Il paradiso degli orchi

Daniel Pennac

Traduttore: Y. Mélaouah
Editore: Feltrinelli
Edizione: 54
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27 dicembre 2012
Pagine: 202 p., Brossura
  • EAN: 9788807880919
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Recensioni dei clienti

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    francesca

    23/09/2018 16:01:36

    Questo libro, il primo della saga Malaussen, mi ha fatto innamorare di questo autore. Il romanzo è un giallo ironico e divertente, i personaggi quantomai bizzarri. Da consigliare questo e tutti i libri della saga

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    Fabio

    22/09/2018 18:16:03

    Una storia atipica ma affasciante, con personaggi e situazioni irresistibili. Il protagonista, che già annunciandoci il suo lavoro, rivela la sua singolarità, si trova a dover indagare su una serie di esplosioni, conducendoci all'interno di una storia di squallore e di "orchi". Il tutto è contornato dalla presenza della sua strana e geniale famiglia, da un'ironia ed un'irriverenza che permeano tutta la storia e le vicende che il Malaussene si troverà a vivere.

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    paolo

    22/09/2018 15:04:21

    Se siete di quei lettori che facilmente si affezionano alla storia e ai suoi personaggi e, che concluso il libro vorrebbero con loro incominciare una nuova avventura, il ciclo di Belleville è quello che fa per voi. Sono infatti ben sei i romanzi che hanno per protagonista Malaussene e la sua straordinaria famiglia e, della serie, Il paradiso degli orchi è solo il primo capitolo. Nonostante un certo disorientamento iniziale a causa dei troppi personaggi e delle loro dinamiche non ancora chiarissime, lo stile -unico- di Pennac mi ha tenuto avvinta alla lettura: per quanto non propriamente lineare (perché ricca di dialoghi alternati a pensieri qua è là inclusi in parentesi) la scrittura risulta fluida ,chiara, calibrata alla perfezione. Da essa trasuda quella comicità che, come Pirandello ci insegna, attraverso la “riflessione” diventa umorismo che non a caso lo stesso Pennac definisce “irriducibile espressione dell’etica”. Ad appena un terzo della lettura la trama spicca il volo e mantiene alta quota fino all’ultimo capitolo e mentre gli indizi, le ipotesi (anche quelle del lettore) e i colpi di scena si avviluppano in questa intrigante matassa, prende nitidezza il ritratto di ogni personaggio, ciascuno con i suoi propri colori e le sue peculiarità. Credo sia impossibile non affezionarsi al personaggio di Benjamin Malaussene, di lui sappiamo tutto perché Pennac ce lo racconta in ogni suo brontolio mentale e l’immagine che se ne riceve e quella non di un “santo”( come spesso viene definito nel libro) ma di una 'bella persona', un eroe della vita di tutti i giorni prima che dell’avventura di turno nella quale è coinvolto.

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    Maria

    22/09/2018 14:34:43

    Ho conosciuto questa autrice in modo casuale,con Psicosi delle 4 e 48, che credo sia l'opera migliore. Il suo linguaggio non lascia nulla all’immaginazione, non si procede per allusioni ma con la nuda realtà portata in scena. Descrive un mondo di violenze, stupri, atti di cannibalismo e malattie mentali in cui si muovono uomini e donne brutali, la speranza è una debole luce che viene spazzata via dalla sua impossibilità a esistere. Può risultare di difficile lettura per le battute tavolta sconnesse,deliranti; può non piacere la crudezza, quindi sicuramente non è un'autrice universale, ma va conosciuta e compresa. Se si apprezza il teatro non si può mancare questa lettura. Alla fine della lettura restano il disagio, la nausea, il male di vivere. Forse non ho ben compreso tutte le sue opere, sicuramente ho capito che questa donna ha sofferto molto durante la sua vita. Sicuramente consigliato, sicuramente da approfondire.

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    Nina

    22/09/2018 08:19:35

    Inizia la saga di Malaussène e, Pennac, decide, più che di puntare sulla trama, di dare ampio sfoggio a una maestria linguistico-sintattica indiscussa. L'autore è così abile a giocare con le parole da risultare spesso difficile da comprendere; oscilla tra irrealtà, similitudini, metafore, ironia ed empatia da richiedere al lettore uno sforzo notevole. Non è certo un libro da ombrellone, l'intreccio "giallo" non è dei migliori, ma è un testo indispensabile per seguire la saga Malaussène; si deve partire, appunto da questo testo, primo della serie, per conoscere i vari ridicoli, ma umani, personaggi della famiglia.

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    La saga Malaussene

    20/09/2018 17:47:43

    Uno dei libri più geniali che abbia mai letto. È il primo capitolo del ciclo di Malaussene. Il protagonista Benjamin Malaussene lavora in un grande magazzino come capro espiatorio, colui al quale vengono "scaricate" tutte le colpe di fronte a qualunque mal funzionamento o problema. È una storia che fugge da qualunque tentativo di catalogazione. Dentro c'è tutto: tragedia, commedia, surrealismo, mistero, storia, ritratto sociale, satira. Tutti i personaggi, dal cane Julius a Therese, hanno dei tratti surreali e caratteristici, sembrano quasi rubarsi la scena a vicenda. Senza contare la scrittura geniale di Pennac, che vale da sola il prezzo del libro. Impossibile non amarlo.

