Palmira. Storia di un tesoro in pericolo

Paul Veyne

Traduttore: E. Lana
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 2 novembre 2017
Pagine: 104 p., Brossura
  • EAN: 9788811675334
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Descrizione

Dopo aver conquistato nel maggio del 2015 la città siriana di Palmira, conosciuta come la "Venezia di sabbia" per le sue straordinarie bellezze artistiche, i miliziani dell'ISIS intraprendono una imponente campagna di distruzione di una delle più preziose aree archeologiche del mondo. La notizie fa immediatamente scalpore, e la barbarie raggiunge il culmine con la decapitazione di Khaled al-Asaad, il responsabile del sito che ha eroicamente tentato di difendere quell'inestimabile patrimonio. Quasi un anno dopo, la città viene finalmente liberata da quella furia devastatrice, ma resta ancora esposta alle devastazioni di una feroce guerra tra fazioni. Ma perché l'arte è il nemico dei nuovi terroristi? E perché proprio Palmira? Nel suo racconto, Paul Veyne ripercorre la storia di questo nodo urbano dove si sono succeduti popoli e civiltà e che fu teatro della illuminata corte della mitica regina Zenobia, firmando un commovente manifesto di rivendicazione dei valori della convivenza e del multiculturalismo.

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    luciano

    03/12/2016 21:39:08

    Il libro è dedicato a Khaled al-Asaad, archeologo e direttore delle Antichità di Palmira, che, il 18 agosto 2015, fu torturato e decapitato dall' Isis “ per essersi interessato agli idoli”. Palmira, invece, era una città tollerante, in essa coesistevano pacificamente culti religiosi di natura diversa: “ divinità aramaiche, mesopotamiche, arabe e perfino persiane o egizie...e ognuno poteva venerare gli dei che voleva.” A Palmira, insomma, si sentiva soffiare “ un fremito di libertà, di anticonformismo, di multiculturalismo”. L' Isis ha distrutto il tempio dio Bel nel nome di un pensiero unico, di una religione unica, dimenticandosi “ che conoscere una sola cultura, la propria, significa condannarsi a vivere una vita soltanto, isolati dal mondo che ci circonda.” Massimo voto per la testimonianza sofferta dell'autore ottantaseienne, uno dei massimi esperti delle civiltà antiche.

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