Editore: NN Editore
Collana: ViceVersa
Anno edizione: 2015
Pagine: 198 p., Brossura
  • EAN: 9788899253059
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  La cifra di Tommaso Pincio, uno dei nostri scrittori più originali, è il gioco di bussolotti. Già, come sappiamo, il suo nom de plume è un calco, un calco che con successo ne ha obliterato il nome originale. E, a dire il vero, l'espressione nom de plume, nel caso, suona un po' arcaica. Ci troviamo in una dimensione virtuale che sostituisce il reale pur rimanendovi connessa con mille peduncoli. E quale occasione più ghiotta di quella offerta dagli attuali social network, dove le due dimensioni si intrecciano in modo inestricabile? In uno sfumato cronotopo romano Ottavio Tondi, ultimo celibe rampollo di una famiglia di abili e avidi commercialisti, rifiuta ogni ruolo sociale, è votato all'inazione, salvo la lettura: è l'epitome, anzi, del lettore puro, disinteressato. Insomma, se vogliamo, è uno dei tanti antieroi letterari che, a partire dal decadentismo, scelgono di veder scorrere la vita davanti ai loro occhi. Ma i termini appena usati sono ingannevoli: l'eroe decadente rifiuta una precisa società, qui si rifiuta quella che è ormai una non società che si realizza mediaticamente, e la vita che Tondi guarda scorrere è quella dei libri, prima, − ancora troppo carnali – e, poi, delle webcam, degli schermi elettronici. Tondi, all'improvviso, diventa celebre come "il lettore" e come consulente della Bianca, collana fiore all'occhiello di una famosa casa editrice. Arriva addirittura a dare spettacoli di lettura, attenzione!, nel senso di leggere silenziosamente un libro su un palcoscenico, e sul divano di casa. Il pubblico è estasiato. Ma la parabola, come sempre accade, a un certo punto declina, anzi precipita. I libri, la lettura col tempo diventano qualcosa di obsoleto, non solo, di osceno. Si fanno avanti nuovi giganti della montagna, come la volgarmente aggressiva opinionista tv Loretta Buia o come i teppisti che massacrano Tondi sul ponte Sisto perché di notte passeggia col decadente Bruges la morta in mano ("Ma cosa ti leggi, scemo?). Ormai senza più un mestiere, vagabondando per Roma, incontra il poeta Mario Esquilino, autore di Acque chete. Sillabario delle possibilità di esistere, testo da lui cassato quando era il brillante consulente della Bianca. Esquilino lo avvia al fumo e lo spinge a farsi adepto di Panorama, un social dalle particolari regole, che obbliga i membri della community a tenere sempre accesa una webcam dove vivono. E qui Tondi incontra Ligeia Tissot, una giovane e affascinante (così pare dalla foto-immagine del profilo) donna imbevuta di letteratura. E inizia una bella quasi storia d'amore virtuale. Ma quando Ottavio si lascia un po' troppo andare Ligeia scompare e la webcam resta fissa sul suo letto, non più sfatto e seduttivo, ma ormai sempre perfettamente in ordine e con la sbeffeggiante scritta "Vaffanculo". E così si oscura anche la vita di Ottavio. Entra in campo il narratore (Mario Esquilino?, che è poi un alias di Tommaso Pincio, autore effettivo, pare, di Acque chete, uscito dalla fantomatica casa editrice Mirror con una copertina che è un falso Adelphi) il quale vuole scoprire tutto di questa historia de un amor: accede a Panorama e senza neppure rendersene conto digita la password che è il suo stesso nome… Ligeia è dunque una creatura di Esquilino, e così lo stesso Tondi, e dunque si tratta di creature doppiamente virtuali di Pincio…? Insomma, una mise en abyme da capogiro. Nel libro c'è molto altro, ci sono gli amici reali di Pincio che entrano come personaggi, c'è una critica in forma parodistica dei nostri tempi in cui gli effetti di realtà sembrano prevalere su ogni altra cosa, dove sentimenti ed emozioni si esprimono con emoticon prefabbricati, dove i libri scompaiono senza bisogno di roghi. Panorama è un apologo, una fata morgana virtuale, un libro che deborda da se stesso. Accendete il computer e cercate il profilo di Ligeia Tissot. mailto:m.ugomarchetti@gmail.com Mario Marchetti

