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Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l'ambiente contro il degrado civile

Salvatore Settis

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 326 p., Brossura
  • EAN: 9788806210373
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Recensioni dei clienti

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    mdr

    24/01/2014 15.26.59

    L'impegno di Salvatore Settis per la tutela del paesaggio è per certo encomiabile, e il suo libro può essere consigliato a chi si interessa professionalmente degli stessi problemi; ma io ho trovato noiosi i lunghi elenchi di articoli e progressive modifiche con relative date e ogni sorta di minuzia annotata a ribadire come l'articolo 9 della Costituzione venga spesso, anzi quasi sempre, disatteso. Per il curioso è preferibile Italia S.p.A. dello stesso autore: stesso spirito, stessa precisione, ma in un libro più stringato.

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    alberto

    18/05/2013 15.30.42

    una scoperta sensazionale!! un principio basilare della costituzione italiana calpestato come fosse carta igienica; questo in sintesi la morale del libro di settis, un testo credo, fondamentale per capire due cose: la prima che il territorio, il paeseggio, i beni culturali e la ricerca scientifica sono l'architrave del progresso civile dell'italia; il secondo che la politica italiana è giunta la suo massimo di corruzione e inadempimento del dettato costituzionale e che dunque i cittadini hanno tutti i diritti a ribellarsi a questo stato di cose. non lo dico io, lo dice settis. saluti alberto

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    Antonio D'Agostino

    14/12/2010 20.18.40

    Questo libro è straordinario! La stima che nutro per Settis è grande! Si conferma , con questo lavoro , non solo un grande "accademico" , ma come un vero intellettuale civile! Se tutti gli "accademici" fossero come Settis , il nostro "Bel-Paese" (quel che resta!) sarebbe meno indifeso di fronte alla furia degli speculatori che lo saccheggiano , mortificandolo solo per l'accrescimento dei propri profitti! L'ultimo capitolo è un richiamo alla "resistenza" dell'azione popolare per i valori della bellezza e della "publica utilitas"! Intellettuali da salotto , impiegati del catasto della "cultura" , prendete esempio da Settis . Recitate il "mea culpa"!

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