Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 26
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 gennaio 2015
Pagine: LXIV-245 p., Brossura
  • EAN: 9788811810827
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Descrizione

A Parigi, nella pensione di Mme Vauquer abitano Eugène de Rastignac, uno studente povero ma ambizioso, Vautrin, che si saprà essere un forzato evaso, e Goriot, un vecchio che sembra roso da una pena segreta. A poco a poco Eugène scopre il segreto di Goriot: si è rovinato per assicurare una vita agiata alle sue due figlie Anastasie e Delphine che, sposate a due nobili, vedono il padre solo per estorcergli i pochi soldi rimasti. Durante un furioso litigio tra le figlie alla presenza del padre, questi ha un attacco di apoplessia. Nell'agonia, in preda al delirio, Goriot crede che le figlie, che sono a un ballo, siano presenti e muore benedicendole. Eugène sarà l'unico che seguirà il funerale del vecchio. Introduzione di Lanfranco Binni.

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    Norma

    22/09/2018 13:52:13

    La vicenda di un padre che ha dedicato la propria vita alle due figlie, cercandole di introdurle nei salotti della gente che conta di Parigi, spogliandosi di ogni avere pur di vederle felici e realizzate. Ma Anastasie e Delphine presto dimenticano le proprie origini calandosi alla perfezione nell'ambiente ipocrita e arrivista di quella società. Per loro il padre ha rappresentato solo ' un bancomat '.

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    AdrianaT.

    05/11/2017 08:15:20

    Passare all'opera vera e propria di uno scrittore dopo averne letto la biografia di Zweig è sempre un rischio. Il rischio è che piaccia di più l'uomo e come è reso da Zweig - magnifico narratore di vite (compresa la sua ne 'Il mondo di ieri') e di arte - che lo scrittore. Mi è capitato con Dostoevskij, di cui Zweig ha fatto un ritratto esaltante, di sperimentare il mio slancio arenarsi come una pedalata su per lo Zoncolan. Il rischio era che succedesse lo stesso con Balzac. L'entusiasmo di Zweig per questo scrittore è al limite dell'adulazione e, come uno sponsor perfetto, inesorabilmente contagioso: "L’uomo ha in sé qualcosa che vale ben più delle buone o delle cattive maniere, ha genialità che vi elettrizza e vi trasporta in regioni intellettuali ben più elevate, ha il genio che vi fa uscire da voi stessi, che vi fa comprendere tutto quel che è mancato alla vostra vita." Mi è sorto però il dubbio che Zweig non fosse pienamente consapevole della portata del proprio talento, molto più lucido e consapevole dei suoi biografati, e quando definisce Papà Goriot un capolavoro, ho imparato a prenderne la definizione con le pinze, avendo spesso riscontrato la complessità e la relatività di questo giudizio. Ho trovato Goriot esagerato nel suo amore paterno, caricaturale; parecchi personaggi sono sopra le righe, troppo carichi; le situazioni morbose, i toni melodrammatici che non mi entusiasmano, ma da certe righe partono bordate di altissima letteratura. Goriot è solo un piccolo frammento della mastodontica 'Comédie humaine'; penso ne proverò qualcun altro pezzo perché, capolavoro o no, c'è qualcosa di veramente grande in Balzac, ma riconoscerlo o meno rimane un fatto soggettivo e di ricerca.

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    Mina

    30/12/2015 20:29:37

    Non lo ritengo un libro da consigliare.... Ho letto molti capolavori dell'800, e ne preferisco altri rispetto a questo....

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    Raffaele

    30/12/2015 13:16:46

    "Un uomo che si vanta di non mutar mai opinione è un uomo che s'impone di camminare sempre in linea retta, un ingenuo che crede all'infallibilità". Balzac, senza dubbi, tra i grandissimi dell'ottocento.

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