Il paradiso maoista

Philip K. Dick

Traduttore: G. Costigliola
Editore: Fanucci
Collana: Tif extra
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 01/08/2013
Pagine: 286 p., Brossura
  • EAN: 9788834723388
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    n.d.

    18/10/2017 09:38:58

    Uno dei primi romanzi di Dick, per appasionati (non è fantascienza)

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    n.d.

    15/10/2017 08:52:30

    Storia che rispecchia appieno i sentimenti e le aspirazioni in un momento storico e di trasformazione della Cina. Forse un po troppo di "parte". Le situazione sono senza dubbio reali ma ,forse, ci si è dimenticati quello che il popolo Cinese ha dovuto subire specialmente nei vari, e purtroppo lunghi periodi di riforme che in realtà si sono trasformate in persecuzioni anche e soprattutto personali da parte di Mao nei confronti di tutti coloro che potevano sminuire il suo potere. L'unico vero "paradiso" è stato senza dubbio l'eliminazione della schiavitù esistente da millenni.......e non è poco. Basterebbe solo questo per mettere Mao nell'olimpo dei grandi uomini.....

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    liberandoci

    03/09/2017 07:42:04

    Il vuoto, lo spazio, l'essenza della vacuità sono, a mio avviso, i protagonisti di questo romanzo. Scritto da un giovane Philip K. Dick, "Il paradiso maoista" è il romanzo del vuoto. La trama: per affrontare l'avanzata dell'esercito maoista, una multinazionale americana proprietara di un vasto stabilimento decide di dismettere tutto, ritrasferire tutti i suoi dipendenti negli Stati Uniti, lasciando solo tre persone che facciano da guardia in attesa delle truppe di Mao. Il caso sceglie Barbara, Verne e Carl. Barbara e Verne hanno un passato torbido tra loro con episodi irrisolti, Carl è un giovane innocente che vede il bene in tutto. Nel vuoto degli spazi enormi e nel tempo indefinito che vi è tra loro e l'arrivo dei cinesi, si sviluppano dinamiche di conoscenza e di istintualità che si inseriscono nel vuoto del tutto. Pur essendo il primo Dick, si nota già una scrittura profonda e la sua capacità introspettiva riempie il vuoto del tutto. Un po' acerbo ma sicuramente da leggere!

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    maurizio .mau. codogno

    04/12/2009 17:13:41

    Magari c'era anche una ragione ben precisa perché il primo libro scritto da Philip Dick era sempre rimasto inedito ed è stato pubblicato ben dopo la morte dell'autore, quando ormai anche le sue liste della spesa sono state edite. L'ambientazione, con la innominata Compagnia che fugge dalla Cina conquistata da Mao lasciando tre suoi impiegati a passare le consegne ai comunisti, non sarebbe male; ma è chiaro che i caratteri dei protagonisti sono stati appena abbozzati, e il libro si perde in descrizioni inutili e soprattutto stantie, come le pagine e pagine dedicate a una vecchia amante di Verne che non ha alcuna parte nella trama. Anche l'epilogo, con il suo anticlimax, lascia l'amaro in bocca. La traduzione mi è parsa abbastanza piatta, ma immagino che la colpa sia più che altro del materiale originale. In definitiva, se ne può fare tranquillamente a meno.

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