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Giuseppe Culicchia

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 327 p. , Brossura
  • EAN: 9788811680383

Recensioni dei clienti

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    remo

    23/04/2014 09.55.23

    nel 1977 avevo 18 anni e mi rispecchio fedelmente con attila.....io ero cosi....romantico e abbastanza impacciato con le ragazze gli anni di piombo erano proprio cosi, dolci da una parte perchè comunque a 18 anni ti senti padrone del mondo con la libertà degli anni 70...violenti e di contrasto perchè non volevi credere alla fabbrica delle bombe (CMC) ma la realtà è quella. amo questo libro l'ho già letto e riletto parecchie volte e sono in attesa che culicchia faccia uscire il seguito...con attila e margherita che magari si incontrano......

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    max

    07/02/2011 18.04.42

    ho letto quasi tutti i libri di Culicchia, grande scrittore sottovalutato e questo e' una meraviglia, nel vero senso della parola...fantastici i 2 protagonisti cosi' diversi ma cosi' complementari, bella la storia d'amore di Attila, pura, pulita, a suo modo profonda... vedo consigliare tanti libri di giovani autori alle scuole,e cio' e ' bello, ma spesso libri con veramente con poco spessore,questo potrebbe essere letto e fare la felicita' di tanti giovani...

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    anticonemico

    04/05/2009 09.30.04

    Il romanzo e' pieno zeppo di situazioni divertenti e in fondo in fondo alcuni personaggi (come l'amico Zazzi) sono anche spassosi ma sinceramente di nonni saggi in contraltare a genitori disattenti non se ne puo' proprio piu'! Questo sara' il centesimo nonno meraviglioso che trovo in un romanzo Italiano....Ma i nostri avi sono cosi' preziosi???

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    rico

    27/04/2009 14.39.29

    Mi spiace dirlo, ma il romanzo di Culicchia non fa presa. La ricostruzione degli anni 70 è parziale e posticcia, uno scenario di cartapesta. L'utilizzo dei tormentoni, in precedenti lavori funzionali alla trama, qui sfianca il lettore anzichè divertirlo. I due personaggi principali sono descritti con relativa accuratezza, ma è tutto il contorno che fa acqua, e così la lettura arranca. Ho molto amato l'opera d'esordio, ma temo resti a tutt'oggi il suo libro migliore.

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    michele

    15/12/2007 18.21.08

    libro bellissimo che ho letto tutto d'un fiato. L'ho scoperto tra i libri di mio figlio diciassettenne. Io sono del 62 e facevo la seconda superiore nel 1977. Più o meno era quello il clima che si respirava alle superiori. Dopo questo libro ho letto altro di culicchia. Mi sono piaciuti "tutti giù per terra" e "un'estate al mare". Non male come scrittore. Penso che lo terrò d'occhio in libreria quando uscirà con nuove pubblicazioni.

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    conteugolino

    09/12/2007 16.00.08

    Non condivido le critiche negative. E' un gran bel libro che si fa leggere con piacere.

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    patroclo

    10/06/2007 12.50.08

    ho provato in tutti i modi a salvarlo, questo romanzo di Culicchia, ma é proprio impossibile. il problema é che Culicchia sa scrivere, ha una voce semplice ma fresca - peró se ha voglia di scrivere un romanzo sull´adolescenza e la fine della scuola e i primi amori, mica se ne deve vergognare. perché qui la sensazione é che se ne sia un pó vergognato, e abbia deciso di truccarlo da romanzo diciamo storico, ambientandolo in un 1977 totalmente posticcio e pretestuoso (perché si capisce che invece i personaggi non parlano e non pensano da 1977, ma diciamo da inizio/metá anni ottanta). e da qui - seppur con un inizio che mi aveva fatto sperare - nascono tutti i problemi del libro. personaggi che diventano pian piano stereotipati (in quanto costretti a vivere una realtá che non é la loro), la "sorpresa" finale sulla sorella (secondo me telefonatissima), lo scrittore che perde il ritmo e le idee ed é costretto a trovatine misere tipo la ripetizione del capitolo sulle assemblee di istituto etc. un peccato. ripeto Culicchia possiede una qualitá di scrittura semplice e fresca, e secondo me uno sguardo autentico su gioventú, adolescenza, genitori e temi ivi correlati: é un peccato che invece di valorizzarlo, se ne senta in colpa, e si carichi di ambizioni superiori alle (o differenti dalle) sue vere qualitá.

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    Cinzia

    05/06/2007 13.10.27

    Avevo grandi aspettative per questo libro consigliatomi da una persona che dice di amare Culicchia sopra ogni altro scrittore degli ultimi tempi. Risultato: è più di un mese che me lo porto avanti, senza riuscire a concluderlo perchè manca totalmente il mordente, lettura poco stimolante, personaggi stereotipati e luoghi comuni a gogo. Posso sembrare bigotta, ma non se ne può più del linguaggio volgare di Zazzi... Sono perplessa...

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    Fede

    24/01/2007 12.04.21

    Bravo Culicchia! Si legge tutto d'un fiato e ci s'innamora dei personaggi (molto ben caratterizzati). Consigliato a chi ha già concluso il liceo da un po' e ha voglia di immergersi ancora in quell'atmosfera.

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    Marta

    19/01/2007 19.42.32

    Devo dire che si legge d'un fiato e a tratti riesce anche a divertire, tuttavia ho trovato la trama alquanto inconsistente e anche il contesto storico sociale rimane troppo sullo sfondo. A mio avviso non basta citare qua e la' qualche fatto di cronaca o di costume per far rivivere le atmosfere degli anni '70.

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    Leonardo

    28/07/2006 08.20.55

    E' stato il primo libro di Culicchia che ho letto e l'ho trovato molto bello. Alternando leggerezza a profondità traccia un profilo molto coinvolgente di fine anni '70 creando quel misto di divertimento e malinconia che rendono appassionante la lettura.

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    Greta

    25/06/2006 16.57.29

    Culicchia è cresciuto, in ogni senso. Ambientazione nel 1977, protagonisti sono due quattordicenni e la loro amicizia. In apparenza i due sono molto diversi, come ceto sociale e come pensiero politico: comunista contro fascista. Ma il legame tra di loro è molto forte, perché alla base c’è davvero un affetto incondizionato. Di contorno ci sono personaggi stupendi anche nella loro banalità o nel loro squallore. Alcuni sono meravigliosi e teneri, altri odiosi all’estrema potenza, e qui si capisce la bravura dell’autore, che esagera in un senso e nell’altro, facendo un po’ il verso e estremizzando il personaggio reale e riducendolo a quello che lui vuole: La parodia di se stesso. Come nel suo primo lavoro, Culicchia fotografa un periodo del passato, e questa volta scatta il flash su quegli anni tragici e lo fa con ironia e divertimento ma anche con tanta amarezza che si riscontra soprattutto nel finale. Più di 300 pagine, 100 mini capitoli e una cronologia finale del 1977 con i fatti più importanti. L’ho letto in poco tempo, avevo sete di ogni pagina e anche se nel 1977 avevo solo nove anni, certe cose mi sono rimaste incollate come il colore degli occhi. Bravissimo, davvero. Nel descrivere con poesia certe assurdità e nel cercare di ridere anche nella tragedia. E’ un libro che in certi punti fa davvero ridere, non si può non farlo, e che dona davvero tenerezza e ricordi: la prima ragioneria di Attila è stata anche la nostra. Certi turbamenti sono stati i nostri e la caricatura che fa del genitore medio è troppo speciale….e amarissima.

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