia chi cerca il fine romantico dell'impegno civile con "Liberaci dal male"; sia chi predilige quello estetico con diversi racconti dove la bellezza della natura, e della montagna in particolare, splendidamente descritta con dovizia di particolari e di profumi coivolgono il lettore in un'atmosfera fatta di altopiani, boschi e mulattiere di limpida e primigenea bellezza.

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    Roberto Grande

    06/04/2006 14:36:11

    La perplessità è un talento, tanto più di questi tempi che ostentano falsa sicurezza . Il libro ci aiuta a capire che gli esseri umani sono tutt'altro che monoliti, che i dettagli e la profondità dell'animo non hanno un colore unico. Ci dice che metterci in gioco fa crescere anche se costa fatica. Ma è un bel gioco, appunto. Un figlio non è un cellulare che se non funziona lo porti a riparare e cerchi di spendere il meno possibile, così come non ricomperi un padre difettoso e magari vorresti pure il resto. Le storie non parlano di padri insicuri bensì di maschi che si interrogano, vanno all'avventura con la loro paternità nello zaino. Non urlano e non si consumano in acconciature e muscoli. Riflettono.. Che scandalo! Chiediamo alle donne e ai figli cosa cercano nei padri: il successo sociale? la competizione? Anche questo nuovo libro di Carlo indica una ricerca, una strada da seguire, una via dei lupi non facile ma indispensabile. I bambini non imitano cio' che diciamo, ma cosa facciamo. Sarà già tutto se i figli imiteranno i padri nella riflessione sulla vita. E' una delle poche cose gratis..

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