Un Paese ci vuole. Sedici grandi italiani si raccontano

Silvia Truzzi

Editore: Longanesi
Collana: Le spade
Anno edizione: 2015
Pagine: 262 p., Brossura
  • EAN: 9788830442399
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Descrizione

Silvia Truzzi ha incontrato per Il Fatto quotidiano sedici italiani con i capelli bianchi, che in queste pagine raccontando se stessi ci parlano del passato e del futuro dell’Italia.

Cesare Pavese scriveva che «Un paese vuol dire non essere soli». Ma nella velocità dei cambiamenti, sociali e politici, nel frastuono della comunicazione incessante, non è facile trovare punti di riferimento che ci facciano sentire felicemente parte di un Paese. Allenare la memoria non è un esercizio comune: Silvia Truzzi ha incontrato per Il Fatto quotidiano sedici italiani con i capelli bianchi, che in queste pagine raccontando se stessi ci parlano del passato e del futuro dell’Italia, di impegno e politica, di quel che ci manca e di quello che, con negligente disat - tenzione, abbiamo perso. O che abbiamo dimenticato, magari per comodità. Viene così alla luce un ricchissimo patrimonio di cultura, saggezza e umanità che non può essere liquidato con il detestabile slogan della «rottamazione». Sedici grandi voci hanno ancora qualcosa di molto importante da dirci: Andrea Camilleri, Luciana Castellina, Guido Ceronetti, Pietro Citati, Gherardo Colombo, Massimo Fini, Vittorio Gregotti, Claudio Magris, Dacia Maraini, Piergaetano Marchetti, Piero Ottone, Giampaolo Pansa, Stefano Rodotà, Giovanni Sartori, Emanuele Severino, Gustavo Zagrebelsky.

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    Il libraio di Novara

    16/12/2015 14:39:22

    Voci e parole di 16 grandi italiani che raccontano se stessi e il Paese per mettere insieme riflessioni su passato e presente utili per il nostro futuro.

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    Cinzia Cavallo

    27/05/2015 12:57:35

    Il saggio di Silvia Truzzi ci accompagna con sapienza nel regno di idee maturate nel tempo e nella cultura. Incontriamo così grandi protagonisti della letteratura e del pensiero svelati con rispetto e sensibilità dalla scrittrice che li introduce al lettore con riflessioni e osservazioni utili a rivelarne anche la dimensione privata e familiare. Mostra grande abilità nel formulare domande a largo spettro così da concedere ai suoi interlocutori l'agio di spaziare nei loro vasti saperi. Nello scorrere dei ricordi si sente vibrare una sottile vena di nostalgia per il clima di grande fervore di idee e di contatti che caratterizzò gran parte dell'esistenza di questi grandi personaggi, sempre segnata da confronti e scontri di opposte visioni, in una dialettica funzionale alla conoscenza e alla democrazia. Con sconcerto molti di loro guardano alla situazione attuale in cui una mediocre classe politica sta tentando di sopravvivere tra selfie, tweet e slogan abbarbicata al carro di un vincitore iperattivo e ambizioso. Scomparso il ragionamento, sotterrato il confronto democratico, annullata ogni tensione al bene comune, non resta per alcuni di questi intellettuali che trovare conforto in un sapiente distacco. "Un paese ci vuole" si propone come breve antologia della saggezza che non arriva come dono naturale della senilità, ma che è il compendio di una vita trascorsa a elaborare concetti sempre in continuità con i pensatori di epoche passate. Procedere assieme alla propria storia crea le basi per affrontare il futuro con vera innovazione. Nessuna nostalgia per un'Italia che da vent'anni dilapida per ignoranza il proprio patrimonio culturale con la presunzione di poterlo espellere persino dalle coscienze. Il saggio di Silvia Truzzi stimola il desiderio di vivere in un paese civile e responsabile in cui l'identità di ciascuno sia rafforzata dal senso di appartenenza ad una terra comune e confida che questa possibilità possa essere costruita con coraggio attorno alla Cultura

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