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    Chiara

    18/09/2018 19:06:07

    Libro simpatico e divertente, dalla trama originale. A volte bisogna rileggere alcune parti perché si può perdere il filo del discorso, per il resto è un buon libro, una bella scoperta

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    michele

    18/09/2018 13:12:21

    Un bel libro, di una drammaticità alleggerita dalla presenza di strani personaggi, che Pennac, con poche e semplici frasi, riesce a caratterizzare intimamente, mostrandone le emozioni e il modo di pensare. Lettura semplice e scorrevole; trama essenziale, come il luogo e il tempo in cui si sviluppa; il giusto numero di personaggi (ne troppi, ne troppo pochi); eventi ben distribuiti. La città è Parigi, ma potrebbe benissimo essere un'altra e non necessariamente una grande metropoli. Diluiti fino alle ultime pagine (caso raro) sono diversi gli spunti genuini e originali che possono essere sottolineati. Pennac evita accuratamente la lunga (e vuota) volata finale di cui molti autori fanno uso, convinti che sia carica di suspance e che, come quasi sempre accade, si conclude con un finale improbabile. Ho apprezzato che l'autore abbia scelto di far conoscere in anticipo chi fosse il colpevole (altrimenti quasi impossibile da poter individuare), lasciando al lettore di capire quale sarebbe stata la giusta conclusione.

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    lettorre

    10/04/2018 17:00:40

    la scoperta di questo autore.\nconsigliato

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    angelo

    03/04/2018 13:03:29

    Ingredienti: un dipendente parafulmine usato come capro espiatorio per la clientela, una famiglia stravagante e alternativa con tanti fratellastri e sorellastre, un luogo di lavoro bersaglio di bombe esplosive, una sequenza fantasmagorica di eventi fra cani epilettici, giornaliste ladre e foto-maniaci. Consigliato: a chi ama trame fantasiose e surreali stile Benni e Pinketts, a chi sa combattere i propri incubi con la forza dell’ironia.

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    Antonio

    07/02/2018 23:39:07

    A volte perdi il filo della storia e quindi hai bisogno di leggere per almeno 2 volte la stessa riga però è un libro che deve essere letto almeno una volta nella vita, divertente ma che ti da anche un seno di inquietudine in alcuni capitoli. Vi capiterà di volerlo abbandonare ma non fatelo, leggetelo fino alla fine perché ne vale la pena.

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    And the Oscar goes to ....

    26/01/2016 15:19:53

    Brutto

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    Fabio

    14/01/2016 12:10:25

    Inizia la saga di Malaussène e, Pennac, decide, più che di puntare sulla trama, di dare ampio sfoggio a una maestria linguistico-sintattica indiscussa. L'autore è così abile a giocare con le parole da risultare spesso difficle da comprendere; oscilla tra irrealtà, similitudini, metafore, ironia ed empatia da richiedere al lettore uno sforzo notevole. Non è certo un libro da ombrellone, l'intreccio "giallo" non è dei migliori, ma è un testo indispensabile per seguire la saga Malaussène; si deve partire, appunto da questo testo, primo della serie, per conoscere i vari ridicoli, ma umani, personaggi della famiglia. Risalta, nell'ironia, anche una sorta di condanna degli stereotipi sociali. Libro di sperimentazione, primo di una serie che, se la si vuole leggere, non solo è consigliato, ma obbligatorio

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    Ile

    07/01/2016 11:11:21

    Storia carina e personaggi simpatici, ma purtroppo ho avuto difficoltà a leggere questo libro. Alcune parti sono caotiche e sono stata costretta a rileggerle per comprendere meglio. Mi dispiace di non aver apprezzato questo autore come gran parte dei lettori.

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    Piuma Nera

    13/10/2015 12:36:12

    Un libro per pochi, scritto con un'ironia e particolare, pieno di vicende strane e fuori dal normale. L'inizio di una saga che entusiasma

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    lhl

    14/09/2015 14:45:23

    fatica un tantino a decollare in quanto Pennac vuole in poche pagine inserire tutta la stramberia della sua scrittura e dei suoi personaggi. Poi, spiccato il volo, non si sentono vuoti d'aria. Viaggio entusiasmante, scorgendo scene e situazioni grottesche e gotiche, atterraggio meraviglioso che lascia presagire future avventure indimenticabili in compagnia del protagonista e dei suoi.

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    derfel

    29/08/2014 10:38:00

    Primo episodio della saga di Benjamin Malaussene. Stile quasi grottesco quello di Pennac che con lucida ironia racconta le sfortunate vicissitudini del protagonista e della sua pittoresca famiglia. Da leggere!

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    Natalia

    27/01/2014 17:44:34

    Carino, quasi surreale, di sicuro originale. Molto più bello nella seconda parte. Per una lettura piacevole e leggera, ma non molto di più. Parecchi gli spunti ironici che caratterizzano lo stile dell'autore. Comunque mi ha incuriosito, quindi credo che continuerò nella lettura della saga.

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    Franz

    15/11/2013 13:19:18

    Superata la parte iniziale la lettura scorre in modo abbastanza piacevole. Carina la figura del capro espiatorio

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    Alinuccia80

    08/10/2013 14:22:05

    Non è il mio genere ma l'ho letto con piacere

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