Recensioni dei clienti

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    Corrado Bia

    12/05/2016 10:59:08

    ho ritrovato tommaso pincio dopo aver letto anni fa ,un amore dell'altro mondo, e ricordo che il suo stile mi aveva incuriosito, diverso dai molti, che seppur bravi non vanno oltre ad una descrizione di ciò che conoscono. la sua narrativa invece si muove libera da schemi e lacci temporali. ora, con Panorama è stato come ritrovare un vecchio amico e l'incontro è stato anche stavolta felice. bella e come sempre originale la trama, sviluppata intorno ad un personaggio che non dimenticherò facilmente. nel libro si parla inoltre di un ipotetica fine dell'editoria e di conseguenza dell'estinzione di noi lettori, ma finchè ci saranno autori come Pincio, direi che possiamo stare trnquilli.

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    RICCARDO

    21/01/2016 09:59:26

    Leggo poca letteratura italiana , ma questo è un romanzo che me la fa rivalutare completamente. L'avvertimento ( o la amara rassegnazione ) che si cela dietro all'immagine di un antieroe dei giorni nostri , una figura dignitosa e intelligente che pian piano viene irrimediabilmente corrotta e affogata nell'insulso e dilagante mare del qualunquismo , della nullità e della vita 2.0 contemporanea , basata più sul numero di like che altro.

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    Sbaruffo

    23/12/2015 16:35:10

    Scritto benissimo, stimolante sotto tutti i punti di vista, coglie benissimo il succo del mondo social contemporaneo, e del mondo altrettanto voyeristico del "libro". L'esistenza e l'occhio ne escono con le ossa rotte, in compenso si legge d'un fiato. Pincio sa scrivere davvero bene e c'è tanta ciccia. Complimenti.

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    ALIDA

    14/12/2015 10:22:05

    questo libro va a finire dritto dritto nella top 5 dei peggiori libri letti nella mia vita. inutile, autoreferenziale, inconcludente; personaggi scialbi e che fanno venire i nervi.

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    Annamaria

    02/10/2015 23:06:35

    Una libro che parla della lettura come scelta di vita, di un uomo che rinuncia a una professione sicura pur di continuare a leggere e delle ricadute che questa scelta ha sulla sua vita. Parla del nostro tempo e forse anche di quello che ci aspetta perché mette in relazione la lettura con il mondo in cui viviamo fatto di schermi, virtaulità, social ecc. Stra-or-di-na-rio.

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    marco mauro

    10/08/2015 13:59:49

    ottavio tondi o soprattutto ligeia tissot. ligeia? tissot? sembrano anagrammi più che nomi. sigle che rimandano a marche di orologi o band musicali tipo righeira. nomi poco importanti poco musicali. con personaggi così non si possono costruire racconti. un libro così può trarre solo spunti da 'scrittori' come terry ciabatty. robe de no atri. il livello basso di certa letteratura fortunatamente è reso pubblico da case editrici minori, che si spera diffondano poco libri che per qualitá non meritano il nostro prezioso tempo di lettura. certi scrittori dovrebbero continuare a scriversi post fra di loro su facebook o privatamente senza però occupare spazio fra gli scaffali delle già sovraffollate librerie, che non hanno bisogno di scrittori mediocri, ma di grandi libri. il gorgo pincio ciabatt genna lagioiano non ha ragione di esistere. per sfinimento e giochi di amicizie ce li ritroveremo su riviste e libri. si citeranno a vicenda nella triste deriva della letteratura minore italica. povera italia.

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